Continuano i raid israeliani

Strage senza fine dell’Idf, l’accusa del Cardinale Pizzaballa: “Questa non è pace”

Ieri l’Idf ha ucciso 12 persone. Dall’inizio della tregua, secondo il ministero della Sanità di Gaza, sono almeno 603 i palestinesi uccisi, 1181 i feriti.

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

17 Febbraio 2026 alle 19:30

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AP Photo/Abdel Kareem Hana
AP Photo/Abdel Kareem Hana

Gaza, “morti di pace”. Corpi avvolti in sudari bianchi, parenti in lacrime negli ospedali Nasser di Khan Yhounis e al-Shifa a Gaza città. Nuovi raid israeliani hanno colpito diverse aree della Striscia causando almeno 12 morti dall’alba del 15 febbraio, secondo la Difesa civile di Gaza, mentre il cessate il fuoco tra Israele e Hamas appare sempre più fragile.

Una delle esplosioni ha centrato una tenda che ospitava sfollati nel campo di Jabalya, nel nord della Striscia, uccidendo cinque persone. Altri cinque morti sono stati segnalati a Khan Younis. Gli ospedali hanno confermato di aver ricevuto diversi corpi. L’esercito israeliano afferma di aver reagito a una “violazione flagrante” della tregua da parte di uomini armati individuati nel nord, vicino a Beit Hanoun, parlando di militanti usciti “probabilmente da installazioni sotterranee” e penetrati in un’area sotto controllo israeliano. Hamas accusa invece Israele di aver infranto il cessate il fuoco colpendo civili e sfollati. Dall’inizio della tregua, secondo il ministero della Sanità di Gaza, sono almeno 603 i palestinesi uccisi, 1181 i feriti. L’esercito israeliano riferisce di quattro soldati morti. Durante questa presunta pausa i soccorritori hanno anche recuperato centinaia di corpi rimasti sotto le macerie. La guerra non si è mai fermata, ha semplicemente cambiato ritmo. Secondo le autorità di Gaza, oggi, il totale aggiornato avrebbe ormai superato le 71.800 vittime, con oltre 171 mila feriti.

“All’alba quattro civili sono stati presi di mira nel campo di Jabalya e sono stati uccisi mentre dormivano in strada – afferma
Ossama Abou Askar, residente di Gaza – Israele non rispetta né i cessate il fuoco né le tregue. Abbiamo vissuto per mesi sotto una tregua e, nonostante questo, siamo stati colpiti. Israele segue questo principio: dice una cosa e ne fa un’altra. Per gli israeliani il concetto stesso di tregua è un fallimento. Non riconoscono né le tregue né la pace e hanno preso di mira persone che si trovavano in strada”.

Le slide dell’amministrazione Trump sul futuro di Gaza? “Non ci sarà nessun resort a Gaza. Qualunque cosa vogliano fare non può ignorare i due milioni di persone che sono lì, che hanno perso tutto ma non la dignità. Non si potrà fare nulla contro la loro dignità”. Lo ha affermato nei giorni scorsi il cardinal Pierbattista Pizzaballa , patriarca latino di Gerusalemme, ad Arezzo, nel corso dell’evento “Giustizia e pace in Terra Santa”, promosso dalla diocesi di Arezzo-Cortona-Sansepolcro, Rondine Cittadella della Pace e Caritas diocesana. E ha aggiunto: “La tregua non è pace. A Gaza c’è un cessate il fuoco, ma ogni giorno qualcuno continua a morire, continuano esecuzioni, azioni mirate, la ricostruzione non è iniziata, il 90% della Striscia è rasa al suolo, mancano acqua, elettricità, fogne, le scuole sono chiuse da tre anni, gli ospedali sono stati tutti colpiti, mancano medicinali e si muore per il freddo o per infezioni. Tra i cristiani, poche centinaia a Gaza, durante questa guerra sono morte 23 persone per fuoco diretto e 23 per mancanza di assistenza”. A dirlo è il patriarca di Gerusalemme. Anche lui è un antisemita?

17 Febbraio 2026

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