I dati di Pagnoncelli
Sondaggi politici elettorali: il No avanti di 5 punti con l’affluenza al 42%, per Meloni il rischio è la scarsa partecipazione
Non sono buone notizie quelle che arrivano sulla scrivania della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul referendum sulla giustizia. A meno di venti giorni dal voto, la partita sulla riforma della separazione delle carriere si è fatta tesissima.
Con toni e dibattito ormai scaduto, da una parte e dall’altra, quello che emerge con chiarezza è che l’interesse degli italiani sul tema resta particolarmente basso. A rilevarlo è anche l’ultimo sondaggio di Nando Pagnoncelli sul Corriere della Sera: oggi chi si dice sicuro di partecipare al voto è il 37% degli intervistati da Ipsos, solo un punto in più rispetto alla precedente rilevazione del 12 febbraio scorso.
Attualmente, spiega Pagnoncelli, la previsione ragionevole di partecipazione si colloca al 42 per cento. Tenendo conto di questa “base elettorale”, per la maggioranza di governo il risultato potrebbe essere catastrofico: grazie ad una maggiore mobilitazione alla partecipazione da parte dell’opposizione, in particolare nell’elettorato del Pd (63%) seguito dai pentastellati (57%) e dagli elettori delle altre liste del centrosinistra (51%), il fronte del No al referendum si attesterebbe al 52,4 per cento, mentre il Sì si fermerebbe al 47,6 per cento, in discesa di quasi due punti rispetto al mese scorso.
La speranza per Meloni e i sostenitori del Sì è che la partecipazione sia più elevata. Secondo Pagnoncelli infatti in caso di affluenza al 49 per cento, i due fronti si troverebbero sul filo della parità: i Sì al 50,2%, i No al 49,8%. Resta poi da considerare il non indifferente dato sugli elettori incerti, che sono il 7 per cento con partecipazione al 42% e che salgono a poco più del nove per cento nello scenario con affluenza più elevata.
Ipsos rileva inoltre che col trascorrere delle settimane diminuisce l’area degli elettori del Partito Democratico intenzionati a votare Sì al referendum: a febbraio stavano tra il 10 e il 14%, oggi sono scesi tra il 7 e il 9 per cento, segnale che la scelta da parte del governo di alzare i toni nel dibattito sulla riforma della giustizia sta spingendo gli elettori di centrosinistra verso il No.