Negoziati in salita
Iran, si alza la pressione Usa: Trump invia anche la portaerei USS Ford nel Golfo
Donald Trump si appresta a stringere il cappio attorno al collo del regime iraniano? Il presidente Usa, secondo quanto rivela oggi il New York Times, ha deciso di dispiegare in Medio Oriente la USS Gerald R. Ford, la più grande portaerei al mondo.
La nave sarebbe pronta a salpare dalle acque venezuelane, era stata inviata nei Caraibi nel momento più “caldo” della campagna contro il Venezuela, terminata col rapimento/arresto del leader di Caracas Nicolas Maduro, verso il Golfo. Proprio dalla USS Ford il 3 gennaio scorso erano partiti i caccia impegnati nell’operazione per la cattura di Maduro.
Quattro diverse fonti hanno detto al giornale americano che l’equipaggio della nave è stato informato ieri della decisione, che era stata anticipata nelle ultime ore dallo stesso presidente. La USS Ford si andrebbe ad unire alla portaerei Lincoln, che già si trova nel Golfo.
La Casa Bianca intende dunque aumentare la pressione militare su Teheran, mentre sul piano diplomatico Trump sembra ancora intenzionato a tentare di raggiungere un accordo sul programma nucleare iraniano. Il leader statunitense solo pochi giorni fa aveva lasciato intendere come imminente un altro round di colloqui, ma i negoziati non si sono concretizzati.
Solo nelle scorse ore Trump ha ribadito il suo ultimatum, l’ennesimo in realtà, nei confronti del regime dell’ayatollah Khamenei: l’Iran “deve fare un accordo” sul suo programma nucleare, altrimenti per loro le conseguenze saranno “molto traumatiche”, le parole del tycoon, che ha aggiunto di sperare di raggiungere un accordo con Teheran entro il mese prossimo.
Nel confronto a distanza un ruolo chiave è ovviamente quello di Israele, che spinge per un intervento militare statunitense o per un accordo dalle condizioni durissime per Teheran. Lo ha spiegato primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’indomani dell’incontro alla Casa Bianca con Trump: il leader dell’estrema destra ha sottolineato che “potrebbe essere possibile raggiungere un buon accordo” con l’Iran, ma ha ribadito che qualsiasi intesa dovrà includere limitazioni al programma di missili balistici e alla rete di milizie filo-Teheran nella regione.
“Voglio dirlo chiaramente: non nascondo il mio generale scetticismo sulla possibilità di raggiungere un accordo con l’Iran. Tuttavia, ho chiarito che, se si raggiunge un accordo, questo deve includere le componenti che sono importanti per noi, per lo Stato di Israele e, a mio avviso, per l’intera comunità internazionale: non solo la questione nucleare, ma anche i missili balistici ed i proxy regionali dell’Iran”, le parole di Netanyahu.