Un'altra scoppola per il tycoon
Iran, gli 007 sbugiardano Trump: “Teheran non ha mai riavviato il programma nucleare”
La direttrice dell’intelligence Tulsi Gabbard smaschera The Donald al Senato. “Lo avevamo informato che Teheran avrebbe attaccato i Paesi del Golfo”, aggiunge. Gli ayatollah: “Colpiremo i siti petroliferi”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
«Ricordate, per tutti quegli assoluti idioti là fuori, che l’Iran è considerato da tutti il principale stato sponsorizzatore del terrorismo. Li stiamo rapidamente mettendo fuori gioco!». Con un linguaggio da saloon, lo “sceriffo della Casa Bianca” si esprime su Truth. Parole che sembrano anticipare scelte ancora più esplosive.
La prossima decisione di Donald Trump sarà se, a prescindere dai rischi, sequestrare o distruggere il materiale nucleare iraniano quasi a livello di bomba che si ritiene sia immagazzinato ancora sotto una montagna a Isfahan. Lo riporta il New York Times secondo il quale l’operazione sarebbe fra le più audaci e rischiose della storia americana, di gran lunga più complessa dell’uccisione di Osama bin Laden o della cattura di Nicolas Maduro. Nessuno sa infatti con esattezza dove si trova tutto il combustibile, senza contare che se i contenitori venissero perforati fuoriuscirebbe gas tossico e radioattivo. Se invece i contenitori si avvicinassero troppo il pericolo sarebbe quello di una reazione nucleare accelerata. The Donald, un bugiardo matricolato. L’Iran non ha tentato di ricostruire gli impianti di arricchimento dopo l’attacco americano del giugno 2025. Lo ha detto la direttrice dell’intelligence americana Tulsi Gabbard in un’audizione, smentendo il presidente Usa e la posizione ufficiale della Casa Bianca.
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Nel corso dell’audizione in commissione Intelligence del Senato, il democratico Ron Wyden ha incalzato Tulsi Gabbard su quelle che ha definito conseguenze “prevedibili” e “previste” di un attacco all’Iran. Wyden ha citato la valutazione delle agenzie di intelligence, di cui Gabbard è il capo, secondo cui l’Iran era in grado di infliggere danni agli aggressori, condurre attacchi nella regione e interrompere il traffico lungo lo Stretto di Hormuz. “Ogni problema che stiamo vedendo ora non solo era prevedibile, ma era stato previsto dalle agenzie di intelligence”, ha detto il senatore. Gabbard ha confermato le conclusioni dell’intelligence: “Abbiamo continuato a fornire al presidente e al suo team informazioni relative a questa operazione in Iran”. Wyden ha chiesto se fosse previsto che l’Iran avrebbe attaccato le forze statunitensi. “Abbiamo sempre preso molto seriamente la minaccia rappresentata dalle capacità missilistiche del regime iraniano e il rischio che i nostri soldati americani possano essere messi in pericolo”, ha risposto Gabbard. A questo punto il senatore ha citato il commento di Trump, secondo il quale “nessun esperto aveva ritenuto possibile un attacco iraniano contro i partner negli Stati del Golfo”. Trump era stato informato dall’intelligence che il rischio invece c’era?, ha chiesto Wyden. “La comunità di intelligence – ha risposto Gabbard – ha continuato a valutare le potenziali minacce per la regione, le minacce esistenti nella regione, e a fornire tali valutazioni ai responsabili politici e a chi decide”.
Nel frattempo, Israele continua a decapitare la leadership iraniana. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha annunciato ieri l’eliminazione di un altro leader iraniano, il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib (uccisione confermata dal presidente iraniano Massoud Pezeshkian). «Anche il ministro dell’Intelligence iraniano Khatib è stato eliminato dalla scena internazionale», ha dichiarato il ministro. «Questa è la fine dell’apparato interno del regime, responsabile degli assassinii e della repressione in Iran, nonché della promozione di minacce esterne», ha affermato Katz, avvertendo che l’intensità degli attacchi israeliani in Iran aumenterà significativamente. La guerra del petrolio. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno emesso un avviso di evacuazione per gli impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riportato mercoledì dai media statali citati da Iran International. L’avviso è giunto dopo che raid israeliani hanno colpito alcune parti degli impianti di gas di South Pars, in Iran. Immediata la reazione dei mercati. Il petrolio sale dopo che l’Iran ha promesso di rispondere agli attacchi alle sue infrastrutture energetiche. Il Brent arriva a guadagnare il 5% a 108 dollari al barile. Il Wtj a New York sale del 2,33% a 98,45 dollari il barile.