Nella blacklist

Perché l’Europa ha inserito i Pasdaran dell’Iran tra le organizzazioni terroristiche: i Guardiani della Rivoluzione come Isis, Hamas e Al Qaeda

La replica alla repressione delle proteste. "L'Iran sarà libero". Teheran: "Grave errore strategico". L’Italia ha ritirato la metà del personale nell’ambasciata

Esteri - di Redazione Web

30 Gennaio 2026 alle 12:35

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A member of the Iranian paramilitary Basij force holds an Iranian flag as he covers her face in the Palestinian and Lebanese militants style in an annual rally to mark Quds Day, or Jerusalem Day, to support the Palestinians in Tehran, Iran, Friday, April 5, 2024. In the rally in Tehran, thousands attended a funeral procession for the seven Revolutionary Guard members killed in an airstrike widely attributed to Israel that destroyed Iran’s Consulate in the Syrian capital on Monday. (AP Photo/Vahid Salemi)
A member of the Iranian paramilitary Basij force holds an Iranian flag as he covers her face in the Palestinian and Lebanese militants style in an annual rally to mark Quds Day, or Jerusalem Day, to support the Palestinians in Tehran, Iran, Friday, April 5, 2024. In the rally in Tehran, thousands attended a funeral procession for the seven Revolutionary Guard members killed in an airstrike widely attributed to Israel that destroyed Iran’s Consulate in the Syrian capital on Monday. (AP Photo/Vahid Salemi)

A niente sono valse gli appelli e le minacce da Teheran, i ministri degli Esteri dei Paesi dell’Unione Europea hanno inserito i Pasdaran dell’Iran, i cosiddetti Guardiani della Rivoluzione, nella lista delle organizzazioni terroristiche. “La repressione non può restare senza risposta – ha dichiarato l’Alta Rappresentante per la Politica Estera dell’Unione Europea, Kaja Kallas – I ministri degli Esteri dell’UE hanno appena compiuto il passo decisivo di designare la Guardia rivoluzionaria iraniana come organizzazione terroristica. Ogni regime che uccide migliaia di suoi concittadini sta lavorando per la propria distruzione”.

La decisione arriva dopo le proteste che dai bazar e dalle università si sono allargate in tutto il Paese, provocando una brutale repressione ammessa anche dall’ayatollah Khomeini seppure incolpando agenti stranieri legati a Stati Uniti e Israele. Migliaia i morti, ancora imprecisati. I Pasdaran sono una forza paramilitare formata a sostegno del nuovo ordine dopo la rivoluzione del 1979, anche perché l’esercito era considerato ancora fedele allo Scià Reza Pahlavi appena rovesciato. Perciò rispondono direttamente alla Guida Suprema e rappresentano il più alto livello di forze di sicurezza. Sono stati istituiti nel febbraio del 1979, all’indomani del ritorno in Iran dell’Ayatollah Ruhollah Khomeini che firmò il decreto di formazione nel maggio dello stesso anno.

Sono tra le 120mila e le 190mila unità. Hanno una funzione militare, nel reprimere il dissenso e proteggere le istituzioni, un ruolo di primo piano nello sviluppo del programma missilistico e nucleare di Teheran e un’influenza tra università ed enti di ricerca. Non solo: detengono anche parte consistente dell’economia iraniana tra centinaia di aziende e contratti nei settori del petrolio, del gas, dell’industria petrolchimica e infrastrutturale, attività controllate tramite la compagnia Khatam al-Anbya.

 


È arrivato all’unanimità l’ok definitivo dell’UE, la lista è la stessa in cui compaiono Hamas, il sedicente Stato Islamico e Al Qaeda. “L’Europa si fa avanti. Definire l’oppressivo Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica del regime iraniano come organizzazione terroristica è la decisione giusta, che solo poche settimane fa molti consideravano impossibile”, aveva dichiarato la presidente dell’Eurocamera, Roberta Metsola. “Siamo orgogliosi dello sforzo costante e unitario del Parlamento europeo che ha contribuito a promuovere questa svolta. Ora è il momento di essere forti. L’Iran sarà libero“.

I Guardiani della Rivoluzione sono considerati organizzazione terroristica dagli USA già dal 2019, successivamente si sono aggiunti Canada, Australia, Ecuador e Argentina nella stessa valutazione. Lo Stato Maggiore dell’esercito iraniano ha criticato la decisione dell’Unione Europea. “È un grave errore strategico”, ha dichiarato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi. A questo punto tutti i membri del gruppo non potranno viaggiare nei Paesi europei e i loro fondi e le loro proprietà saranno congelati. Conseguenze saranno inevitabili anche nelle relazioni diplomatiche. L’Europa aveva già sanzionato il programma nucleare iraniano lo scorso settembre e ha sanzionato alcuni funzionari considerati responsabili della repressione delle proteste. L’Italia ha ritirato circa la metà del personale italiano nell’ambasciata in Iran.

 

30 Gennaio 2026

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