L'inchiesta
Strage di Crans Montana, indaga anche la procura di Roma: dubbi su possibile fuga di Jessica Moretti con la cassa
Dopo la Francia e il Belgio, anche in Italia si indaga sulla strage di Capodanno nella località svizzera di Crans Montana. Lo fa la Procura di Roma, che ha aperto un fascicolo sull’incendio all’interno del disco-bar Le Constellation costato la vita a 40 giovanissimi, tra cui sei italiani.
Fra le vittime ci sono gli italiani Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti fra i 15 e i 17 anni.
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L’inchiesta, per cui sono competenti i pm capitolini in base all’articolo 10 del codice di procedura penale per gli italiani morti all’estero, si affianca a quella avviata dalla procura vallesana, da quella francese di Parigi e da quella belga del Brabante Vallone.
Quanto all’indagine in Svizzera, contro i coniugi Jacques e Jessica Moretti, proprietari di Le Constellation, la magistratura vallese ha aperto il 3 gennaio un fascicolo per omicidio colposo, lesioni e incendio doloso colposo: per i due non sono state disposte misure cautelari.
Entrambi saranno interrogati venerdì 9 gennaio dai procuratori di Sion, capoluogo del Canton Vallese, incaricati del caso: sarà per i due la prima volta davanti ai magistrati.
Nelle scorse ore ha fatto discutere, ma al momento non vi sono conferme, l’ipotesi di un video delle telecamere di sorveglianza che riprenderebbe Jessica Moretti fuggire ustionata a un braccio dal suo locale in fiamme, mentre porta via la cassa con gli incassi del Le Constellation.
La procuratrice svizzera Pilloud ha detto che molto probabilmente l’incendio è stato causato dalle scintille di candele pirotecniche attaccate ad alcune bottiglie, che hanno dato fuoco ai pannelli fonoassorbenti applicati al soffitto del locale.
Non è chiaro invece se nell’inchiesta penale verrà coinvolto il Comune di Crans Montana dopo la clamorosa rivelazione in conferenza stampa del sindaco Nicolas Féraud: quest’ultimo ha ammesso che tra il 2020 e il 2025 Le Constellation non è stato sottoposto ad alcun controllo di sicurezza.
Il sindaco ha ammesso di non sapere perché i controlli non siano stati effettuati per cinque anni. “Non lo sappiamo e ce ne rammarichiamo profondamente. Ci sono cinque persone addette alla sicurezza pubblica, tre persone effettuano questi controlli periodici. Non sapevamo che questi controlli non fossero svolti come avrebbero dovuto”. Féraud ha aggiunto che sarà la giustizia a stabilire l’influenza di queste mancanze nella catena di causalità che ha portato al dramma” e ha ribadito che il Comune “si assumerà tutte le responsabilità che i tribunali determineranno”, rifiutando però l’ipotesi di dimissioni.