Sul Corriere della Sera
Sondaggi politici elettorali: chi ha vinto davvero il referendum, l’ultima indagine tra partiti e magistratura
La percezione degli italiani dell'esito elettorale e delle conseguenze sull'esecutivo. "Quello che sembra certo, agli occhi degli elettori, è che i rapporti tra magistratura e governo non miglioreranno"
Giustizia - di Redazione Web
Che la variabile inaspettata e decisiva è stata l’affluenza, altissima, al livello di elezioni politiche, è pacifico insomma. Che la vittoria del NO al referendum sulla riforma della Giustizia sia stata netta pure. 53,74% contro 46,26%. Poco da aggiungere. Ma chi ha vinto veramente? Chi può esultare: davvero il Campo Largo sceso in piazza la sera stessa di lunedì 23 marzo, già attraversato da rivalità e competizione per le primarie già annunciate a urne appena chiuse? Queste le domande che Ipsos di Nando Pagnoncelli, per il Corriere della Sera, ha posto agli italiani.
Gli italiani pensavano innanzitutto che la partecipazione sarebbe stata inferiore, appena il 14% l’avevano prevista così alta – l’affluenza ai seggi ha sfiorato il 59%. Sorpresi soprattutto quelli che hanno votato NO. Imprevisto anche il risultato finale per il 42% degli intervistati, secondo i quali avrebbe vinto il SÌ. Tra chi era favorevole alla riforma, circa il 66% era convinto che il referendum sarebbe passato. E invece.
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“I vincitori appaiono soprattutto i magistrati (20%; 34% tra chi ha votato Sì) più che non i partiti di opposizione (9% e solo 8% tra chi ha votato NO). Dato che sembra corroborare almeno in parte la lettura di uno scontro che è stato tra magistrati e politica più che non tra i due schieramenti”. Secondo l’analisi, per quanto il Paese si sia mobilitato, non ci si aspettano grandi terremoti a livello istituzionale.
Se i vincitori sono oggetto di discussione, meno dubbi imperversano sugli sconfitti della maggioranza di centrodestra sulla quale i contraccolpi della sconfitta si sono materializzati tramite dimissioni e altre rese dei conti. “L’impressione è che nel centrodestra ci sia una fibrillazione importante strettamente collegata agli esiti del recente voto”.
Per il 22% a perdere è stato soprattutto il governo, per il 13% la premier Meloni. Per il 18% ci sarà un evidente indebolimento del governo. “Quello che sembra certo, agli occhi degli elettori, è che i rapporti tra magistratura e governo non miglioreranno: solo il 12% infatti prevede un ridursi delle tensioni, mentre 38% ritiene che non cambierà nulla e ben il 23% si aspetta un acuirsi degli scontri. Un po’ più convinti che nulla cambierà sono gli elettori del No”.