La minaccia del procuratore al "Foglio"

Referendum: perché Meloni porta voti al NO, perché Gratteri li porta al SÌ

Difficile che il Csm possa non intervenire, sempre che si accerti che la minaccia non costituisca un reato penale. Comunque è un attacco pazzesco alla libertà di stampa

Politica - di Piero Sansonetti

12 Marzo 2026 alle 07:00

Condividi l'articolo

Foto collage Lapresse
Foto collage Lapresse

La presidente del Consiglio ieri è intervenuta di nuovo sul referendum. Si è scagliata contro i magistrati che scarcerano troppa gente. Non si sa bene a chi si riferisse, ma conta poco. In sostanza Meloni – forse per sbaglio, forse perché non conosce bene la riforma Nordio – si è schierata dalla parte di Pm che arrestano e contro i giudici che scarcerano solo perché non trovano legittimo l’arresto. Tradotto: stiamo ben attenti a non dare ulteriore potere ai giudici liberandoli dal condizionamento dei Pm. Dobbiamo riempire le carceri, e quindi la riforma Nordio, che è garantista, è pericolosa e va affossata.

Non ci credete? Lo so, sembra uno scherzo. Ma è così. Ogni volta che interviene Meloni, o Donzelli, o Delmastro, o Bignami, ma anche Tajani, è sempre la stessa solfa: vogliamo magistrati sbirri che mettano in prigione più gente possibile (soprattutto poveri) e seguano gli ordini del governo. Linea politica che sarebbe impossibile se passasse la riforma Nordio. A riequilibrare le cose a favore del Sì è intervenuto il noto magistrato Gratteri. Con un gesto che deve aver allontanato un bel gruppetto di elettori del No, incompatibile col Pm cowboy. Cosa ha fatto Gratteri? Ha detto a un giornalista del Foglio: “Con voi del Foglio i conti li faremo dopo il voto”. Una minaccia inaudita da parte di un magistrato, anzi del Procuratore di Napoli. Difficile che il Csm possa non intervenire, sempre che si accerti che la minaccia non costituisca un reato penale. Comunque è un attacco pazzesco alla libertà di stampa. Speriamo che il fronte del No non perda tempo e allontani Gratteri, imponendogli il silenzio.

12 Marzo 2026

Condividi l'articolo