Lo show al Palazzo di Vetro

Bibi il bugiardo: penoso show di Netanyahu all’ONU tra fischi e sala vuota, quiz e isolamento

Accusa i Paesi che hanno riconosciuto la Palestina di stare con Hamas, nega il genocidio e la carestia (“Gli aiuti li rubano i terroristi”), proietta filmati, fa quiz. Ma il mondo ha risposto ai suoi crimini, negandogli ascolto

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

27 Settembre 2025 alle 15:00

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AP Photo/Richard Drew – Associated Press/LaPresse
AP Photo/Richard Drew – Associated Press/LaPresse

L’isolamento è quella sala che si svuota. È nelle decine di delegati che abbandonano la platea prima che inizi a parlare, tra fischi e applausi. Al Palazzo di Vetro è andato in scena lo show di Benjamin Netanyahu, primo ministro d’Israele. Una macabra esibizione tra mappe, quiz e narrazione da eroe di guerra, come l’ha definito il suo amico Trump.

Netanyahu ha mostrato «una grande spilla» durante il suo discorso alle Nazioni Unite invitando a «prendere i cellulari e inquadrare il Qr: vedrete perché combattiamo e perché dobbiamo vincere». Netanyahu ha aggiunto che «il 7 ottobre Hamas ha condotto l’attacco peggiore contro gli ebrei dall’Olocausto, hanno decapitato uomini, stuprato donne, bruciato bambini vivi, questi mostri hanno preso in ostaggio 200 persone». “Hamas vuole colpire ancora come il 7 ottobre. Vogliamo finire il lavoro a Gaza il più velocemente possibile, restano residui di Hamas”. In precedenza l’ufficio di Netanyahu aveva reso noto che sarebbe stato diffuso un «filmato sulle atrocità a partire dal 7 ottobre» «nell’ambito dell’impegno di sensibilizzazione internazionale». Si tratta di un «film completo sulle atrocità in collaborazione tra l’ufficio del Primo Ministro e il portavoce delle Forze di Difesa Israeliane».

Sulla scia del tycoon, anche “Bibi” decide che la migliore difesa è l’attacco. E attacca tutti. Denuncia che “molti Paesi hanno ceduto ad Hamas”. Come? Riconoscendo (151) lo Stato palestinese. «Quando i più selvaggi terroristi sulla terra lodano le vostre decisioni non state facendo qualcosa di giusto, ma di orribilmente sbagliato, che rimarrà come segno di vergogna su tutti voi», sentenzia Netanyahu rivolgendosi ai leader che negli ultimi giorni hanno riconosciuto lo stato di Palestina. «Il no allo Stato palestinese è il no dello Stato e del popolo di Israele, non solo il mio». “Dare ai palestinesi uno Stato a un chilometro di distanza da Gerusalemme dopo il 7 ottobre è come dare uno Stato ad al- Qaeda dopo l’11 settembre a un chilometro da New York”, s’ingegna il “brav’uomo” (copyright Donald Trump).

Netanyahu ha accusato molti leader mondiali di aver «ceduto» ad Hamas «quando le cose hanno iniziato a farsi difficili» per Israele. il premier ha affermato di star affrontando una guerra su sette fronti con poco aiuto: «Ci condannate, ci sottoponete a embargo e minacciate battaglia politica e legale contro di noi». Traditori e pure ipocriti: “Molti leader che pubblicamente ci condannano, privatamente ci lodano: so che dentro di voi sapete che Israele sta combattendo la vostra battaglia”, sostiene Bibi. Poi si esercita in quiz, come se fosse l’animatore di un programma televisivo d’intrattenimento in mondovisione. Netanyahu ha invitato i presenti a fare un “pop quiz”, rispondendo per alzata di mano a delle domande su cartelli da lui mostrati. “Chi grida ‘morte all’America? A. L’Iran; B. Hamas; C. Hezbollah; D. Gli Houthi; E. Tutti le risposte. La risposta corretta è ‘E. Tutte le risposte’”. “Seconda domanda. Chi ha ucciso americani ed europei a sangue freddo? A. Al Qaeda; B. Hamas; C. Hezbollah; D. Iran; E. Tutte le risposte. La risposta esatta è ancora E”, ha spiegato.

