Lo scrutinio LIVE
Referendum Giustizia, i risultati in diretta: il No avanti col 53% dopo le proiezioni, l’affluenza sfiora il 59%
Seggi chiusi alle 15:00. Affluenza inaspettata, al 46% già alle 23:00 di domenica. L'esito della lunga campagna elettorale senza esclusione di colpi. Lo spoglio
Giustizia - di Redazione Web
Si sono chiusi alle 15 i seggi per il referendum confermativo sulla riforma della Giustizia voluta dal governo Meloni. Non ci si aspettava un’affluenza così alta. Alle 23:00 di domenica 21 marzo era al 46,07%, circa 21 milioni di persone: dato inaspettato, più alto degli ultimi referendum, che mette le previsioni in un territorio che si potrebbe definire imprevisto. Secondo i sondaggi un’affluenza più bassa avrebbe premiato più probabilmente il NO, una più alta più probabilmente il SÌ. Non si era tuttavia immaginata un’affluenza superiore al 55%. I seggi hanno riaperto alle 7:00 di lunedì 23 marzo per un’altra mezza giornata, anche la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha votato in mattinata. Ad ogni modo, il referendum confermativo non aveva bisogno del quorum – ovvero di una soglia minima di partecipazione – per la validazione.
“Approvate il testo della legge di revisione degli artt. 87, decimo comma, 102, primo comma, 104,105, 106, terzo comma, 107, primo comma, e 110 della Costituzione approvata dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta Ufficiale del 30 ottobre 2025 con il titolo ‘Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare’?”, si leggeva sulla scheda con il quesito. SÌ oppure NO, le due caselle da barrare.
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Gli italiani erano chiamati a votare per tre grosse modifiche all’ordinamento giudiziario: se la riforma verrà approvata dai Sì, verrà introdotta la separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici, verrà sdoppiato il Consiglio Superiore della Magistratura (CSM), l’organo di autogoverno dei magistrati, e verrà creata una Alta Corte Disciplinare che si occuperà dei procedimenti disciplinari nei confronti degli stessi magistrati. La riforma prevede anche che i membri del Csm, per due terzi magistrati e per un terzo giuristi, non siano più eletti come avviene ora ogni quattro anni, ma siano nominati tramite sorteggio.
“Pronta per il voto. Ricordate: c’è tempo fino alle 15 di oggi per recarsi al seggio. Partecipare è importante”, il post con cui la premier ha annunciato il suo voto. La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein e il leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte invece avevano votato ieri. Ricorre a una delle frasi più note del mondo del calcio il ministro degli Esteri, vice primo ministro e leader di Forza Italia Antonio Tajani, tradendo qualche preoccupazione per il voto ad alta tensione che rappresenterà molto più che il semplice quesito per l’esecutivo: “‘Partita finisce quando arbitro fischia’ diceva sempre il grande Vujadin Boškov. Si vota anche oggi, fino alle 15!”. Più retorico il post del segretario della Lega Matteo Salvini: “A chi dedico questo voto? Lo dedico alle decine di migliaia di italiani ingiustamente indagati, processati e incarcerati, da innocenti, senza che nessuno abbia pagato per queste vite rovinate”.
I risultati arriveranno già nel pomeriggio: non ci sono preferenze, non sono previste quelle altre caratteristiche che di solito prolungano le operazioni degli scrutini. Potrebbero bastare un paio d’ore per un risultato se non definitivo quantomeno indicativo. Qualora già negli exit poll dovesse apparire un distacco consistente, si potrebbe già individuare una verosimiglianza al risultato finale. Altrimenti, bisognerà aspettare le prime proiezioni sui dati reali.
La diretta del voto
ORE 16:10 – Seconda proiezione del consorzio Opinio per Rai con la copertura del campione del 37 per cento che confermano i numeri della prima: il No resta avanti col 53,9 per cento contro un Sì fermo al 46,1 per cento.
ORE 16:05 – Dopo un’ora dalla chiusura dei seggi c’è chi si sbilancia. È l’istituto YouTrend, che col suo decision desk ha “chiamato” la vittoria del No al referendum sulla giustizia.
🔴 Decision desk Youtrend: vince il NO al #referendum costituzionale sulla riforma della giustizia#MaratonaYoutrend pic.twitter.com/w4g38Grc7O
— Youtrend (@you_trend) March 23, 2026
ORE 16:00 – Se guardiamo al “voto reale”, ovvero alle sezioni già scrutinate, al momento siamo a 20.295 su 61.533: al momento il No è in deciso vantaggio col 54,42 per cento contro il Sì al 45,48%.
ORE 15:45 – Le prime proiezioni (fatte dunque su dati reali, ndr) sul referendum arrivano da Opinio/Rai con copertura del campione del 12 per cento. Il No sarebbe avanti col 53,1 per cento, mentre il Sì sarebbe indietro e stimato al 46,9%.

ORE 15:40 – Il secondo instant poll di Swg per La7, con copertura dell’87 per cento, vede il No avanti con una forchetta del 50-54%, contro un Sì fermo al 46-50 per cento.
ORE 15:10 – A spoglio ancora in corso quando mancano due terzi delle sezioni, l’affluenza al voto si attesta sopra il 58 per cento. Un dato enorme ma che va interpretato, con una “mappa” della partecipazione ben differente tra Nord e Mezzogiorno: un voto particolarmente sentito in particolare nelle Regioni del Centro-Nord, dove spicca in assoluto l’Emilia Romagna, mentre Calabria e Sicilia sono le uniche due Regioni che non raggiungono il 50% dei votanti alle urne.
ORE 15:00 – Questi i primi risultati di instant ed exit poll pubblicati pochi secondi dopo la chiusura dei seggi. Per Swg/La7 il No è avanti con una forchetta del 44-53% contro il 47-51% del Sì.

Gli instant poll di YouTrend/Sky indicano la prevalenza del No con una forchetta compresa tra il 49,5% e il 53,5%, col Sì che si attesterebbe invece tra il 46,5% e il 50,5%.

Gli unici exit poll sono quelli di Opinio/Rai che confermano il No in vantaggio tra il 49 e il 53% dei voti, il Sì tra il 47 e il 51%.

ORE 14:00 – Alle 23 i dati del Viminale hanno registrato un’affluenza del 46,07 per cento. Alle 19 i dati del Viminale evidenziavano un’affluenza che sfiora il 39 per cento. Nel 2020 il referendum costituzionale sul taglio dei parlamentari (tenutosi in due giorni) alla stessa ora faceva registrare un’affluenza ben inferiore, pari al 29,6 per cento.
Alle 12 i dati del Viminale segnalavano un’affluenza al 14,9%, in crescita rispetto al dato del referendum costituzionale del 2020 che attestava la partecipazione al voto alla stessa ora al 12,2%. L’affluenza finale, allora, arrivò al 53,8%. Quello di oggi alle 12 è in assoluto il dato più alto dell’affluenza (alla stessa ora) nelle precedenti consultazioni referendarie in cui si è votato per due giorni.