L'uomo di TeleMeloni

Paolo Petrecca si dimette: il direttore lascia Rai Sport dopo la telecronaca horror all’inaugurazione delle Olimpiadi Invernali e lo sciopero dei giornalisti

Per due volte la redazione non aveva approvato il piano editoriale, i giornalisti avevano ritirato le firme fino alla fine dei Giochi. La responsabilità di Rai Sport sarà affidata in via transitoria a Marco Lollobrigida

News - di Antonio Lamorte

19 Febbraio 2026 alle 11:39

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Foto Cecilia Fabiano/LaPresse 16-12-2022 Roma, Italia – Politica – Festa per i 10 anni di Fdi – Nella Foto : Paolo Petrecca December 16, 2022 Rome, Italy -Politics – 10 years of Fratelli d’Italia party – In the photo: Paolo Petrecca
Foto Cecilia Fabiano/LaPresse 16-12-2022 Roma, Italia – Politica – Festa per i 10 anni di Fdi – Nella Foto : Paolo Petrecca December 16, 2022 Rome, Italy -Politics – 10 years of Fratelli d’Italia party – In the photo: Paolo Petrecca

Si è dimesso Paolo Petrecca: dopo settimane di polemiche e sciopero dei giornalisti, il direttore di Rai Sport ha rimesso il proprio mandato nelle mani dell’Amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi. Lascerà l’incarico al termine delle Olimpiadi di Milano-Cortina, i Giochi invernali in corso che erano stati aperti dalla telecronaca horror in occasione della cerimonia inaugurale in diretta dallo Stadio San Siro di Milano e da Cortina. Errori che erano diventati virali, un caso politico, meme al fulmicotone nel Paese che ha intitolato un ministero al merito. La telecronaca era stata complessivamente giudicata inadeguata, anche dall’Usigrai.

Petrecca era arrivato nel 2021 alla direzione di RaiNews, quando la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni era all’opposizione. E già in quell’incarico il giornalista si era fatto notare: per esempio nel 2023 non parlò mai del caso Andrea Giambruno, ex compagno della premier, o della “fermata straordinaria” di un treno Frecciarossa per far scendere il ministro Francesco Lollobrigida. Era stato sfiduciato dai giornalisti ed era stato promosso a Rai Sport.

Per due volte la redazione non aveva approvato il piano editoriale. Alla telecronaca per la cerimonia di inaugurazione dei Giochi Invernali era subentrato in extremis dopo l’esclusione del vicedirettore Auro Bulbarelli, escluso dopo che in conferenza stampa aveva spoilerato il ruolo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella nello spettacolo. L’amministratore della Rai Giampaolo Rossi aveva voluto incontrare Petrecca, contestato ancora una volta dal sindacato dei giornalisti Rai e dalle opposizioni.

I giornalisti e le giornaliste avevano ritirato le firme da servizi, collegamenti e telecronache in segno di protesta fino alla fine delle Olimpiadi. Il comunicato sindacale era stato letto in questi giorni nei telegiornali delle Olimpiadi e nelle trasmissioni Mattina Olimpica e Notti Olimpiche. “Le giornaliste e i giornalisti della Rai oggi ritirano la firma dai propri servizi in solidarietà con i colleghi di RaiSport che protestano per la telecronaca del direttore durante la cerimonia di apertura delle Olimpiadi, incarico che si era auto-assegnato. Nonostante l’immagine di Raisport e della Rai siano state gravemente danneggiate, nulla è avvenuto. Continueremo a difendere l’autorevolezza dell’informazione Rai per garantire a voi cittadini un servizio pubblico di qualità”. A completare l’opera erano arrivate anche alcune contestazioni per le spese della sua redazione.

La responsabilità di RaiSport sarà affidata in via transitoria a Marco Lollobrigida. “Le dimissioni di Petrecca da RaiSport erano necessarie e arrivano comunque in ritardo – le parole del capogruppo del Partito Democratico nella commissione di vigilanza Rai, Stefano Graziano – Petrecca è l’emblema di Telemeloni e del metodo con cui il Governo ha privilegiato logiche di appartenenza e vicinanza politica rispetto al merito e alla valorizzazione delle professionalità interne al servizio pubblico televisivo. Un’impostazione che ha finito per indebolire l’autorevolezza dell’informazione e più in generale dell’intero sistema Rai. Ora serve una vera discontinuità. Non si può continuare con il meccanismo del ‘rimuovere per promuovere’ o con semplici ricollocazioni interne. Il servizio pubblico ha bisogno di trasparenza, competenza e indipendenza, non di operazioni di facciata”.

19 Febbraio 2026

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