Dall'estero

Iran, dopo le proteste e la repressione: “Khamenei è nascosto in un bunker segreto, teme un attacco americano”

Secondo il media di opposizione basato a Londra. Teheran attacca l'Europa per la valutazione dei Pasdaran come organizzazione terroristica

Esteri - di Redazione Web

26 Gennaio 2026 alle 13:10

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In this photo released by an official website of the office of the Iranian supreme leader, Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei speaks in a meeting, in Tehran, Iran, Saturday, Jan. 17, 2026. (Office of the Iranian Supreme Leader via AP)
In this photo released by an official website of the office of the Iranian supreme leader, Supreme Leader Ayatollah Ali Khamenei speaks in a meeting, in Tehran, Iran, Saturday, Jan. 17, 2026. (Office of the Iranian Supreme Leader via AP)

Ali Khamenei sarebbe nascosto in un rifugio sotterraneo a Teheran per timore di un attacco da parte degli Stati Uniti. A dare la notizia il media iraniano di opposizione basato a Londra Iran International che cita due fonti vicine al governo iraniano anche se nel frattempo l’attenzione mediatica del mondo è scemata intorno all’enorme ondata di proteste che hanno attraversato l’Iran e alle dichiarazioni minacciose del Presidente americano Donald Trump.

Proteste che erano nate nei bazar e nei mercati a causa delle gravi condizioni economiche in cui versa il Paese, che si erano estese alla popolazione studentesca, che si erano allargate a tutta la società come mai era successo dal 1979, dall’insediamento al potere della Repubblica Islamica. Anche la guida suprema, l’ayatollah Ali Khamenei, aveva ammesso che molte persone erano state uccise, “alcune in modo disumano e brutale” ma aveva anche accusato USA e Israele. “Consideriamo il Presidente degli USA un criminale per le vittime, i danni e le calunnie che ha inflitto all’Iran”, aveva detto l’ayatollah parlando dei manifestanti come di “servi” e “soldati” di Washington e Tel Aviv che “hanno causato danni ingenti e ucciso diverse migliaia di persone”.

Secondo alcune ong iraniane sarebbero stati tra tremila e cinquemila le vittime confermate, numeri impossibili da confermare e da verificare con precisione. La repressione è continuata con confische e restrizioni ai media, internet è stato bloccato. La Procura generale aveva anche annunciato che sarebbe stato considerato un crimine avere contatti o condividere materiale con i media dell’opposizione attivi all’estero, tra cui Iran International. Secondo il media l’Iran darebbe una “risposta radicale e deplorevole” a qualsiasi attacco. Lo ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, come riportato sempre da Iran International. “La Repubblica Islamica dell’Iran confida nelle proprie capacità e tiene a mente le esperienze passate, in particolare l’esperienza dell’eroica battaglia di giugno, ed è più forte che mai”.

Dopo che le proteste si sono fermate, il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha stigmatizzato il recente posizionamento del Parlamento Europeo a favore della designazione delle Guardie della Rivoluzione come un’organizzazione terroristica. “L’Iran risponderà certamente a questa mossa assurda. Gli europei dovrebbero stare attenti a non cadere nella trappola degli Usa”. I Pasdaran sono una forza militare creata nel 1979, un esercito con divisioni terrestri, marine e aree che controllano l’arsenale missilistico e la difesa dei siti di sviluppo del programma nucleare. Sono anche una forza economica impegnata nell’edilizia, nei servizi dell’elettricità, dell’ingegneria e dei media.

26 Gennaio 2026

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