La proclamazione

Come un satanista è diventato Santo: Bartolo Longo, la storia del beato che ha fondato il santuario di Pompei

Avvocato, pugliese, fu beatificato da Papa Giovanni Paolo II: "La sua lunga vita ispirata da una fede semplice ed eroica e densa di episodi suggestivi, la sua opera ci lascia ancora oggi ci lascia stupiti e ammirati"

News - di Antonio Lamorte

20 Ottobre 2025 alle 13:51

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Foto Vatican Media/LaPresse 19/10/2025 Citta’ del Vaticano, Vaticano Cronaca Nella foto : Papa Leone XIV Santa Messa e canonizzazioni DISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE
Foto Vatican Media/LaPresse 19/10/2025 Citta’ del Vaticano, Vaticano Cronaca Nella foto : Papa Leone XIV Santa Messa e canonizzazioni DISTRIBUTION FREE OF CHARGE – NOT FOR SALE

Anche un satanista, praticante di culti esoretici e oscuri, proclamato Santo da Papa Leone XIV. E no: non è una fake news, una serie Netflix. Bartolo Longo, prima di fondare il Santuario della Madonna del Rosario di Pompei, una delle destinazioni di pellegrinaggio e dei siti di culto cattolico più popolari e visitati in Italia, aveva avuto un passato fortemente anticlericale fino a diventare un sacerdote satanista. È un passato misterioso e sconosciuto alla maggioranza dei fedeli, anche a quelli che ogni giorno si recano presso il Santuario nel Comune nel vesuviano, in provincia di Napoli.

Papa Leone ha proclamato i sette nuovi santi domenica 19 ottobre, in Piazza San Pietro a Roma. Decine di migliaia di fedeli accorti, presente anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Peter To Rot, primo santo della Papua Nuova Guinea. José Gregorio Hernández Cisneros e María Carmen Rendiles Martínez, i primi due santi del Venezuela. Ignazio Maloyan nacque invece in Turchia e fu arcivescovo cattolico al tempo del genocidio degli armeni, fu arrestato e torturato. Due le religiose italiane: Vincenza Maria Poloni e Maria Troncatti. Nessuno ha avuto una traiettoria così intricata e incredibile come quella di Bartolo Longo.

Avvocato, nato nel 1841 in Puglia, a Latiano, in provincia di Brindisi. Educato alla fede cattolica, “attraverso amici e professori, si avvicinò al mondo dello spiritismo, abbandonando completamente la fede cattolica nella quale era stato educato”, si legge anche sul sito ufficiale del Dicastero delle Cause dei Santi. “Quando raccoglievo il materiale per il romanzo, mi sono tolto lo sfizio di fare una specie di sondaggio a Pompei. Ho visitato la stanza di Longo, alcune tabelle riportano in maniera che potremmo definire soft quel periodo di Longo. Ho chiacchierato con turisti e fedeli, soltanto uno su venti aveva una minima nozione di quel passato del beato”, ci aveva raccontato Giovanni Taranto, giornalista di cronaca nera, anche sotto scorta in passato per le sue inchieste sulla Camorra nel vesuviano, romanziere.

Il terzo episodio del suo ciclo di “gialli vesuviani” con protagonista il Capitano dei Carabinieri Mariani, intitolato Mala Fede (Avagliano Editore), lo aveva dedicato ai rapporti tra criminalità e fede cattolica e in parte anche alla figura del beato – fino a ieri – Bartolo Longo. “Era partito da una fede bambina per poi diventare un sacerdote di Satana e infine riscoprire la fede in un percorso molto travagliato. Ha edificato il Santuario di Pompei, ha diffuso la pratica del Rosario e ha inventato la supplica alla Madonna di Pompei, la prima invocazione in assoluto della Chiesa Cattolica in cui i fedeli danno del tu alla Madonna e che è stata approvata dalla Chiesa. Nel romanzo, in alcune ricostruzioni, uso sue frasi autentiche”, aveva raccontato Taranto a L’Unità.

Longo, “grazie al professor Vincenzo Pepe ed al domenicano padre Alberto Radente, riuscì però a tornare sulla via del bene”. Arrivò a Pompei in pellegrinaggio, nel 1972, rimase anche molto colpito dalle condizioni di povertà del luogo. “Aggirandosi per le campagne del luogo, sentì salirgli dal cuore il dubbio che ormai da tempo lo tormentava: come avrebbe fatto a salvarsi, a causa delle esperienze poco edificanti della vita passata? Era mezzogiorno e al suono delle campane si accompagnò una voce: ‘Se propaghi il Rosario, sarai salvo!’. Capì, dunque, la sua vocazione e si propose di non allontanarsi da Valle di Pompei, senza aver diffuso il culto alla Vergine del Rosario”.

Bartolo Longo sposò nel 1885 la Contessa Marianna Farnararo De Fusco, nobildonna pugliese, che sarebbe stata decisiva nella costruzione del Santuario pompeiano, sia con le sue risorse economiche che con le sue idee. La prodigiosa immagine della Vergine del Rosario arrivò a Pompei nel 1875, la prima pietra per la nuova chiesa fu posta l’8 maggio 1876, l’anno dopo Longo divulgò la pia pratica dei “Quindici Sabati”, due anni dopo guarì da una grave malattia grazie alla recita della Novena di impetrazione subito tradotta in 22 lingue.

Il 14 ottobre 1883 ventimila pellegrini recitarono per la prima volta la Supplica alla Vergine del Rosario. Longo fondò il periodico Il Rosario e la Nuova Pompei nel 1884, successivamente l’Orfanotrofio Femminile, nel 1892 cominciò la costruzione dell’Ospizio per i figli e le figlie dei carcerati: il primo ragazzo accolto, un calabrese, divenne un sacerdote. La facciata della Basilica venne inaugurata il 5 maggio del 1901. La Contessa Marianna morì nel febbraio del 1924, Longo il 5 ottobre 1926. Due anni dopo Pompei divenne Comune autonomo.

“La sua lunga vita è stata ispirata da una fede semplice ed eroica e densa di episodi suggestivi, durante la quale sgorgò e si sviluppò il miracolo di Pompei. Iniziando dall’umile catechesi ai contadini della valle di Pompei, e dalla recita del Rosario davanti al famoso Quadro della Madonna, fino all’erezione dello stupendo Santuario e all’istituzione delle opere di carità per i figli e le figlie dei carcerati, Bartolo Longo portò avanti con intrepido coraggio un’opera grandiosa che ancora oggi ci lascia stupiti ed ammirati”, le parole di San Giovanni Paolo II, nell’omelia del 26 ottobre 1980 in occasione nella beatificazione. Se non è morto martirizzato, un Beato ha bisogno di almeno due miracoli per essere proclamato santo. Longo non ha avuto bisogno del secondo miracolo per diventare santo, aveva ricevuto una dispensa papale.

“Pompei vive oggi una pagina di Storia – le parole del sindaco di Pompei, Carmine Lo Sapio – L’uomo che trasformò un deserto in un giardino di fede, l’avvocato che consacrò la sua vita alla Madonna del Rosario e ai più bisognosi, oggi è elevato agli altari come esempio eterno di carità, speranza e amore per l’umanità”. La santificazione è stata celebrata con veglie di preghiera, una diretta sui maxischermi della Messa solenne, una festa popolare culminata con uno spettacolo di fuochi pirotecnici in serata. Giubilo anche a Latiano per la santificazione.

20 Ottobre 2025

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