La rubrica Sottosopra

Perché Trump è perverso: Donald è il Nerone biondo che dà fuoco al mondo

L’attacco, totalmente illegale, all’Iran sulla base di motivazioni menzognere. L’aggressione è paradigmatica della perversione del presidente americano

Esteri - di Mario Capanna

22 Marzo 2026 alle 16:00

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AP Photo/Julia Demaree Nikhinson
AP Photo/Julia Demaree Nikhinson

Non c’è popolo più stupido degli americani. La cultura non li ha mai intaccati.
(G. Gaber)

Quando misi in rilievo (cfr. l’Unità dell’8 febbraio 2025) che Trump ha la sindrome del “narcisista maligno”, ricevetti alcune critiche. L’obiezione principale era: non si può esprimere a distanza un simile giudizio. E perché mai? Sono i comportamenti pubblici del soggetto a fornire la prova. “Narcisista maligno”: la definizione del grave disturbo fu coniata da Erich Fromm nel 1964. Da allora quella categoria è diventata un caposaldo nelle scienze neuropsichiatriche. Dove il soggetto, che ha quella sindrome, viene indicato anche con la definizione equivalente di “manipolatore perverso”, dato che la menzogna, il raggiro, l’inganno, l’ipocrisia costituiscono il tratto saliente del suo comportamento.

Secondo la letteratura scientifica in materia, questo disturbo della personalità si palesa tramite sintomi che vanno dalla “spiccata grandiosità” all’ “impulsività”, dalla “mancanza di empatia” all’ “assenza di rimorso”, dal “disprezzo degli altri” al “comportamento distruttivo” e alla “prepotenza”. È impressionante constatare come le parole e le scelte di Trump rivelino le caratteristiche sopra elencate. La Groenlandia da comprare o invadere, il canale di Panama da riconquistare, il Canada da annettere come 51° Stato americano, l’imposizione dei dazi come arma di pressione e ricatto (il Wall Street Journal l’ha definita come “la più stupida guerra commerciale della storia”), l’atto esecutivo per ripristinare la pena di morte a livello federale, la persecuzione vessatoria degli immigrati, la condivisione del genocidio dei palestinesi e l’idea di fare della Striscia di Gaza la “Riviera del Medioriente”, l’aggressione illegale al Venezuela e il rapimento-sequestro del presidente Maduro, l’attacco, anch’esso totalmente illegale, all’Iran sulla base di motivazioni menzognere, lo strangolamento di Cuba sono “argomenti” e decisioni tipiche del Narcisista maligno-Manipolatore perverso.

L’aggressione all’Iran è paradigmatica della perversione del presidente americano. In primo luogo: la decisione viene presa a tradimento, durante il negoziato fra le parti. Il fatto che il generale Caine, capo dello stato maggiore congiunto degli Usa, lo sconsigliasse, per il “comandante in capo” è stato come un incentivo a dare corso all’impresa. Caratterizzata da incauto avventurismo: sottovalutazione della capacità di resistenza e di controffensiva missilistica del regime iraniano, non previsione dagli effetti catastrofici globali derivanti dal blocco iraniano dello stretto di Hormuz, dell’isolamento (relativo?) da parte dell’Europa e della Nato. Con l’aggravante del fatto che è stato Israele a trascinare gli Usa nel conflitto, non viceversa. Al riguardo è passato sotto silenzio un episodio rilevante. Tre giorni dopo l’inizio della guerra il segretario di Stato Rubio ammise candidamente che gli Usa erano andati a rimorchio di Israele. Due ore dopo Trump, mentendo come al solito, disse che no, era stato lui a spingere Netanyahu… Il narcisista non può essere secondo a nessuno.

Con le sue clamorose dimissioni Joe Kent, capo dell’antiterrorismo americano, ha fatto emergere pienamente la verità, in modo quasi sanguinoso per Trump. Nella lettera che gli ha scritto afferma: “L’Iran non costituiva una minaccia immediata alla nostra nazione ed è chiaro che abbiamo iniziato questa guerra a causa della pressione di Israele e della sua potente lobby americana”. Che sia Israele a condizionare, soprattutto negli ultimi tempi, la politica guerrafondaia degli Usa in Medioriente, è un dato di fatto incontrovertibile. E una delle ragioni è che Netanyahu è in grado di ricattare Trump: Epstein era collegato con il Mossad, e Trump rischia grosso se venissero svelati tutti i files dello scandalo. E non è un caso se metà degli americani è convinto che Trump è entrato in guerra anche per distrarli dalle scabrose rivelazioni.

L’uso dell’arma di distrazione di massa è una tipica misura del manipolatore perverso, soprattutto quando si trova alle strette. Ottenendo, come risultato, la spaccatura della sua stessa base elettorale, la propagazione delle fiamme in tutto il Medioriente, la stagflazione in tutti i continenti a causa dell’impennata del costo del petrolio e del gas, e mettendo a repentaglio la pace mondiale. Tutto questo non preoccupa il narcisista-manipolatore, trincerato dietro, e dentro, il suo ego malato. Che come presidente degli Stati Uniti ci sia l’attuale psicopatico è una manna dal cielo per il Deep State (come lo era ieri il sonnambolico Biden): riesce a manovrare meglio nel tentativo di contenere il declino del proprio imperialismo nel mondo. Questo tentativo si incentrerà sempre più nel ricorso alla guerra, come ostentazione della presunta onnipotenza utile a mascherare una crescente impotenza. La corsa al riarmo, compreso quello europeo, peraltro serve a questo. Dobbiamo saperlo e contrastare il pericolo con determinazione. Persuadendoci – persone e popoli – che costruire un altro mondo è possibile.

22 Marzo 2026

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