Nuova era in Federcalcio
Malagò eletto presidente della Figc, il 68% dei voti per l’ex Coni: “Non sono un Papa nero, con voi posso fare tutto”
Nessuna sorpresa, d’altronde era impossibile aspettarsi un risultato diverso. Col 68,5% dei voti Giovanni Malagò è il nuovo presidente della Federcalcio, staccando nettamente il suo unico rivale, Giancarlo Abete, fermatosi al 29,17 per cento. Un voto a cui si è arrivati dopo le dimissioni dell’ormai ex numero uno della Figc Gabriele Gravina, costretto al passo indietro dopo la disfatta della Nazionale incapace di qualificarsi ai Mondiali in corso di svolgimento in Nord America, col percorso degli Azzurri del ct Gennaro Gattuso fermatosi nella finale playoff contro la Bosnia Erzegovina.
La vittoria di Malagò era attesa. L’ex capo della Fondazione Milano-Cortina e del Coni è arrivato all’appuntamento odierno col supporto della quasi totalità della Lega Serie A (18 club su 20) e della Lega Serie B, oltre a quello di Calciatori (Aic) e Allenatori (Aiac). Il suo sfidante Abete, attuale presidente della Lega nazionale dilettanti, aveva il sostegno degli stessi Dilettanti e di una parte dei club di Serie C: una base elettorale che si è ridotta nei giorni scorsi quando l’Anac, l’Autorità nazionale anticorruzione, ha confermato l’eleggibilità dello stesso Malagò rispondendo al parere richiesto dal ministro dello Sport Andrea Abodi sul cosiddetto “pantouflage” nelle cariche apicali del sistema sportivo. L’assemblea elettiva che ha eletto Malagò era composta da 266 delegati, in cui sono rappresentate, ciascuna con un peso diverso, le leghe del calcio professionistico e dilettantistico e le associazioni di calciatori e allenatori.
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“Da solo non posso fare niente, con voi posso fare tutto“, ha detto emozionato Malagò dopo il voto che lo ha visto trionfare. Nel corso dell’assemblea Malagò ha tenuto un discorso di circa 20 minuti in cui ha promesso: “Dovessi essere eletto mettiamo da parte i personalismi”. “Non sono un Papa nero, sono uno di voi, sono figlio della Figc e ho un solo scopo, fare grande l’Italia”, l’appello di Malagò che ha poi spostato il focus sui problemi del sistema calcio, sottolineando in particolare quattro questioni chiave: “Impiantistica, sgravi fiscali, scommesse, decreti”. La parola giovani però è sempre ricorrente. La B ha evidenziato che sono indispensabili. E poi come si fa a non apprezzare la riforma Zola? La Figc deve essere fonte di ispirazione, ognuno deve essere protagonista. Bisogna ottenere ricavi in più, e in questo mi avete dato atto che qualcosa sono riuscito a fare nei settori dove ho lavorato. Tenere la schiena dritta è sempre utile, si ottiene molto di più. Le nostre radici non solo solo nostalgia, ma devono diventare uno stimolo per il futuro. Vi farò sentire orgoglioso di andare verso una nuova epoca del calcio italiano”, la conclusione del suo intervento.
Da Malagò poi un messaggio chiaro al governo e al ministro per lo Sport Andrea Abodi, tutt’altro che vicino al nuovo numero uno della Federcalcio e con un esecutivo che in questi anni ha mostrato un enorme interesse nel mettere le mani sullo sport. “Bisogna ricostruire le dinamiche con il mondo politico. Lo farò mantenendo la schiena dritta, perché è così che si ottiene molto di più”, le parole di ‘avvertimento’ del nuovo capo della Figc.