In Polonia
Il lungo viaggio di Zaynab Dosso: oro nei nei 60m ai Mondiali, prima italiana nella velocità
Stava per smettere dopo le deludenti Olimpiadi di Parigi, si è ritrovata in Costa d'Avorio dov'è nata nel settembre 1999
Sport - di Redazione Web
Significa “saggezza”, in arabo, il suo nome. Zaynab Dosso è la donna più veloce del mondo: sua una delle cinque medaglie del Mondiale indoor di atletica leggera in Polonia. Ed è diventata la prima italiana a vincere una medaglia d’oro in una gara di velocità tra Mondiali e Olimpiadi. A Torun ha vinto i 60 metri in 7” netti. Spedizione fortunata quella in Polonia, dove l’Italia è arrivata terza nel medagliere, con tre ori e due argenti, a conferma del momento speciale dell’atletica italiana.
Dosso ha 26 anni. È nata a Man, in Costa D’Avorio, nel settembre del 1999. È arrivata in dieci anni in Italia, nel 2009, per raggiungere la famiglia che ci si era trasferita sette anni prima. È cresciuta a Rubiera, in provincia di Reggio Emilia, e ha ottenuto la cittadinanza nel 2016. Già praticava atletica leggera. Dosso dal 2021 vive a Roma, dove si allena con Giorgio Frinolli.
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Oro nei 60 metri ai Mondiali indoor di Torun, bronzo nei 60 metri ai mondiali a Glasgow nel 2024, argento a ai mondiali a Nanchino nel 2025, oro agli Europei di Roma nel 2025. A Torun, a febbraio, aveva stabilito il suo record, 6,99, il miglior tempo dell’anno – il record di Irina Privalova di 6,92 resiste dal 1993. Non era riuscita a qualificarsi alla finale dei 100 metri ai Mondiali di Tokyo nel 2025, anche i risultati dei Giochi di Parigi erano stati deludenti tanto da farla pensare addirittura al ritiro.
Al Corriere della Sera ha raccontato come il suo oro sia nato a Tokyo nel 2021, alle Olimpiadi Estive in Giappone, quando Marcell Jacobs vinse la medaglia d’oro nei 100 metri. “I bronzi iridati indoor e europeo a Roma mi hanno fatto capire che ero sulla strada giusta, poi ai Giochi di Parigi è andata male, sono entrata in crisi: fare un viaggio in Costa d’Avorio, dove sono nata, mi ha permesso di ritrovarmi come persona. Mi arrovellavo troppo, ho iniziato a fare pilates anche per fermare i pensieri. E sono arrivati gli ori di Apeldoorn e Torun”. A questo punto si dedicherà sulle competizioni della stagione all’aperto.