Il processo simbolo
Jimmy Lai condannato a 20 anni per cospirazione, la Cina punisce l’attivista-imprenditore di Hong Kong
Il suo processo è l’emblema della repressione cinese ad Hong Kong, da anni ormai al centro di una politica di erosione dei diritti e libertà civili.
Jimmy Lai, imprenditore dei media e attivista dell’ex colonia britannica, è stato condannato a 20 anni di carcere. Si tratta a tutti gli effetti di una condanna a vita: Lai ha 78 anni ed è in carcere dal 2020: tecnicamente per la sua pena sono stati già contati due tra quelli già trascorsi in cella, dunque potrebbe uscire tra 18 anni, quando ne avrà 96.
Lai, che ha anche cittadinanza britannica, era accusato di aver cospirato con forze straniere contro il governo cinese: avrebbe chiesto agli Stati Uniti e al Regno Unito di imporre sanzioni contro la Cina. Inoltre è stato condannato per l’organizzazione delle grosse proteste pro-democrazia del 2019 nell’ex città-stato, dove l’anno seguente il regime di Pechino introdusse la legge sulla sicurezza nazionale per limitare la libertà delle persone che vivono ad Hong Kong.
Quella di Lai è una condanna durissima che non tiene conto dell’età e delle condizioni di salute dell’imprenditore: è malato di diabete e in questi anni di detenzione, come denunciato dai suoi familiari, ha sofferto di palpitazioni e non gli è stato consentito di farsi visitare da medici esterni.
Da decenni Lai è un “nemico” di Pechino. Nel 1995 con la fondazione del quotidiano Apple Daily, giornale indipendente che divenne espressione del movimento pro democrazia due anni prima della restituzione da parte del Regno Unito dell’ex colonia alla Cina, Lai si attirò le ire del regime. Più volte si espresse a favore delle grandi proteste per la democrazia, di cui il giornale divenne la voce, prima di essere obbligato a chiudere nel 2021.
Per il suo futuro un ruolo chiave potrebbero averlo lo stesso Regno Unito, di cui ha cittadinanza, ma soprattuto gli Stati Uniti. Jimmy Lai è un noto sostenitore di Donald Trump, che aveva promesso “tutto il possibile” per farlo uscire di prigione: allo stesso tempo non è affatto scontato che il governo cinese accetti di inserire Lai nelle trattative con la Casa Bianca sui dazi, il tema di scontro più evidente tra i due pesi massimi dell’economia globale.