La guerra

Ucraina, Zelensky rilancia con un referendum sul Donbass ma Trump avverte tutti: “Basta giochetti, così esplode la Terza Guerra Mondiale”

Ancora trattative dei volenterosi, non si ferma il conflitto sul campo. "Al di là del presidente Zelensky, al suo popolo erano piaciuti i contenuti dell'accordo". I nodi del Donbass e delle garanzie di sicurezza

Esteri - di Redazione Web

12 Dicembre 2025 alle 09:58

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AP Photo/Aurelien Morissard, left and center, Pavel Bednyakov, right
AP Photo/Aurelien Morissard, left and center, Pavel Bednyakov, right

Ancora una riunione dei volenterosi, ancora attacchi in Ucraina, ancora trattative sul Donbass conteso. Non si sciolgono ancora i nodi della guerra nell’Est Europa. Il Presidente dell’Ucraina Volodymyr Zelensky ha accusato il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di esercitare pressione su Kiev per quanto riguarda i territori contesi sul fronte del Donbass ma di non aver preteso lo stesso da Mosca. Ha rilanciato: ogni cessione territoriale richiede un referendum e per poterlo indire servono garanzie di sicurezza e cessate il fuoco. Lo stesso aveva detto pochi giorni fa, quando aveva risposto alle sollecitazioni di Trump dicendosi pronto a elezioni presidenziali a patto che venisse garantita la sicurezza del voto.

Sicurezza che al momento non c’è, il piano diplomatico influisce poco sul terreno dove continua la guerra. A Kiev è stato ucciso un soldato della Guardia Nazionale in due esplosioni nel distretto di Darnytskyi classificate dalla Procura come “attacco terroristico”. Danni e blackout a Odessa dove la città è rimasta senza energia elettrica e senza acqua dopo gli attacchi aerei delle forze russe. Zelensky continua a esprime scetticismo sul compromesso territoriale proposto dagli Stati Uniti sul Donbass.

Il piano messo sul tavolo dagli USA prevede il ritiro delle Forze armate dalla regione di Donetsk, la creazione di una zona economica libera nella zona del Donbass ancora non occupata da Mosca, che la definisce zona demilitarizzata. Non è chiaro chi però dovrebbe governare in questa porzione di territorio. “Tutto questo è molto serio. Non è detto che noi, come Ucraina, lo accetteremo, ma quando ci parlano di compromesso, devono offrirci un compromesso equo”, ha dichiarato Zelensky. “È essenziale che questo documento sulle garanzie di sicurezza fornisca risposte concrete a ciò che più preoccupa gli ucraini: quali azioni intraprenderanno i partner se la Russia decidesse di lanciare nuovamente la sua aggressione”.

Sembra ormai definita la posizione di Zelensky a giudicare dalla Casa Bianca. “Al di là del presidente Zelensky, al suo popolo erano piaciuti i contenuti dell’accordo”, ha detto Trump nello Studio Ovale ammettendo si trattasse di un accordo complicato che però avrebbe “risparmiato la vita a migliaia di persone”. La Camera dei Rappresentanti ha intanto dato via libera alla legge annuale sulla difesa che prevede finanziamenti consistenti alle aziende americane che riforniscono di armi l’esercito di Kiev e un limite alla possibilità all’amministrazione di ridurre la consistenza delle forze statunitensi in Europa.

“Non ha alcun impatto reale sugli Stati Uniti a meno che non sfugga al controllo … Cose come questa finiscono in una terza guerra mondiale. E l’ho detto l’altro giorno. Ho detto, tutti continuano a fare giochetti del genere. Finiremo in una terza guerra mondiale e non vogliamo che accada”, ha continuato Trump ai giornalisti alla Casa Bianca. “Pensavo che fossimo molto vicini con la Russia a raggiungere un accordo. Pensavo che fossimo molto vicini con l’Ucraina a raggiungere un accordo”.

Sabato a Parigi si incontreranno i funzionari di Ucraina, USA, Francia, Germania e Regno Unito per discutere il piano di pace per Kiev. Anche Trump invitato. Il tycoon ha detto che parteciperà soltanto se ci sarà un buon margine di successo e che in caso di accordo Washington aiuterà Kiev con la sicurezza. Lunedì a Berlino il vertice tra il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il premier britannico Keir Starmer e il Presidente della Francia Emmanuel Macron. Il cancelliere tedesco ha elencato tre priorità: immediato cessate il fuoco, garanzie per la sicurezza di Kiev nel futuro, coinvolgimento di Europa e Nato per l’Ucraina anche nel dopoguerra.

Secondo il segretario della NATO Mark Rutte, se Putin dovesse ottenere quello che vuole il rischio di una guerra più grande in Europa diventerebbe concreto. Il Presidente della Russia oggi sarà invece in Turkmenistan dove a margine del forum incontrerà il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e l’iraniano Masoud Pezeshkian. A Bruxelles i 27 ambasciatori hanno avviato una procedura per immobilizzare gli asset russi, circa 200 miliardi di euro. Contrari Ungheria e Slovacchia. Potrebbero essere utilizzati come garanzia per un prestito-ponte a Kiev. “Stiamo andando avanti con i nostri piani. È un messaggio chiaro: alla Russia, che non può resistere più a lungo di noi né spendere più di noi; all’Ucraina, a cui forniremo il sostegno di cui ha bisogno; e agli Stati Uniti, per dire che stiamo decidendo su temi che spettano a noi”, ha dichiarato in un’intervista al Corriere della Sera l’Alta Rappresentante per gli Affari Esteri e Politica di Sicurezza UE Kaja Kallas.

12 Dicembre 2025

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