Vittoria netta

Milei sbaraglia i peronisti, il Presidente con la motosega vince le legislative che in Argentina valevano come un referendum

Contro pronostici e sondaggi. "Sarà il Parlamento più riformista della storia, vogliamo fare di nuovo grande l'Argentina". Affluenza al minimo storico, dal ritorno della democrazia

Esteri - di Redazione Web

27 Ottobre 2025 alle 10:41

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Argentina’s President Javier Milei celebrates after winning in legislative midterm elections in Buenos Aires, Argentina, Sunday, Oct. 26, 2025. (AP Photo/Rodrigo Abd) Associated Press/LaPresse
Argentina’s President Javier Milei celebrates after winning in legislative midterm elections in Buenos Aires, Argentina, Sunday, Oct. 26, 2025. (AP Photo/Rodrigo Abd) Associated Press/LaPresse

A sorpresa, Javier Milei vince le elezioni legislative di metà mandato che in Argentina erano attese come un referendum sulla sua presidenza. “Oggi inizia la costruzione della grande Argentina!”, le parole del Presidente ultraliberista ed estremista di destra che ha ottenuto una vittoria ancor più netta considerato che arriva in un momento di calo di popolarità del leader sudamericano per via di alcuni scandali che hanno colpito il partito e per i suoi tagli lacrime e sangue. Milei ha subito incassato subito i complimenti sia del Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che di quello di Israele, Benjamin Netanyahu.

In Argentina si votava per rinnovare circa la metà dei seggi della Camera dei Deputati e un terzo di quelli del Senato. I sondaggi parlavano di testa a testa, alla Camera sono 257 i seggi mentre sono 72 al Senato. Delicato il momento per Milei, colpito da alcuni scandali come quello del meme-coin Libra e di un candidato accusato di finanziamenti a un narcotrafficante. Il partito La Libertad Avanza (LLA) ha consolidato la sua forza in Parlamento, Milei resterà in minoranza ma con più seggi, abbastanza per superare un terzo dei deputati e ottenere il diritto di veto sulle leggi promosse dalle opposizioni. Finora aveva governato soprattutto con decreti di urgenza mentre le opposizioni avevano approvato leggi contro i tagli di Milei per stanziare fondi per università, sanità e pensioni.

Milei ha ottenuto quasi il 41% a livello nazionale. Ferma al 24,5% l’opposizione di sinistra, Fuerza Patria. Il partito del presidente ha vinto in 16 delle 23 province argentine ed è risultato anche il più votato nella provincia di Buenos Aires. I nuovi parlamentari entreranno in carica il prossimo 10 dicembre. Affluenza al 67,85%, minimo storico dal ritorno della democrazia, nel 1983. Come primo compito, il presidente con la motosega eletto nel 2023 si è prefisso l’obiettivo di dare stabilità alla moneta, il peso argentino.

“Oggi è una giornata storica. Il popolo ha deciso di abbracciare le idee della libertà. Ci lasciamo dietro cento anni di decadenza. Inizia la svolta. Oggi comincia la costruzione della grande Argentina”, ha detto Milei a risultati acquisiti. “Durante i prossimi due anni dobbiamo consolidare il percorso riformista per fare di nuovo grande l’Argentina. La Libertà Avanza avrà 101 deputati invece di 37 e 20 senatori invece di sei. Sarà senza dubbio il Parlamento più riformista della storia argentina. Nei primi due anni abbiamo lavorato per garantire che il Paese non precipitasse. L’Argentina era un campo minato e grazie a persone di talento siamo riusciti a emergere. Dobbiamo consolidare il percorso riformista nei prossimi due anni”.

Trump considera l’Argentina il suo alleato più solido in America Latina, non è poco viste le recenti tensioni con Venezuela e Colombia soprattutto. Gli USA hanno avviato un piano di aiuti per l’economia di Buenos Aires, circa 40 miliardi di dollari, che il tycoon aveva minacciato di bloccare qualora alle legislative avessero vinto le opposizioni peroniste. “Congratulazioni al presidente Javier Milei per la sua schiacciante vittoria in Argentina. Sta facendo un lavoro straordinario! La nostra fiducia in lui è stata giustificata dal popolo argentino”, ha scritto il Presidente americano sui social.

La leader peronista ed ex presidente, Cristina Kirchner, è agli arresti domiciliari dopo esser stata condannata per corruzione. Alla guida c’era il governatore di Buenos Airs Axel Kicillof. Poco l’apporto anche dei governatori centristi di Provincias Unidas. “Due argentini su tre non vogliono tornare al passato – ha dichiarato Milei dopo l’arrivo dei risultati – Siamo 14 punti avanti al kirchnerismo. Gli argentini non vogliono tornare al modello del fallimento. Mai più populismo. Non difenderemo soltanto le riforme fatte ma spingeremo anche le riforme che ancora mancano per raggiungere i nostri obiettivi. Perché vogliamo essere un Paese che cresce, per fare l’Argentina che non avremmo mai dovuto smettere di essere, per fare di nuovo grande l’Argentina”.

27 Ottobre 2025

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