Scontro sull'asse Washington-Roma

L’Italia nega agli Stati Uniti la base di Sigonella per i bombardieri diretti in Iran, il “no” del governo Meloni a Trump

Esteri - di Redazione

31 Marzo 2026 alle 10:31

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Foto Roberto Monaldo / LaPresse 02-06-2023 Roma Politica Festa della Repubblica – Rivista militare Nella foto Guido Crosetto, Giorgia Meloni 02-06-2023 Rome (Italy) Politics Republic day – Military parade In the pic Guido Crosetto, Giorgia Meloni
Foto Roberto Monaldo / LaPresse 02-06-2023 Roma Politica Festa della Repubblica – Rivista militare Nella foto Guido Crosetto, Giorgia Meloni 02-06-2023 Rome (Italy) Politics Republic day – Military parade In the pic Guido Crosetto, Giorgia Meloni

Santa sia la campagna elettorale perenne che imperversa in Italia e l’ormai evidente “tossicità” di Donald Trump, un leader che risulta deleterio per i suoi sostenitori e alleati politici, compresa la sua amica “pontiera” Giorgia Meloni che sta tentando più o meno apertamente di svicolarsi dall’abbraccio mortale (politicamente) del presidente Usa. Al di là degli aspetti tecnici, ci sono delle chiare motivazioni politiche dietro la scelta presa dal governo italiano, ed in particolare dal ministero della Difesa di Guido Crosetto, di negare agli Stati Uniti la base siciliana di Sigonella.

Il “niet”, comunicato venerdì scorso, è stato tenuto riservato fino a questa mattina, quando il Corriere della Sera ne ha parlato in un articolo a firma della sua vicedirettrice Fiorenza Sarzanini. In particolare il Capo di Stato Maggiore della Difesa Luciano Portolano a chiamare il ministro della Difesa Guido Crosetto per informarlo di quanto era appena accaduto.

Portolano, riferisce il Corriere, era stato informato dallo Stato maggiore dell’Aeronautica che il piano di volo di alcuni bombardieri Usa: avrebbero dovuto atterrare a Sigonella, per poi ripartire verso il Golfo Persico, dove da oltre un mese proseguono incessanti i bombardamenti congiunti di Stati Uniti ed Israele contro l’Iran.

Il problema è però che nessuno da Washington aveva chiesto alcuna autorizzazione o consultato i vertici militari italiani: il piano, secondo quanto ricostruisce il Corriere, era stato comunicato con i bombardieri già in volo. Da lì la decisione inevitabile da parte della Difesa di negare l’autorizzazione all’uso di Sigonella, come d’altra parte lo stesso Crosetto aveva già comunicato nelle sue dichiarazioni in Parlamento dopo lo scoppio del conflitto: le basi Usa sul suolo italiano sarebbero state concesse esclusivamente per operazioni rientranti nei trattati firmati tra i due Paesi, tutte le altre avrebbero necessitato di autorizzazioni da discutere in Parlamento.

Una volta consultato Crosetto, è stato lo stesso Capo di Stato Maggiore della Difesa Portolano ad informare il comando Usa della decisione di non concedere l’uso di Sigonella in assenza di una consultazione preventiva, anche mettendo in conta la scontata ira di Donald Trump contro “l’amica” Giorgia Meloni. L’utilizzo delle basi militari statunitensi in Italia è regolato da due accordi bilaterali firmati dai due governi nel 1954. La base di Sigonella è utilizzata sia per operazioni NATO che per operazioni esclusivamente statunitensi.

Anche per tentare di smorzare sul nascere le polemiche sul rifiuto del governo alle richieste di Trump, dopo ore di silenzi nella tarda mattinata è Palazzo Chigi ad intervenire con una nota in cui “, si ribadisce che l’Italia agisce nel pieno rispetto degli accordi internazionali vigenti e degli indirizzi espressi dal Governo alle Camere”.

Ma l’intento dell’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è soprattutto quello di non strappare con Washington, come emerge dal passaggio in cui si evidenzia che “non si registrano criticità né frizioni con i partner internazionali” e che “i rapporti con gli Stati Uniti” sono “solidi e improntati a una piena e leale collaborazione”.

di: Redazione - 31 Marzo 2026

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