Napoli
Ricostruire il Sannazaro, il ministero della Cultura acquisterà il teatro distrutto da un incendio: “Rinascerà come una fenice”
Il cronoprogramma prevede una continuità di programmazione, che potrebbe essere portata avanti nel Palazzo Reale. Valutazione? "Non ci saranno ostacoli". Tempi? "Direi ieri"
Cultura - di Redazione Web
Devastato da un incendio, il teatro Sannazaro di Napoli sarà acquistato dal Mic, il Ministero della Cultura. Lo ha annunciato il ministro Alessandro Giuli in un incontro a margine della riunione in prefettura. “Occorre garantire continuità all’attività del Sannazaro”, ha dichiarato il ministro. “Allora acquista il Ministero, acquista il Ministero della Cultura ma è ovvio che è un’operazione corale altrimenti non saremmo qui in questa bella Prefettura avendo interloquito con il presidente della Regione Campania, con il sindaco di Napoli e con diciamo tutte le persone che hanno a cuore il progetto”. Al via subito i lavori secondo quanto annunciato.
Il teatro Sannazaro è andato a fuoco lo scorso 17 febbraio. Si trova su via Chiaia, uno dei salotti buoni della città, collocazione strategica che ha visto passare e cambiare la scena teatrale di una città per quasi un paio di secoli. Era stato inaugurato il 26 dicembre 1847, vi si incontrarono Luigi Pirandello ed Eduardo De Filippo, ha visto rappresentate le commedie di Eduardo Scarpetta, Nino Taranto, i fratelli De Filippo, Eleonora Duse e Sarah Bernhardt. Il ministro ha chiarito che i proprietari “non stanno vendendo delle ceneri. Il ministero sta acquistando un blasone, un posto che ha un’anima, un’anima che benché sia ferita è viva. Non sono ceneri ma i resti di un incendio da cui rinascerà come una fenice un magnifico Sannazaro”.
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Alla riunione, “molto concreta per il ministro”, erano presenti anche i proprietari del teatro, il prefetto di Napoli Michele di Bari, il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, e il sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi. Il ministro Giuli ha parlato di continuità, di garanzia di attività per il teatro in un altro spazio mentre i lavori proseguiranno, “che potrebbe essere anche dentro il Palazzo Reale”, forse presso il teatrino di corte di proprietà dello Stato. Un cronoprogramma sul quale “siamo tutti allineati, dal Signor Prefetto, al Sindaco, al Presidente di Regione, al Ministro che vi sto parlando, nel garantire continuità alla grande famiglia del Sannazzaro che va dalla proprietà che cede ai gestori e soprattutto alla comunità che continuerà a vivere nel teatro e per il teatro”.
Sulla valutazione della compravendita “ci sarà una valutazione di congruità ma non ci saranno ostacoli, ve lo posso assicurare. Saremo veloci e soprattutto siamo tutti allineati, quando tutti hanno lo stesso intento si procede spediti e su questo consentitemi di ringraziare i proprietari che sono stati davvero veloci, appassionati nel dolore ma altrettanto a condiscendere la nostra volontà di acquistare”. A seguire il dossier potrebbe essere direttamente il ministero o una struttura commissariale, “esamineremo insieme il tutto e ci troverete di nuovo qua”. E sui tempi di concretizzazione dell’operazione: “Io direi ieri”.
“Accogliamo con grande favore la decisione del ministero della Cultura di procedere all’acquisizione del teatro, una scelta che permetterà così alle istituzioni di poter mettere in campo tutte le azioni necessarie per far splendere nuovamente un luogo che è parte della storia di Napoli, della sua cultura e della sua arte, un patrimonio che appartiene a tutta l’Italia. La Regione Campania ha iniziato a stanziare nel bilancio 2026 un milione di euro, un primo passo in questo percorso di rinascita, per il quale l’impegno sarà massimo”, ha dichiarato Fico. “Sono molto soddisfatto dell’intesa raggiunta sul futuro del Teatro Sannazaro. Avevamo promesso alla famiglia Sansone che le istituzioni avrebbero lavorato in tempi brevi per garantire un sostegno pubblico al fine di poter riprendere le attività prima possibile e per poi ricostruire il Sannazaro. Questo passo in avanti conferma la piena collaborazione istituzionale per preservare un bene culturale fondamentale per Napoli e per tutta l’Italia”, ha aggiunto il sindaco Manfredi. “Si tratta di un segnale importante di attenzione verso un progetto culturale atteso dal territorio e capace di restituire valore e funzione a un luogo significativo per la comunità“, ha sottolineato il prefetto di Bari.