La gente di Gaza muore di fame? Macché. Se la popolazione palestinese non ha abbastanza cibo «è perché Hamas lo ruba e lo vende a prezzi esorbitanti», sentenzia o il premier israeliano. “Ci accusano di affamare deliberatamente Gaza. Israele sta deliberatamente sfamando Gaza. Se non c’è abbastanza cibo è perché Hamas lo ruba”, insiste dal podio. A Gaza è in atto un genocidio? Così Netanyahu liquida la pratica: “Cerchiamo di ridurre al minimo le vittime civili. Non diremo ai palestinesi di andarsene. Vi rivolgo una domanda semplice e logica: Quale Paese che commette un genocidio implorerebbe i civili che presumibilmente sta prendendo di mira di togliersi di mezzo? Noi stiamo cercando di farli uscire e Hamas sta cercando di tenerli dentro e li usa come scudi umani”. E ancora: “I palestinesi non credono nella soluzione dei due stati, non vogliono uno stato vicino a Israele ma al posto di Israele”.

Nota bene: Netanyahu parla di palestinesi tout court, non di Hamas. Israele controllerà la Striscia di Gaza e poi sarà istituita un’autorità civile, annuncia Netanyahu. «Dovreste sapere che l’Autorità palestinese (Anp) paga i terroristi per uccidere gli ebrei», afferma il premier israeliano. aggiungendo che l’Anp è «corrotta fino al midollo, non fanno elezioni da 20 anni». «Usano gli stessi testi scolastici di Hamas», ha affermato, chiedendo ai leader presenti: «Sono queste le persone a cui volete dare uno Stato?». È un fiume in piena, Bibi. Inarrestabile. «Le critiche a Israele su Gaza sono bugie antisemite», scandisce, per poi aggiungere: “Il 7 ottobre è stato il peggior attacco dopo l’Olocausto, qualcuno lo ha già dimenticato ma noi no”.

Nel suo intervento all’Onu, Netanyahu ha annunciato che l’Idf ha preso il controllo dei telefoni dei residenti di Gaza e degli attivisti di Hamas e che il suo discorso viene ora trasmesso in diretta tramite quei dispositivi. Lo rende noto l’ufficio del primo ministro israeliano. Il primo ministro – si aggiunge – si rivolge ai residenti di Gaza e chiarisce che la guerra può terminare immediatamente con la restituzione di tutti gli ostaggi, lo smantellamento militare di Hamas e la smilitarizzazione della Striscia. “Chi lo farà vivrà, chi non lo farà, sarà perseguitato”, ha avvertito. “Non vi abbiamo dimenticato, non riposeremo finché non vi avremo riportato a casa”. È il messaggio indirizzato dal premier agli ostaggi tenuti prigionieri a Gaza da Hamas. Il padre dell’ostaggio Bar Kuperstein, Tal, è stato allontanato dalla sede dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite dopo aver urlato il suo dolore e aver interrotto per due volte il discorso del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Tal Kuperstein ha avuto un ictus in seguito a un grave incidente automobilistico e ha difficoltà a parlare. In sedia a rotelle, stava seguendo il discorso di Netanyahu in galleria. L’uomo che si è esibito al Palazzo di Vetro non lo rappresenta.

Intanto, gli attacchi indiscriminati israeliani a Gaza continuano a mietere vittime tra gli operatori umanitari. Una psicologa di 27 anni che lavorava per Juzoor for Health and Community Development, organizzazione partner di Oxfam, è stata uccisa assieme ai suoi 2 figli, Sham di 5 anni e Suleiman di 3. “Siamo sconvolti per quanto successo – spiega Paolo Pezzati, portavoce per le crisi umanitarie di Oxfam Italia – quando è stata uccisa Tasneem era incinta, dopo aver già perso l’anno scorso un altro figlio, Muslam. Nell’attacco è rimasto ferito anche suo marito”. É accaduto il 20 settembre, ma Oxfam ha diffuso ieri la notizia. “Era una persona coraggiosa, che non si tirava mai indietro nell’aiutare gli altri – aggiunge il dottor Umiayeh Khammash, direttore di Juzoor -. Nonostante il costante pericolo ha continuato il suo lavoro fino alla fine. La sua morte, insieme a quella dei suoi figli, è una tragedia straziante. Si continuano a uccidere coloro che cercano di aiutare. È incomprensibile e deve finire. Quando è troppo è troppo”. Salgono a 1600 le uccisioni confermate tra operatori umanitari e sanitari.

27 Settembre 2025

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