L'editoriale su Haaretz
Perché l’IDF vuole impedire l’arrivo della Flotilla a Gaza: ecco cosa ha da nascondere
Haaretz: “Se davvero l’Idf sta agendo nel rispetto del diritto internazionale proteggendo i civili, perché impedire l’ingresso della Flotilla?”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
Haaretz è, assieme a Yedioth Ahronot, il giornale più letto in Israele, punto di riferimento dell’Israele che si batte contro la deriva bellicista del governo Netanyahu-Smotrich. Alla vicenda della Sumud Global Flotilla, il quotidiano progressista di Tel Aviv ha dedicato un editoriale, a riprova dell’importanza di questa iniziativa.
“Da settimane ormai – scrive Haaretz – decine di navi stanno attraversando il Mar Mediterraneo dirette verso la Striscia di Gaza. Si tratta della Global Sumud Flotilla, un’iniziativa promossa da centinaia di attivisti internazionali per rompere l’assedio di Israele su Gaza. Ma il suo obiettivo principale è quello di attirare l’attenzione internazionale sulla crisi umanitaria, la fame e le numerose vittime causate dall’operazione militare israeliana in quella zona. Questa imponente flottiglia è stata organizzata in risposta al sequestro da parte di Israele di una flottiglia che aveva tentato di rompere l’assedio nel mese di giugno. La marina ha arrestato i partecipanti a quella flottiglia, tra cui l’attivista per il clima Greta Thunberg, che sono stati successivamente espulsi da Israele. Da quando la Sumud Flotilla è salpata, è stata attaccata in due occasioni da misteriosi droni. Nel primo incidente, a Tunisi, è stato lanciato un razzo che ha danneggiato una delle imbarcazioni. Mercoledì scorso, circa 10 granate stordenti sono state lanciate contro le imbarcazioni nel tentativo di danneggiarle.
Nessun Paese ha rivendicato la responsabilità di questi incidenti, ma tutti presumono, abbastanza ragionevolmente, che dietro questi attacchi ci sia Israele, nel tentativo di impedire alle navi di raggiungere Gaza. In risposta agli attacchi, i governi di Spagna e Italia hanno annunciato negli ultimi due giorni che invieranno navi delle loro marine militari per proteggere la flottiglia. Le navi militari presumibilmente abbandoneranno la flottiglia prima che entri nelle acque territoriali di Gaza, evitando così un conflitto militare con la marina israeliana”.
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Così sarà, almeno stando a quanto affermato in Parlamento dal ministro della Difesa Crosetto. “Ma – rimarca Haaretz – ciò rappresenta un altro preoccupante deterioramento della posizione internazionale di Israele. Quando paesi a lui vicini inviano navi da guerra per proteggere i propri cittadini dalle Forze di difesa israeliane, ciò testimonia soprattutto il fallimento di Israele nella gestione degli eventi”. Rimarca Haaretz: “Il comportamento aggressivo di Israele nei confronti della flottiglia rafforza il sospetto che abbia qualcosa da nascondere a Gaza. Questo comportamento si accorda con il divieto di ingresso a Gaza per i giornalisti stranieri e l’uccisione di giornalisti palestinesi. Se Israele sta davvero conducendo una guerra legittima a Gaza, come sostengono il governo e l’Idf; se davvero non c’è fame e non c’è carestia; e se l’Idf sta davvero agendo in conformità con il diritto internazionale proteggendo la popolazione civile e garantendone il benessere, allora perché questa insistenza nell’impedire l’ingresso della flottiglia, rischiando per di più di danneggiare ulteriormente l’immagine e la reputazione internazionale di Israele?”.
Tanto più che “I passeggeri della flottiglia non trasportano armi e, se dovessero sbarcare sulla costa di Gaza, ciò non aumenterebbe in alcun modo le capacità di combattimento di Hamas. Usare la violenza per fermare le navi e arrestare e deportare gli attivisti non farà altro che aggiungere un’altra accusa al capo d’imputazione che il mondo sta preparando contro Israele. Il governo dovrebbe consentire alla flottiglia di raggiungere Gaza, come primo passo per dimostrare al mondo che Israele non considera i bambini di Gaza e gli altri civili affamati come suoi nemici”, conclude Haaretz.