La manifestazione del 25 ottobre
Landini passa all’attacco e chiede la patrimoniale, la destra insorge
Sarà davvero manifesta prova di accanimento bolscevico chiedere “un contributo di solidarietà dell’1,3% a chi ha patrimoni oltre i 2 miliardi?
Politica - di David Romoli
Maurizio Landini passa all’attacco. Mira a coniugare e intrecciare la mobilitazione delle piazze con la Palestina non solo con le rivendicazioni sindacali per la prossima manovra, ma anche con un vero e quanto mai necessario conflitto sociale. Il segretario della Cgil illustra la manifestazione convocata per il 25 ottobre a Roma, “Democrazia al lavoro”, ma anticipa anche quel che il più importante sindacato italiano dirà al governo nell’incontro di venerdì prossimo sulla manovra.
La bandiera è quella della patrimoniale, sventolata stavolta senza timidezze. In Italia il 50% della ricchezza è in mano al 5% della popolazione. Sarà davvero manifesta prova di accanimento bolscevico chiedere “un contributo di solidarietà dell’1,3% a chi ha patrimoni oltre i 2 mln di euro, cioè l’1% della popolazione”? Il gettito, secondo le stime del sindacato sarebbe pari a 26 mld, tanto più fondamentali in quanto, come denuncia ancora Landini, “nei prossimi 3 anni le spese militari aumenteranno di 23 mld e di qui al 2035 passeranno da 45 a 156 mld: e se in 10 anni si spendono 900 mld per le armi dove si trovano i soldi per sanità, scuola, trasporti”? Landini sa che a questo argomento è sensibile anche una parte ampia dell’elettorato di destra, che deve far quadrare i conti come tutti, e anche una parte del suo ceto politico anche all’interno della destra.
Sono le circostanze a rendere concreta e possibile una battaglia che sin qui è sempre stata considerata impossibile e quindi adoperata soprattutto come slogan a fini di propaganda. Fisco e salari sono gli altri pezzi forti che si tradurranno, nel braccio di ferro con il governo, in richieste precise. Landini denuncia una fiscalità che grava quasi esclusivamente sulle spalle del lavoro dipendente: “La riduzione dell’Irpef al 33% non cambia niente per chi ha redditi sotto i 28mila euro. L’inflazione accuulata nella fase 2022-24 è del 16,9% ma nello stesso periodo i salari reali sono scesi del 9%. La produttività negli ultimi 10 anni è cresciuta del 35% nelle aziende private e addirittura del 69% in quelle partecipate. Ma gli utili sono finiti per il 79% agli azionisti delle private e per il 91% a quelli della partecipate”. Dunque “continuare a tassare lavoratori dipendenti e pensionati non è giusto e inoltre frena anche la crescita”.
Un aumento salariale pari a una crescita del costo del lavoro di 4mila euro annui avrebbe permesso a tutti di difendersi dall’inflazione mantenendo il potere d’acquisto. Landini prova dunque a portare lo scontro sul terreno che al sindacato è più congeniale e proprio, quello delle vertenze che toccano la vita e i redditi dei lavoratori, inclusi quelli di destra. Però non rinuncia alla massima esposizione politica.
La manifestazione del 25 ottobre è prima di tutto contro il riarmo, non solo perché inciderà a fondo sulle tasche dei lavoratori e dei pensionati ma anche perché “mina la democrazia”. La Palestina terrà prevedibilmente banco di nuovo e il segretario sostiene la richiesta di portare la premier, i ministri degli Esteri Tajani e della Difesa Crosetto, ma anche l’ad di Leonardo Cingolani sul banco degli imputati della Corte penale internazionale come complici di Netanyahu: “Il governo italiano si rende indirettamente complice di un governo che sta commettendo un genocidio. Non riconosce lo Stato di Palestina. Non chiede di fermare l’assedio a Gaza. Non ha interrotto i rapporti economici con Israele”.
Ad accusare il governo di complicità con il genocidio sono stati i Giuristi e avvocati per la Palestina ma il capo d’accusa non sta in piedi, secondo gli esperti, e l’indice potrebbe oltre tutto essere puntato contro quasi tutti i governi dell’Unione nonché contro qualche governo italiano del passato, ad esempio per il genocidio del Rwanda dell’aprile 1994. Il tentativo di intrecciare la mobilitazione per la Palestina e la sensibilità sociale che ha destato in vaste masse in larga misura giovanili con la rivendicazione di una maggiore giustizia sociale è un passo nella giusta direzione. Accompagnare all’avvio della trattativa con il governo sulla manovra, che sarà dura e conflittuale, una manifestazione politica come quella del 25 ottobre è del tutto giustificata nonostante le prevedibili accuse che saranno rivolte a Landini.