A rischio 750mila dipendenti
Cos’è lo “shutdown” negli Stati Uniti, così il governo Usa non potrà più spendere soldi per i servizi non essenziali
Per la prima volta dal 2019, gli Stati Uniti vanno in “shutdown”. Dalla mezzanotte, quando erano le 6 del mattino in Italia, il governo americano ha infatti sospeso le proprie attività salvo quelle essenziali.
Una mossa di fatto obbligata dopo il mancato accordo al Congresso tra Repubblicani e Democratici per approvare la legge di bilancio. Il GOP, che con l’emergere di Donald Trump è ormai un partito che ha sposato completamente le battaglie dell’ultradestra, ha la maggioranza sia alla Camera che al Senato, ma non ha abbastanza seggi per approvare la legge da soli: servono infatti 60 voti su 100 al Senato, essendo così necessaria la collaborazione di almeno una parte degli eletti Dem.
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Intesa che non è stata raggiunta e dunque, con la legge che non prevede un “esercizio provvisorio” come in Italia, il governo di fatto “chiude” e va appunto in “shutdown”. Le implicazioni nella vita di tutti i giorni prevedono lo stop alle tutte le attività del governo federale, ad eccezione di quelle considerate essenziali come il mantenimento dell’esercito, il pagamento delle pensioni e la gestione di infrastrutture chiave come gli aeroporti.
Il resto? Smetterà di funzionare. Circa 750mila impiegati federali, da coloro che si occupano dei grandi parchi ai funzionari addetti al rilascio di visti e documenti, verranno sospesi dal lavoro e non riceveranno stipendio. Occasione presa al balzo da Donald Trump, che sin dall’insediamento non ha mai nascosto, anche varando il Doge con Elon Musk, l’intenzione di dare una netta sforbiciata alle spese federali: il presidente ha infatti annunciato che molti tra questi 750mila dipendenti potrebbero essere licenziati.
Lo shutdown resterà in vigore fin quando il Congresso non approverà la legge di bilancio che permetta di finanziare nuovamente le attività del governo federale: l’ultimo shutdown, avvenuto tra il 2018 e il 2019 in occasione del primo mandato di Trump, durò 35 giorni e fu il più lungo di sempre nella storia degli Stati Uniti.
Non è chiaro questa volta quanto potrà durare il blocco, dato che tra Democratici e Repubblicani l’intesa è lontanissima. In particolare i Dem chiedono fondi per estendere diversi programmi federali sulla sanità, mentre i Repubblicani sono contrati e li accusano di voler bloccati le attività del governo.
L’ultimo tentativo di accordo è avvenuto nella notte italiana, quando i senatori Democratici hanno respinto la proposta dei Repubblicani di continuare a finanziare le spese del governo sugli attuali livelli fino al 21 novembre, così da proseguire le trattative nel frattempo.