Addio a un artista e sperimentatore

Mimmo Jodice credeva che la fotografia fosse un’arte che poteva cambiare il mondo

Il fotografo napoletano è morto a 91 anni. Dagli scatti di impegno sociale ai paesaggi e alle esposizioni in mezzo mondo. All’Accademia di Belle Arti fondò la prima cattedra dedicata alla fotografia

Cultura - di Redazione Web

29 Ottobre 2025 alle 11:16

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Foto LaPresse/Marco Cantile Napoli, 15/04/2017 Cronaca Inaugurazione del monolite di Totò nel quartiere della Sanità a Napoli in occasione delle celebrazione per i 50 anni dalla morte del famoso comico e attore napoletano. Nella foto: il fotografo Mimmo Jodice
Foto LaPresse/Marco Cantile Napoli, 15/04/2017 Cronaca Inaugurazione del monolite di Totò nel quartiere della Sanità a Napoli in occasione delle celebrazione per i 50 anni dalla morte del famoso comico e attore napoletano. Nella foto: il fotografo Mimmo Jodice

Pensò alla fotografia come un’arte autonoma, indipendente dalla cronaca, dal giornalismo, dalla pubblicità o dalla pittura. Credeva anche che la fotografia potesse cambiare il mondo. Aveva 91 anni Mimmo Jodice, uno dei fotografi italiani più noti e apprezzati per via della sua lunga carriera nella quale aveva attraversato più stili. È morto ieri a Napoli, la sua città. La camera ardente sarà allestita giovedì 30 ottobre, dalle 12:00 alle 16:30 presso il Maschio Angioino, luogo simbolico e caro all’artista, che ha ospitato la sua ultima grande mostra “Napoli Metafisica”.

Mimmo Jodice era nato a Napoli, nel Rione Sanità, nel marzo del 1934. Prima di dedicarsi alla fotografia, da autodidatta, aveva praticato il disegno e la pittura. Tra gli anni Sessanta e Settanta documentò il contesto sociale di Napoli e del Sud Italia, spesso in condizioni di degrado e arretratezza. Feste, riti religiosi, quartieri popolari. Collaborò in quei casi spesso con antropologi e altri studiosi di tradizioni popolari. “Dopo dieci anni di impegno capii che nulla stava cambiando. Mi distrusse. Per un anno non fotografai più”.

Sperimentò nuove tecniche di fotografia e di stampa, passò a una fotografia più paesaggistica e a una più immaginifica. Celebri i suoi scatti in bianco e nero tra paesaggi, primi piani, statue e monumenti. Dal 1970 al 1994 insegnò all’Accademia di Belle Arti di Napoli dove fondò la prima cattedra dedicata alla fotografia. Con la moglie Angela animò il dibattito cittadino fondando riviste come Il cuore batte a sinistra e Fabbrica e città. Le sue fotografie sono state esposte in mezzo mondo, in musei importanti come il Centro Pompidou e il museo del Louvre a Parigi, in Francia, o il Philadelphia Museum of Art, negli Stati Uniti. Collaborò con artisti come Andy Warhol, Luigi Ghirri, Michelangelo Pistoletto, Joseph Beuys, Sol LeWitt e Alberto Burri.

Jodice fu il primo fotografo a ottenere il Premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei nel 2003, nel 2016 fu insignito della laurea honoris causa in Architettura dall’Università Federico II di Napoli. Diceva della sua città che “è una città che non finisce mai di morire e di rinascere”. Il sindaco e tutta l’Amministrazione comunale di Napoli ha espresso “profondo cordoglio per la scomparsa di Mimmo Jodice, maestro della fotografia e voce poetica della città. Con la sua arte, Jodice ha saputo raccontare Napoli al di là dei cliché, restituendone l’anima più autentica”.

29 Ottobre 2025

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