L'indignazione dei magistrati di Area
Uccidere palestinesi non è reato: la nuova regola del diritto israeliano è un obbrobrio giuridico
"Ancora più grave è l’ipotesi di una applicazione retroattiva della pena capitale nonché la sua eventuale applicazione selettiva nei confronti di persone provenienti da determinati territori: un vero e proprio obbrobrio giuridico"
Esteri - di Redazione Web
Il Parlamento israeliano ha votato a maggioranza l’introduzione della pena di morte per i combattenti palestinesi. In pratica ha stabilito che uccidere un palestinese non è reato, anzi è cosa auspicata dalla legge. I magistrati italiani di “Area” hanno diffuso ieri l’appello che qui pubblichiamo.
“Il diritto ripudia la pena di morte. All’orrore delle guerre, del terrorismo e del massacro delle popolazioni civili si aggiunge oggi la notizia che il Parlamento israeliano avrebbe introdotto la pena di morte. Si tratta di una scelta atroce, in radicale contrasto con il sentimento di umanità che dovrebbe guidare ogni decisione, anche quando assunta per via democratica. Ancora più grave è l’ipotesi di una applicazione retroattiva della pena capitale nonché la sua eventuale applicazione selettiva nei confronti di persone provenienti da determinati territori: un vero e proprio obbrobrio giuridico, in aperta violazione dei principi fondamentali del diritto. Rivolgiamo un appello all’intera comunità dei giuristi italiani — avvocati, magistrati, professori universitari — affinché, superando le divisioni che hanno caratterizzato il recente dibattito sulla riforma costituzionale, esprima una condanna unanime e ferma di questa scelta”.
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