Le vite onlife

Adolescenti e Intelligenza Artificiale, perché quasi uno su due chiede aiuto all’IA: “È sempre disponibile e non giudica”

Il report nella XVI edizione dell'Atlante dell'Infanzia a rischio in Italia. Oltre il 42% l’ha utilizzata per chiedere consigli, un adolescente su due non ha mai visitato mostre o musei nel 2024, il 46,2% non legge libri

News - di Redazione Web

14 Novembre 2025 alle 13:02

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FOTO DA PIXABAY
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Perché è “sempre disponibile” e “non mi giudica”: perché occorrerebbe riflettere sulle ragioni di una tendenza invece che partire subito a demonizzarla. E che in questo caso riguarda i più giovani, gli adolescenti, che avrebbero trovato nell’Intelligenza Artificiale una comfort zone all’interno della quale parlare, confrontarsi, interrogarsi, confidarsi. Secondo il sondaggio contenuto nella XVI edizione dell’Atlante dell’Infanzia a rischio in Italia, dal titolo “Senza filtri”, diffuso oggi da Save the Children.

Stando all’indagine, il 58,1% degli utilizzatori dell’IA ha chiesto consigli su qualcosa di serio e di importante per la propria vita (il 14,3%spesso, il 43,8% qualche volta); il 63,5% ha trovato più soddisfacente confrontarsi con uno strumento dell’IA che con una persona reale (il 20,8% spesso, il 42,7% qualche volta); il 48,4% ha condiviso informazioni della sua vita reale. L’Atlante quest’anno si è concentrato in particolare sull’adolescenza e l’Intelligenza Artificiale, ha analizzato le voci di ragazzi e ragazze, adolescenti online e onlife, al tempo stesso consapevoli delle difficoltà ma anche a rischio isolamento.

Innanzitutto, il 92,5% degli adolescenti utilizza strumenti di IA, contro il 46,7% degli adulti. Il 30,9% – quasi un/a ragazzo/a su tre – tutti i giorni o quasi, il 43,3% qualche volta a settimana, solo il 7,5% non la utilizza mai. Secondo l’indagine, il 41,8% dei ragazzi e delle ragazze tra i 15 e i 19 anni si è rivolto a strumenti di Intelligenza artificiale per chiedere aiuto in momenti in cui si sentiva triste, solo/a o ansioso/a. Oltre il 42%, l’ha utilizzata per chiedere consigli su scelte importanti da fare (relazioni, sentimenti, scuola, lavoro). In totale, meno della metà dei ragazzi e delle ragazze (49,6%) mostra un buon livello di benessere psicologico.

È stata definita onlife la vita dei ragazzi di questi tempi, ovvero un’esistenza in cui non ci sono più barriere tra mondo fisico e mondo virtuale. Il 38% dei 15 e 19enni afferma di guardare spesso il cellulare in presenza di amici o parenti – il fenomeno del ‘phubbing‘ e il 27% si sente nervoso quando non lo ha con sé. Più di uno su 8 è iperconnesso, cioè risponde ad indicatori che rilevano un profilo di uso problematico di internet (13%) e il 47,1% è stato/a vittima di cyberbullismo, un dato in aumento dal 2018, quando le vittime erano il 31,1%. Il 30% ha fatto ghosting, bloccando una persona improvvisamente senza fornire spiegazioni. Il 37% dei 15 -19enni trascorre tempo sui siti porno per adulti, percentuale che sale al 54,5 % nel caso dei ragazzi, rispetto al 19,1% delle ragazze.

Off-line la tendenza sembra ancora più accentuata: un adolescente su due non ha mai visitato mostre o musei nel 2024 (oltre il 60% nel Mezzogiorno), il 21,2% non è mai andato al cinema, il 46,2% non legge libri al di là di quelli scolastici. Il 18,1% non fa nessuna attività fisica, percentuale che sale al 29,2% nel Mezzogiorno. Meno della metà (47,6%) dei giovani tra i 15 e i 24 anni ha fatto una gita o una vacanza di almeno una notte, in Italia o all’estero, rispetto all’81% dei giovani spagnoli e il 90% degli olandesi. Pochissimi, solo l’1,6% non sono per nulla soddisfatti. Positiva anche la relazione con i genitori, il 78% se ne dichiara soddisfatto o molto soddisfatto.

Quello di Atlante è quel genere di rapporti che ambisce a fotografare stili di vita, tendenze, comportamenti della popolazione. In questo caso di una generazione in particolare stravolta dalla pervasività delle tecnologie e dagli anni della pandemia da covid. Secondo questo studio, il 60% degli adolescenti è soddisfatto o molto soddisfatto di sé, con percentuali più elevate tra i ragazzi (71%) rispetto alle ragazze (50%). Quasi uno su 8 ha usato psicofarmaci senza prescrizione nell’ultimo anno, con una percentuale più alta tra le ragazze (16,3%). Se in totale meno della metà dei ragazzi e delle ragazze, 49,6%, mostra un buon livello di benessere psicologico, si fa notare la percentuale che riscontra un gap di genere sostanziale: poco più di una ragazza su tre mostra di avere un buon equilibrio psicologico(34%), contro il 66% dei ragazzi, la più ampia differenza di genere rilevata tra tutti i Paesi europei.

14 Novembre 2025

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