Lo sterminio in Palestina

Cosa prevede il piano di Trump per Gaza: ma con Netanyahu è intesa ad ostacoli sul futuro della Striscia

Un rappresentante dei coloni israeliani: Netanyahu ha evitato di rispondere a domande su annessione della Cisgiordania prima di andare alla Casa Bianca a parlare dei piani israeliani (e americani) su Gaza

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

30 Settembre 2025 alle 13:30

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Cosa prevede il piano di Trump per Gaza: ma con Netanyahu è intesa ad ostacoli sul futuro della Striscia

Sorrisi, scambi di complimenti da far arrossire d’imbarazzo, aggettivazioni da grandi occasioni. Alla Casa Bianca va in scena il “Donald&Bibi’s Show”.

«Abbiamo una vera opportunità di Grandezza in Medio Oriente. Tutti sono a bordo per qualcosa di speciale, per la prima volta in assoluto. Lo realizzeremo!!!». Lo scrive, usando i caratteri maiuscoli e il frequente stile allusivo, il presidente Usa Donald Trump sul social media di sua proprietà, Truth. Trump sembra riferirsi al piano statunitense in 21 punti per porre fine alla guerra a Gaza, rivelato l’altro ieri nei dettagli dal Times of Israel. “Sono molto fiducioso di raggiungere l’accordo a Gaza”, ribadisce Trump accogliendo Netanyahu alla Casa Bianca. I due leader si sono fatti fotografare all’ingresso della Casa Bianca con il pollice in su, segno di “ok”. Ma fuori dalla narrazione enfatica, la realtà è che la strada del “Piano dei 21 punti” è tutta in salita. Non a Washington, forse, di certo a Tel Aviv.

Secondo un consigliere di Trump, l’opinione all’interno della Casa Bianca è che se Netanyahu non accetterà l’accordo verrà ritenuto responsabile per il proseguimento del conflitto, di “favorire Hamas e non fare nulla per i palestinesi”.Gli arabi sembrano d’accordo al 100% – ha detto – Ora aspettiamo che il presidente faccia la sua magia con Netanyahu”. “Tutti e dico tutti sono esasperati con Bibi”, ha affermato un funzionario dell’Amministrazione citato ancora da Axios, secondo cui l’ultima iniziativa di pace nasce paradossalmente dall’operazione di inizio mese di Israele contro Hamas in Qatar. E ora, secondo il consigliere di Trump da Axios, sia Steve Witkoff che Jared Kushner “ne hanno abbastanza” di Netanyahu. La proposta, presentata ai leader arabi e musulmani a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite la scorsa settimana, include un cessate il fuoco immediato a Gaza e il rilascio di tutti gli ostaggi entro 48 ore. In cambio, previsto un ritiro graduale delle truppe israeliane da Gaza, con l’obiettivo di un cessate il fuoco permanente. La tempistica per il ritiro delle forze armate non è stata specificata, ma sarà legata alla creazione di una forza di stabilizzazione composta da truppe degli stati arabi che garantirebbero la sicurezza della Striscia di Gaza.

Per quanto riguarda invece il governo della Striscia, il piano prevede due livelli: un organismo internazionale e un comitato palestinese. Il primo avrà potere di supervisione sul secondo, mentre non è chiaro il ruolo dell’Autorità Palestinese. Hamas, invece, dovrà deporre le armi e non svolgere alcun ruolo nella governance di Gaza. A riferire questi dettagli è NBC News in contatto con fonti che hanno lavorato al piano. Non è noto se Hamas abbia già visto il piano, che è stato presentato ai leader di Qatar, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Egitto, Turchia, Pakistan e Indonesia, ricevendone un’accoglienza positiva. Il Qatar ha informato Washington di essere in grado di persuadere Hamas ad accettare il piano di Donald Trump e a consegnare le armi. Lo hanno riferito fonti americane a Sky News Arabia, dopo la telefonata del presidente con l’emiro qatarino.

L’estrema destra israeliana è sul piede di guerra

Ogni ipotesi di uno Stato palestinese va eliminata dal tavolo negoziale», avverte il ministro delle Finanze, leader dell’ultradestra, Bezalel Smotrich, elencando le condizioni del suo partito per dare il via libera al piano dell’Amministrazione Trump per la Striscia di Gaza. Tra queste vi sono «il pieno smantellamento e disarmo di Hamas e della Striscia», oltre alla presenza delle forze militari israeliane al confine del territorio costiero – compreso quello egiziano – e la piena libertà di azione dell’esercito a Gaza. Inoltre, nessun ruolo dovrà essere riservato all’Autorità Nazionale palestinese o al Qatar, definito «sponsor del terrorismo»; infine, Smotrich ha insistito sulla necessità dell’annessione della Cisgiordania da parte di Israele, alla quale gli Stati Uniti hanno già opposto il veto.

I più stretti collaboratori del presidente Usa dispensano ottimismo ma al tempo stesso mettono le mani avanti. Israele e Hamas sono “molto vicini” a un accordo quadro che “potrebbe lasciare le parti un po’ scontente” ma porrebbe fine alla guerra a Gaza e garantirebbe una pace duratura in Medio Oriente. Lo ha detto la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, intervenendo al programma Fox and Friends. “Per raggiungere un accordo ragionevole per entrambe le parti, entrambe devono rinunciare a qualcosa e potrebbero lasciare il tavolo un po’ scontenti” ha detto Leavitt. Rinunciare, parola indigesta per Netanyahu. E improponibile per l’estrema destra che lo aspetta al suo rientro. E non sarà un’accoglienza trionfale.

30 Settembre 2025

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