I problemi del miliardario
Musk e il suo impero sotto pressione, fuga di massa dei suoi dirigenti: a pesare burnout e il ruolo politico di Elon
Non è un bel periodo per Elon Musk. L’imprenditore statunitense, sudafricano di nascita, è alle prese infatti con l’ennesimo periodo complicato per il suo impero, che va da Tesla a X, passando per SpaceX a xAI.
Un colosso in tumulto, almeno secondo plurime testimonianze citate dall’edizione europea del Financial Times, che ha dedicato allo stato delle aziende di Musk un approfondimento dopo aver parlato con una dozzina tra attuali ed ex dipendenti dell’impero dell’istrionico imprenditore.
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Aziende, scrive il Financial Times, che sarebbero interessate da un’ondata di dimissioni tra i suoi dirigenti senior, le figure chiave in particolare di Tesla, la più nota azienda automotive puramente elettrica, e della start-up di intelligenza artificiale xAI.
Figure che hanno lasciato le aziende citando come motivazione il burnout, l’esaurimento provocato dai ritmi incessanti di lavoro, e il crescente disagio per l’esposizione politica di Musk. Il Financial Times fa alcuni esempi dei dirigenti che hanno mollato Musk: a lasciare sono stati i responsabili vendite di Tesla negli Stati Uniti, membri del team Optimus robot e AI, oltre al direttore informatico e a vari componenti delle relazioni pubbliche. Più rapido ancora il turnover nella start-up xAI dove hanno presentato le dimissioni in rapida successione il direttore finanziario Mike Liberatore e il consulente legale Robert Keele, oltre a quella più indietro nel tempo dell’ormai ex Ceo di X Linda Yaccarino.
Scelte motivate da un ambiente di lavoro tossico, con i ritmi frenetici imposti da Musk che chiedeva ai suoi dirigenti una reperibilità H24, sette giorni su sette, e dal posizionamento politico dell’imprenditore sudafricano. Come noto Musk era stato il principale finanziatore della campagna elettorale di Donald Trump negli Stati Uniti, tanto da ottenere anche l’incarico di capo del Doge, il Dipartimento pensato per tagliare brutalmente la spesa pubblica Usa: rapporti precipitati piuttosto rapidamente tra due personaggi megalomani. Ma da tempo ormai il miliardario si è posizionato alla testa di una “internazionale di estrema destra“, fornendo il suo “supporto tecnologico” ad una serie di movimenti e partiti europei, da Alternative für Deutschland in Germania a Reform UK in Inghilterra.
Malcontento che si è aggravato, aggiunge ancora il quotidiano finanziario statunitense, dopo i licenziamenti di massa di aprile 2024 (14.000 posti) e la decisione di Musk di ridurre gli investimenti in veicoli elettrici e batterie a favore di robotica e IA. Notizie negative che arrivano dopo lo smacco subito nelle scorse settimane da Musk, che si è visto scavalcare dal vertice della classifica degli uomini più ricchi del pianeta dal patron di Oracle Larry Ellison.