La strategia del nuovo centrosinistra

La strategia del nuovo centrosinistra: Silvia Salis la gamba centrista per Schlein

“Progetto civico”, sostenuto anche da Franceschini, è già un partito. Che ha una leader in ascesa e presenta il vantaggio di smarcare il Pd dalle istanze centriste...

Politica - di David Romoli

22 Ottobre 2025 alle 15:00

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La strategia del nuovo centrosinistra: Silvia Salis la gamba centrista per Schlein

Gamba riformista cercasi e cercasi con urgenza. Se la si trovasse, il Campo così allargato non avrebbe garanzia di vittoria alle elezioni politiche ma potrebbe competere. In caso contrario non ci sarebbe partita. Si assiste così, con un certo stupore, alla gestazione di una nuova forza politica, per ora nominatasi Progetto civico, tenuta a battesimo da un dirigente storico del Pd come Goffredo Bettini ma anche, più discretamente, dal principale sostenitore di Elly Schlein nella vecchia guardia, Dario Franceschini.

Trattasi dello stesso leader che ha teorizzato apertamente la necessità per il suo partito di non dare più la caccia ai voti centristi ma di puntare al recupero dell’astensione forzando radicalità ed elementi identitari. Le due opzioni, peraltro, sono convergenti: ha senso puntare sulla radicalizzazione del Pd solo se a compensarla, e a compensare una coalizione oggi molto sbilanciata sul lato sinistro, entra in campo una forza moderata. Quella forza moderata è stata tenuta a battesimo due sere fa a Roma, nell’assemblea organizzata e gestita dall’assessore al Turismo e Grandi Eventi di Roma Alessandro Onorato, molto vicino al sindaco Gualtieri. Il progetto, come il nome anticipa, punta soprattutto sulla mobilitazione civica, cioè di figure che non siano politici di professione anche se di politici in sala ce n’erano moltissimi: dallo stesso sindaco al presidente del Pd Bonaccini, dal sindaco di Napoli Manfredi a Giuseppe Conte, spuntato a sorpresa probabilmente su consiglio proprio del regista non tanto occulto Bettini.

Nel day after Bettini benedice l’iniziativa: “Si sta realizzando lo schema politico che invoco da cinque anni. Senza alleanza larga non c’è partita contro Meloni”. Conte applaude: “Ho ascoltato con interesse la relazione di Onorato. Ognuno deve lavorare per la sua forza politica, ma sono molto interessato a costruire, dare un contributo per un progetto politico fortemente marcato nel segno del progressismo”. Il polo centrista fa solo comodo all’ “avvocato del popolo”: il rischio che porti via voti al suo partito non c’è e se costringerà il Pd a smettere di tallonarlo adottando politiche e vocabolario radicali tanto di guadagnato. Non è la prima volta che il tentativo di costituire un’ala di centro del Campo largo viene messo in opera e sin qui è sempre finita malissimo. La differenza ha un nome e un cognome: Silvia Salis. La sindaca di Genova ha la grinta e il carisma per diventare una leader e che il suo progetto sia quello è chiaro. Si presenta e sfodera un’immagine quasi opposta a quella sulla quale punta la segretaria del Pd. “Basta con la corsa a chi è più di sinistra”, esordisce e prosegue sullo stesso tono: “Sono qui per dire che non siamo contro qualcuno o qualcosa, ma siamo a favore. In questa politica urlata, di polemiche, devi parlare di quello che hai da dare, non di quello che hai più degli altri”.

Progetto civico, conferma Onorato, può diventare partito. Non si tratterebbe però di un ennesimo tentativo di mettere insieme sotto un unico simbolo le pattuglie centriste. Renzi non sarebbe della partita, la sua strategia è legarsi a filo doppio alla leader del Pd. Dunque va benissimo che Onorato non miri alla colonizzazione: “Questa casa è un cantiere dove chiunque può (e deve) dare una mano. Serve che tutti portino voti e nessuno metta veti. E nessuno deve mettere il cappello su un lavoro che è corale e di squadra”. Azione la ha presa peggio: “Faccio i migliori auguri al progetto di Onorato, ma si deve iniziare dal rispetto: nessuno ci può obbligare a stare con Conte o la Schlein” polemizza Richetti, che in tutta evidenza teme una concorrenza pericolosa. La prendono male anche i riformisti del Pd dell’ala non assorbita di fatto dalla maggioranza come nel caso di Bonaccini. La loro assemblea è tra pochi giorni e il loro obiettivo è la battaglia interna alla quale il “contrappeso” centrista di progetto civico toglierebbe armi.

Il banco di prova reale saranno le primarie del centrosinistra, se mai arriveranno. Onorato assicura da subito che un candidato di Progetto civico ci sarà. Chi sia non è stato deciso e non importa, assicura ma è evidente che la postazione spetta a Silvia Salis, anche se candidarsi alle primarie dopo aver appena assunto l’incarico di sindaca di Genova rischia un po’ di appannare la sua immagine che per il momento è smagliante. Tanto da autorizzare in molti il sospetto che l’obiettivo della sindaca genovese sia rimpiazzare proprio Elly. Ma per il momento, in vista delle elezioni politiche, Silvia Salis e Progetto civico per il Pd e per la sua segretaria sono soprattutto una risorsa.

22 Ottobre 2025

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