Nella blacklist
Perché l’Europa ha inserito i Pasdaran dell’Iran tra le organizzazioni terroristiche: i Guardiani della Rivoluzione come Isis, Hamas e Al Qaeda
La replica alla repressione delle proteste. "L'Iran sarà libero". Teheran: "Grave errore strategico". L’Italia ha ritirato la metà del personale nell’ambasciata
Esteri - di Redazione Web
A niente sono valse gli appelli e le minacce da Teheran, i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione Europea hanno inserito i Pasdaran dell’Iran, i cosiddetti Guardiani della Rivoluzione, nella lista delle organizzazioni terroristiche. “La repressione non può restare senza risposta – ha dichiarato l’Alta Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas – I ministri degli Esteri dell’UE hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria distruzione”.
La decisione arriva dopo le proteste che dai bazar e dalle università si sono allargate in tutto il Paese, provocando una brutale repressione ammessa anche dall’ayatollah Khomeini seppure incolpando agenti stranieri legati a Stati Uniti e Israele. Migliaia i morti, ancora imprecisati. I Pasdaran sono una forza paramilitare formata a sostegno del nuovo ordine dopo la rivoluzione del 1979, anche perché l’esercito era considerato ancora fedele allo Scià Reza Pahlavi appena rovesciato. Perciò rispondono direttamente alla Guida Suprema e rappresentano il più alto livello di forze di sicurezza. Sono stati istituiti nel febbraio del 1979, all’indomani del ritorno in Iran dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini che firmò il decreto di formazione nel maggio dello stesso anno.
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Sono tra le 120mila e le 190mila unità. Hanno una funzione militare, nel reprimere il dissenso e proteggere le istituzioni, un ruolo di primo piano nello sviluppo del programma missilistico e nucleare di Teheran e un’influenza tra università ed enti di ricerca. Non solo: detengono anche parte consistente dell’economia iraniana tra centinaia di aziende e contratti nei settori del petrolio, del gas, dell’industria petrolchimica e infrastrutturale, attività controllate tramite la compagnia Khatam al-Anbya.
Repression cannot go unanswered.
EU Foreign Ministers just took the decisive step of designating Iran’s Revolutionary Guard as a terrorist organisation.
Any regime that kills thousands of its own people is working toward its own demise.
— Kaja Kallas (@kajakallas) January 29, 2026
È arrivato all’unanimità l’ok definitivo dell’UE, la lista è la stessa in cui compaiono Hamas, il sedicente Stato Islamico e Al Qaeda. “L’Europa si fa avanti. Definire l’oppressivo Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica del regime iraniano come organizzazione terroristica è la decisione giusta, che solo poche settimane fa molti consideravano impossibile”, aveva dichiarato la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. “Siamo orgogliosi dello sforzo costante e unitario del Parlamento europeo che ha contribuito a promuovere questa svolta. Ora è il momento di essere forti. L’Iran sarà libero“.
I Guardiani della Rivoluzione sono considerati organizzazione terroristica dagli USA già dal 2019, successivamente si sono aggiunti Canada, Australia, Ecuador e Argentina nella stessa valutazione. Lo Stato Maggiore dell’esercito iraniano ha criticato la decisione dell’Unione Europea. “È un grave errore strategico”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. A questo punto tutti i membri del gruppo non potranno viaggiare nei Paesi europei e i loro fondi e le loro proprietà saranno congelati. Conseguenze saranno inevitabili anche nelle relazioni diplomatiche. L’Europa aveva già sanzionato il programma nucleare iraniano lo scorso settembre e ha sanzionato alcuni funzionari considerati responsabili della repressione delle proteste. L’Italia ha ritirato circa la metà del personale italiano nell’ambasciata in Iran.
Europe stands up to be counted.
Designating the Iranian regime’s oppressive IRGC as a terrorist organisation is the right decision, that even a few weeks ago so many said was impossible.
Proud of the European Parliament’s sustained, unified effort that helped push this…
— Roberta Metsola (@EP_President) January 29, 2026