Il personaggio

È il momento di TonyPitony: l’ultima maschera della musica italiana, tra genio e trash fino al Festival di Sanremo

Da Siracusa, parrucchino alla Elvis, occhiali da sole e identità segreta, tour sold out. "Sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca". Al Festival nella serata con i duetti con Ditonellapiaga

Spettacoli - di Redazione Web

4 Febbraio 2026 alle 14:29

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L’ultimo booster alla sua popolarità è arrivata con l’annuncio della sua partecipazione al Festival di Sanremo, nella serata dei duetti: TonyPitony accompagnerà Ditonellapiaga per cantare The Lady is a Tramp. Aveva appena completato un tour andato tutto sold out con club come il Fabrique a Milano e l’Estragon a Bologna. Non si può più parlare di un fenomeno di nicchia: è l’ultimo personaggio che sull’orlo del trash ha convogliato un’enorme attenzione fino ad arrivare al palco più ambito d’Italia. Chi lo segue ha in media un pubblico giovane, qualcuno ha scomodato il paragone con gli Skiantos o con gli Squallor o con gli Elio e le Storie Tese: non è a quei livelli, perlomeno adesso.

Parrucchino alla Elvis, occhiali da sole, identità segreta. Si è fatto largo con canzoni dai testi estroversi e controversi: demenziali, molti riferimenti al sesso, doppi sensi ma anche no, stereotipi su razza e sessualità. Si può parlare di canzoni dal suono pop, con riferimenti alla musica leggera italiana e arrangiamenti retrò. Due dischi finora all’attivo. Lui tuttavia si vede più come un performer, una specie di attore. La dimensione live è quella che predilige. “Non lo vedo come un concerto o come uno spettacolo, io sono lo zio brillo che durante la cena canta la canzone sporca. Quello che voglio creare io è un ambiente di famiglia”.

È di Siracusa e a Siracusa continua a vivere. “La maschera mi protegge dalle rotture di coglioni, quando io vado in giro con amici, che oggi sono conosciuti, non fa per me essere guardano, a me non frega assolutamente niente. La tranquillità è sottovalutata”, ha detto nell’intervista al podcast BSMT. Si sa poi che in passato è stato ballerino, che ha vissuto a Londra dove ha fatto teatro e musical. Ha partecipato nel 2020 ai provini del talent-show X Factor dove cantò una versione a tratti neomelodica di Hallelujah di Leonard Cohen. Bocciato, catturò soltanto l’attenzione di Mika.

È diventato un personaggio riconoscibile, un esempio del maschio retrogrado, etero, bianco e tossico. È esploso in particolare dopo una collaborazione con il gamer Favij che compare anche nel video di Sessonline, sui social è seguito da oltre 300mila follower, ha già annunciato un tour estivo che da fine maggio andrà avanti fino a inizio agosto. Ha scritto perfino la canzone ufficiale del FantaSanremo intitolata Scapezzolate. A far discutere in particolare il testo di Culo in cui si descrive di fatto una violenza sessuale. “Mentre riposi e non importa se non me la dai, ti distruggo il culo mentre dormirai”. Lui si racconta come una scheggia impazzita, impassibile e insofferente alle leggi e alle regole del mercato.

Alcuni parlano di genio, altri di un provocatore. Ha spiegato lui come dietro il frontman eclettico e incontenibile esista una sorta di factory. “Lavorare con videomaker, fumettisti, performer significa che ogni volta il mio immaginario viene ‘contaminato’ e rimesso in discussione. Io parto da un’idea, poi quando passa attraverso gli occhi e le mani di altri prende strade che da solo non avrei mai trovato. Il mio lavoro musicale non finisce con la canzone, ma si apre a un mondo visivo che la amplifica”, ha dichiarato in un’intervista a Rockit nella quale aveva anche annunciato un progetto cinematografico in cantiere.

“TonyPitony è il Bagaglino. TonyPitony è Cruciani. TonyPitony è frustrazione boomer”, il commento di Massimo Coppola nel suo podcast. Per niente lusinghiero. “Fammi causa Tony Pitony – ha scritto invece il giornalista musicale Gino Castaldo su L’Espresso – dai fammi causa, perché io sto per dire che sei la feccia della bruma disastrosa che sta diventando la nostra civiltà. Sei un profittatore perché sfrutti l’ipocrisia corrente secondo la quale nessuno può dire più niente e tu invece, scorretto e beffardo, dici tutto quello che gli altri non riescono a dire, e sei liberatorio come una risata di sollievo”.

4 Febbraio 2026

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