Alta tensione
Stretta dell’Europa sui visti ai cittadini russi dopo i “disturbi” con droni: tra Bruxelles e Mosca altro scontro
Tra Russia e Unione Europea i rapporti continuano a precipitare. La linea dura è imposta nuovamente dal “falco” Kaja Kallas, l’Alta rappresentante Ue per gli Affari esteri, che ha annunciato l’inasprimento delle regole sui visti per i cittadini russi.
La motivazione? Le “continue azioni di disturbo con droni e degli atti di sabotaggio sul suolo europeo”, ultimo caso sospetto avvenuto giovedì sera presso l’aeroporto belga di Liegi, che ha dovuto sospendere brevemente i voli dopo l’avvistamento di un drone sospetto.
Per Kallas “iniziare una guerra e aspettarsi di muoversi liberamente in Europa è difficile da giustificare. Viaggiare nell’Ue è un privilegio, non un diritto acquisito”.
La stretta riguarda i visti per ingressi multipli, che i cittadini russi non potranno più ottenere, spiega un comunicato della Commissione europea. I cittadini russi dovranno dunque richiedere un nuovo visto ogni volta che intendono viaggiare in Ue, sviluppo che impone un “controllo attento e frequente dei richiedenti al fine di mitigare potenziali rischi per la sicurezza”. I singoli paesi dell’Ue mantengono però la possibilità di fare eccezioni in casi giustificati: un esempio sono i visti di lunga durata rilasciati a dissidenti, giornalisti indipendenti, difensori dei diritti umani o altre categorie vulnerabili che potrebbero aver bisogno di protezione.
L’obiettivo, spiegano da Bruxelles, è “ridurre le minacce all’ordine pubblico e alla sicurezza interna, mantenendo eccezioni in casi limitati e giustificati come per giornalisti indipendenti e difensori dei diritti umani, garantendo un’applicazione uniforme tra gli Stati membri e prevenendo aggiramenti della misura”.
Una stretta non accolta bene, per usare un eufemismo, da Mosca. La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato frontalmente le autorità Ue: per la fedelissima di Putin la Commissione europea preferisce accogliere “migranti illegali e disertori ucraini che vivono di sussidi” anziché “turisti con capacità di spesa”. “La Commissione europea, a quanto pare, ha ragionato così: perché l’Europa occidentale dovrebbe volere turisti con capacità di spesa, quando ci sono migranti illegali e disertori ucraini che vivono di sussidi?”, ha osservato Zakharova.