USA
Cappotto Nazi, origini calabresi, le operazioni della polizia di frontiera: accuse e copertine per Greg Bovino della US Border Patrol
Uccisioni e caos a Minneapolis, l'ICE sotto accusa. "Non solo militarizzazione, inconfondibile aura da dittatore anni Trenta"
Esteri - di Redazione Web
A notarlo per i primi, o almeno tra i primi, sono stati i media tedeschi: quel cappotto indossato da Greg Bovino gli ricordava l’estetica dei gerarchi nazisti. Lui stesso, il dirigente della US Border Patrol, ha negato in interviste di voler richiamare quello stile. Al Guardian, l’assistente segretaria per gli affari pubblici del Dipartimento di Sicurezza Interna, ha dichiarato che il cappotto era in dotazione standard e ha risposto alla domanda definendola un “oltraggio costruito ad arte”.
Cappotto verde oliva lungo fino al polpaccio, bottoni in ottone, doppio taglio di capelli. “Si distingue da questa banda di delinquenti, proprio come un elegante ufficiale delle SS si distingue dalla turbolenta banda delle SA. Anche il taglio corto e audace è perfetto; manca solo un monocolo per il cosplay perfetto”, ha scritto Arno Frank su Der Spiegel. Bovino è diventato nel giro di pochi giorni il volto delle retate contro gli immigrati illegali negli Stati Uniti.
- Morte di Alex Pretti, Trump apre all’ipotesi di ritirare l’ICE da Minneapolis: ma accusa i Dem per i disordini
- Anche giornalisti italiani minacciati dall’ICE a Minneapolis: “Meloni condanni, silenzio è complicità, viltà e sudditanza”
- Minneapolis, l’infermiere Alex Pretti ucciso durante le proteste anti-ICE: disarmato, i video smentiscono la polizia
- Minneapolis, uccisa a 37 anni dagli agenti anti-migranti dell’ICE spediti da Trump: proteste negli Stati Uniti
Classe 1970, origini calabresi, è cresciuto nel North Carolina. I media americani stanno riportando come da bambino sia stato ispirato dall’agente per l’immigrazione interpretato da Jack Nicholson nel film The Border del 1982. È nella Border Patrol dal 1996, dapprima in servizio in Texas, a El Paso. Era finito al centro dell’attenzione mediatica con l’operazione “Return to the Sender” nella contea del Kern in California, 78 peruviani arrestati dei quali soltanto uno con precedenti penali, emerse alla fine. Oggi è stato lui a confermare che i due agenti coinvolti nell’uccisione di Alex Jeffrey Pretti sono stati trasferiti. “Tutti gli agenti coinvolti stanno lavorando, non a Minneapolis ma altrove. Questo per la loro incolumità”.
“Se pensate che i riferimenti a fascismo e autoritarismo siano un’iperbole, basta che lo guardiate”, aveva detto il governatore della California Gavin Newsom quando già l’anno scorso Bovino era apparso in quelle vesti nelle operazioni a Los Angeles e a Chicago. Great Coat, si chiama il cappotto indossato sui fronti della Seconda Guerra Mondiale. “Nel mare di agenti mascherati, il cappotto di Bovino è impossibile da ignorare”, ha scritto il New York Times. “Non solo è un segno di militarizzazione, ma anche di tirannia. Metterselo per affrontare la folla con sostenitori armati, insieme ai capelli rasati e ai vestiti neri o scuri sotto, dà un’inconfondibile aura da dittatore anni Trenta”.
L’ICE (Immigration and Custom Enforcement) è una delle 22 agenzie federali raggruppate nel Department of Homeland Security creato dopo gli attentati dell’11 settembre 2001. È la principale forza di contrasto all’immigrazione illegale fondata nel 2002. Ha raddoppiato i suoi agenti, circa 22mila, grazie a una campagna di reclutamento da circa 100 milioni di dollari nel primo anno in carica di Trump. Gli agenti vengono formati in otto settimane di addestramento. Border Patrol è invece la Polizia di frontiera, di circa 20mila unità, tradizionalmente attive nei pressi dei confini. A queste sono state comunque affidate molte operazioni di rastrellamento. Sono quasi sempre mascherati, a volto coperto.
Il Dipartimento aveva dichiarato al New York Times che il cappotto faceva parte di una “uniforme invernale standard della Border Patrol”, sebbene il giornale abbia comunque citato anche un documento del 2025 che descriveva dettagliatamente gli standard di uniformità e cura della Border Patrol, in cui il cappotto in questione non era elencato come parte di alcuna uniforme ufficiale. Per la segretaria McLaughlin i dibattiti che includono paragoni con la Gestapo sono “pericolosi” e la causa, in parte, di un aumento nei casi di aggressioni contro le forze dell’ordine. Bovino è apparso spesso anche in assetto antisommossa.