L'Italia è in mano al killer libico?

Il pasticciaccio brutto tra Palazzo Chigi e i killer libici: Almasri ricatta il governo Meloni?

Marco Mancini, ex numero 2 dei servizi segreti italiani, ci dice che a lui risulta che Almasri non sia mai stato arrestato e che sia libero. L’arresto era una messa in scena. Il governo italiano o è complice o è babbeo

Politica - di Piero Sansonetti

6 Dicembre 2025 alle 07:00

Condividi l'articolo

Photo credits: Giuliano Del Gatto/Imagoeconomica
Photo credits: Giuliano Del Gatto/Imagoeconomica

Le ore passano, passano i giorni, ma il governo italiano non risponde. Alla domanda semplice semplice che abbiamo posto su questo giornale: è vero o non è vero che il killer libico Osama Almasri non è stato mai arrestato e gira libero, e anzi addirittura viaggia all’estero, e fa affari, e investe milioni in Tunisia, e ha 18 uomini di scorta, e questi 18 uomini sono detenuti che lui ha fatto liberare e ha messo a libro paga, e che la storia del suo arresto ai primi di novembre, strombazzata prima dai libici e poi dai ministri italiani, era completamente falsa?

Perché se è vero, ci troviamo di fronte a uno scandalo politico di dimensioni gigantesche, ma soprattutto, se è vero, non possiamo più rimuovere il sospetto che il nostro governo sia sotto ricatto da parte dei trafficanti di migranti libici, contro i quali un po’ di tempo fa la Meloni lanciò un anatema e una maledizione biblica. Dunque dobbiamo pensare che quell’anatema era una finta? Dunque dobbiamo pensare che sono i trafficanti libici, e non la furia ideologica di Salvini, o le pulsioni xenofobe della destra, a guidare la politica di questo governo sul tema dell’immigrazione e dei salvataggi in mare? Dunque dobbiamo pensare che le campagne contro le Ong che salvano i naufraghi nel Mediterraneo non sia farina del sacco di Piantedosi o di Palazzo Chigi ma siano semplicemente ordinate e pretese dai killer libici ai quali il nostro governo deve rispetto e obbedienza? Dunque possiamo finalmente spiegarci anche perché, sempre più spesso, le autorità italiane che dipendono dal ministero dell’Interno sequestrano e fermano in porto le navi delle Ong. E la spiegazione è che sono costrette a fare così, anche se capiscono quanto sia assurdo il loro comportamento, perché non sono indipendenti ma sono tenute ad obbedire ai libici.

E poi ci viene da chiedere: ma in cosa consiste questo ricatto? Cioè, perchè il nostro governo ha paura di assassini come Osama Almasri? Forse perché Almasri conosce delle cose che non si devono sapere? E sono cose che se si sanno mettono nei guai questo governo, o anche altri governi? E forse quel protocollo firmato dall’Italia con la Libia – sulla base del quale la Guardia Costiera Libica, finanziata dall’Italia, ha il potere di sequestrare migranti intercettati in mare e di portarli in un campi do concentramento, e di torturarli e qualche volta ucciderli – quel protocollo è stato firmato sotto ricatto, e in base a quel ricatto non può essere disdetto?

Poi c’è l’ultima domanda, che può essere pronunciata solo a voce bassa, perché è veramente drammatica: gli ultimi dieci o ventimila morti uccisi nel Mediterraneo per mancanza di soccorso, sono morti perché l’Italia doveva obbedire ai libici?

P.S. riassunto delle puntate precedenti. La corte Penale Internazionale spicca un mandato di cattura contro Almasri, accusandolo di omicidio, torture, stupri (anche stupro di un bambino) estorsini. La Digos di Torino cattura Almasri. Il ministro Nordio non firma la carta che serve per consegnare Almasri alla Corte internazionale e lascia scadere i termini. Almasri viene liberato, messo su un aereo di Stato italiano e portato in Libia. Qualche mese dopo la Libia annuncia di averlo arrestato. Il governo italiano esulta: “vedete, abbiamo fatto bene a consegnarlo ai libici”. Giorni fa il nostro amico Marco Mancini, ex numero 2 dei servizi segreti italiani, ci dice che a lui risulta che Almasri non sia mai stato arrestato e che sia libero. L’arresto era una messa in scena. Il governo italiano o è complice o è babbeo. E anche i nostri servizi segreti.

6 Dicembre 2025

Condividi l'articolo