La sentenza

La Consulta smonta il Codice della strada di Salvini, sulle droghe niente “tolleranza zero”: va punito solo chi “crea un pericolo”

News - di Redazione

29 Gennaio 2026 alle 17:48

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Foto Cecilia Fabiano/LaPresse
Foto Cecilia Fabiano/LaPresse

La Consulta rifila un ceffone al Codice della strada “salviniano”, alla sua riforma introdotta tra le polemiche nel 2024. I giudici della Corte Costituzionale sono intervenuti infatti sulla stretta alla guida sotto effetto di droga entrata in vigore col nuovo CdS fortemente voluto dal vicepremier e ministro dei Trasporti.

Un testo che non subirà effettive modifiche, ma che vede introdotti per effetto per effetto della sentenza n. 10 del 2026 depositata oggi una serie di paletti ed interpretazioni che limitano la punibilità del conducente sorpreso sotto effetto di sostanze stupefacenti.

In particolare i giudici pongono un freno all’automatismo punitivo introdotto dall’articolo 187 del Codice della Strada, che con una semplice positività basata su un test rapido faceva scattare automaticamente la denuncia per il guidatore: per la Consulta se da un lato l’aver eliminato nell’articolo ogni riferimento allo “stato di alterazione psico-fisica” per chi guida dopo avere assunto sostanze stupefacenti non è illegittimo, la norma va però interpretata nella punibilità solo per chi si sia messo al volante dopo l’assunzione di droghe ma in condizioni tali da creare un pericolo per la sicurezza della circolazione stradale. Si tratta di una sconfessione della linea salviniana secondo cui era punibile il positivo ai test, al di là del suo “stato di alterazione psico-fisica”.

Una questione giunta all’attenzione della Consulta dopo che tre giudici di merito avevano espresso dubbi sulla legittimità costituzionale della modifica dell’articolo 187 operata nel 2024 in occasione della riforma promossa da Salvini: quel Codice della Strada poneva a rischio punibilità chiunque avesse assunto una sostanza in qualsiasi momento anteriore alla guida, anche giorni prima e dunque senza alcuna reale incidenza sulla sicurezza stradale.

L’intervento della Consulta, pur non stravolgendo il Codice della Strada, apre a cambiamenti importanti: sarà infatti necessario per le forze di polizia accertare la presenza nei liquidi corporei del conducente di quantitativi di sostanze stupefacenti “che per qualità e quantità, in relazione alle singole matrici biologiche in cui sono riscontrate, risultino generalmente idonee, sulla base delle attuali conoscenze scientifiche, a determinare in un assuntore medio un’alterazione delle condizioni psico-fisiche, e conseguentemente delle normali capacità di controllo del veicolo”.

di: Redazione - 29 Gennaio 2026

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