La svolta del governo Sanchez

La lezione spagnola, il governo Sanchez regolarizza 500mila immigrati: Italia ed Europa invece seguono il modello Trump

Sanchez ha sanato mezzo milione di immigrati irregolari. Negli Usa continuano le retate. Protesta in un campo di concentramento in Texas

Politica - di Piero Sansonetti

29 Gennaio 2026 alle 07:00

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AP Photo/Omar Havana
AP Photo/Omar Havana

Il governo Sanchez ha deciso di sanare con un decreto circa mezzo milione di immigrati irregolari. Quelli che da noi i giornali e i partiti governativi chiamano i “clandestini”. La ministra dell’immigrazione Elma Saiz ha rivendicato la decisione “che realizza un modello migratorio fondato sui diritti umani”. Ieri, nel campo di concentramento del Texas dove vengono rinchiusi i migranti catturati nelle retate dell’ICE, su ordine di Trump, si è svolta una manifestazione di protesta alla quale hanno partecipato centinaia di bambini. Sono moltissimi i bambini che incappano nei rastrellamenti. Tra di loro c’era anche il piccolo di 5 anni arrestato dalla polizia di Trump a Minneapolis insieme a suo padre. Non sembra che il governo americano abbia dato importanza alla manifestazione. La linea di Trump è chiarissima: prendere i migranti irregolari, ma anche alcuni regolari, imprigionarli, e poi rimandarli ai loro paesi. Se qualcuno resiste, maniere forti. Al limite gli spari in testa.

È l’affermazione più nitida ed esplicita in politica della xenofobia. La xenofobia è il fenomeno che nel ventunesimo secolo ha preso il posto del razzismo. È molto simile al razzismo, quasi uguale, e l’America è un paese che per decenni sul razzismo ha vissuto. È stato un collante per la classe dirigente bianca, con poche eccezioni in politica: Lincoln, Kennedy, Johnson, in parte persino Nixon. Sembrava che fosse scomparso il razzismo, tanto che un senatore nero, Obama, aveva conquistato la Casa Bianca. Invece torna. Non c’è più il Ku Klux Klan, o comunque conta poco, ma ci sono i ministri e c’è anche il Presidente. Lo sostengono senza nascondersi. Due ipotesi di Occidente si contrappongono. Quello di Sanchez e quello di Trump. Tanti anni fa una grande intellettuale socialista e comunista polacca aveva varato questa formula: “socialismo o barbarie”.

L’Italia in questa divaricazione sembra decisamente schierata con Trump. Ma anche le istituzioni europee, che fi no a qualche anno fa seguivano la linea Merkel (ultima grande leader del partito popolare che varò in Germania una sanatoria per 1 milione e 200 mila immigrati irregolari) si stanno orientando sul versante xenofobo. “Fuori i clandestini”. Pensate che in Italia con un provvedimento simile a quello di Sanchez il problema dei “clandestini” sarebbe risolto. 500 mila regolarizzazioni cancellerebbero quasi completamente la presenza degli irregolari. Naturalmente per moltissimi di loro la sanatoria significherebbe anche il venir fuori dalla subalternità ai clan criminali. Se sei regolare, se puoi lavorare con un contratto, se puoi affittare un appartamento, non subisci più i ricatti della delinquenza. Ma questo interessa poco, evidentemente, ai “profeti della sicurezza”.

Per loro il problema non è migliorare la sicurezza ma combattere gli stranieri. Perché? Perché le grida contro gli stranieri portano voti. Questo è anche il motivo per il quale Sanchez ha dovuto aggirare il Parlamento. Dove probabilmente non avrebbe trovato una maggioranza favorevole al suo decreto. Ha fatto ricorso a un decreto “reale” e il re lo ha appoggiato. Quello di Sanchez è un gesto impopolare, che gli costerà parecchio in termini di voti. Ma è anche il gesto di uno statista. Anche perché la Spagna ha assoluto bisogno di manodopera regolare. Come tutti i paesi europei. Sanchez ha preso una decisione che favorisce i diritti delle persone e gli interessi della Spagna. In Italia questo è impossibile. Non ci sono statisti al governo. Solo controfigure di Trump.

29 Gennaio 2026

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