L'ok della Knesset

Israele senza freni, sì alla pena di morte per i palestinesi accusati di “terrorismo”: protesta l’Europa

Pena capitale per palestinesi accusati di atti di terrorismo che abbiano causato la morte di ebrei, ma non il contrario. La Knesset si appresta a dare il via libera alla legge.

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

31 Marzo 2026 alle 10:00

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Atef Safadi/Pool Photo via AP, File
Atef Safadi/Pool Photo via AP, File

Ci sono delle foto che racchiudono meglio di mille analisi lo spirito di un tempo o di un Governo. Il ministro della Sicurezza nazionale israeliano, Itamar Ben-Gvir, che si fa un selfie con il patibolo alle spalle. Un selfie per gioire nei giorni in cui la Knesset, il Parlamento israeliano, dà il via libera una legge che sanziona la pena di morte per i palestinesi accusati di atti di terrorismo che abbiano provocato la morte di ebrei. La cosa non vale se è un ebreo a uccidere un palestinese.

Gioisce Ben-Gvir. E dal suo punto di vista ha ragione a farlo. Perché in quel selfie è contenuta e immortalata la psicologia di una nazione. Una nazione che si raccontava come l’unica democrazia in Medio Oriente. E continuava a farlo, con il coro dei suoi aedi italiani, anche quando massacrava i palestinesi a Gaza; quando i coloni e i soldati dell’ “esercito più etico del mondo” assaltavano villaggi palestinesi, dando fuoco alle case, distruggendo i raccolti, giustiziando a sangue freddo civili inermi, compresi i bambini. Quel macabro selfie dà conto di una trasformazione “genetica” di un Paese che ha disumanizzato gli altri da sé, che considera i palestinesi esseri subumani. Abbiamo ucciso dei cani”, si è lasciato andare un soldato dopo che lui e i suoi simili avevano sterminato una famiglia in Cisgiordania, crivellando di colpi la macchina su cui viaggiavano padre, madre, figli.

Il Patibolo “selettivo” riesce a indignare l’Europa. I ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito con una dichiarazione congiunta hanno espresso la propria preoccupazione per la possibile approvazione di un disegno di legge in Israele che comporterebbe un ampliamento del ricorso alla pena di morte. “Noi, Ministri degli Esteri di Germania, Francia, Italia e Regno Unito, esprimiamo la nostra profonda preoccupazione per un disegno di legge che amplierebbe significativamente le possibilità di imporre la pena di morte in Israele e che potrebbe essere approvato in settimana si legge nella nota congiunta. “Siamo particolarmente preoccupati per il carattere di fatto discriminatorio del disegno di legge. L’adozione di questo disegno di legge rischierebbe di minare gli impegni di Israele in materia di principi democratici. La pena di morte è una forma di punizione disumana e degradante, priva di qualsiasi effetto deterrente. Per questo motivo ci opponiamo alla pena di morte, a prescindere dalle circostanze nel mondo. Il rifiuto della pena di morte è un valore fondamentale che ci unisce. Esortiamo i decisori israeliani alla Knesset e al Governo ad abbandonare questi piani “, conclude la nota di Roma, Parigi, Berlino e Londra.

La risposta è il selfie patibolare del ministro della Sicurezza interna d’Israele e la determinazione delle destre al potere di licenziare entro oggi la legge. Anche il segretario generale del Consiglio d’Europa, Alain Berset, ha esortato Israele ad abbandonare il disegno di legge. “Il Consiglio d’Europa si oppone alla pena di morte ovunque e in qualsiasi circostanza. I testi attualmente in esame alla Knesset rappresenterebbero un grave passo indietro rispetto alla moratoria di fatto in vigore da tempo in Israele”, ha affermato Berset, che ha scritto al presidente della Knesset Amir Ohana e al presidente israeliano Isaac Herzog per esprimere la sua “profonda preoccupazione”. Sebbene la pena di morte esista per un piccolo numero di crimini in Israele, il Paese è diventato di fatto abolizionista: l’ultima persona a essere giustiziata è stato il responsabile dell’Olocausto nazista Adolf Eichmann nel 1962. “La Knesset – dice Erika Guevara Rosas, direttrice per le campagne e le ricerche di Amnesty International – sta andando in direzione opposta rispetto alla tendenza globale verso l’abolizione della pena di morte e cerca di creare nuovi modi per imporre sentenze capitali. Il Parlamento israeliano dovrebbe subito respingere questi emendamenti anziché mandare avanti in tutta fretta provvedimenti discriminatori che costituirebbero un ulteriore strumento del sistema istituzionalizzato di apartheid contro le persone palestinesi sotto controllo israeliano”.

31 Marzo 2026

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