Lo sterminio dei palestinesi

Gaza, l’ordine di Israele alle truppe: “Lasciateli morire di fame, dobbiamo annientarli”

L’assedio di Gaza City prosegue all’insegna della barbarie: ieri altri 83 civili uccisi con danni ai pochi ospedali funzionanti. I decessi per fame, esplicita volontà del ministro Smotrich, salgono a 435

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

19 Settembre 2025 alle 08:00

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AP Photo/Yousef Al Zanoun
AP Photo/Yousef Al Zanoun

Gaza, non è guerra ad Hamas. È lo sterminio di un popolo. Nella notte tra lunedì 15 e martedì 16 settembre, l’esercito israeliano ha avviato una massiccia invasione di Gaza City con aerei, droni, missili ed elicotteri. «Questa operazione è solo l’inizio», spiegano i vertici militari israeliani. Tank e corpi speciali hanno avanzato fino al pieno centro della città. Famiglie intere polverizzate, niente più luce e telefono. Molti abitanti restano anche se nessun luogo è sicuro.

Le forze israeliane hanno scatenato una nuova ondata di attacchi su Gaza, colpendo aree vicine ad alcuni dei pochi ospedali ancora funzionanti, mentre prosegue l’attacco via terra su Gaza City. Fonti sanitarie riferiscono ad al-Jazeera di almeno 83 palestinesi uccisi oggi dalle forze israeliane. Missili hanno colpito le aree intorno agli ospedali di al-Shifa e al-Ahli, tra i pochi ancora funzionanti: almeno 15 persone sono state uccise fuori da al-Shifa, mentre altre quattro sono morte in un altro attacco vicino ad al-Ahli. Un bambino e sua mamma sono arrivati già morti all’ospedale Shifa: dormivano e forse non si sono accorti di nulla, quando una bomba da 200 kg ha colpito il loro palazzo. Una famiglia è stata polverizzata nella tenda d’un campo di Muwasi: è vicino alla Zona Umanitaria che il governo ha allestito, per accogliere il milione di fuorusciti da Gaza City.

L’esercito di Tel Aviv colpisce almeno 4 volte all’ora, distruggendo tutto quello che c’è rimasto. L’offensiva di terra di Israele nel nord di Gaza ha lasciato gli ospedali già sovraffollati «sull’orlo del collasso». Lo ha dichiarato il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, chiedendo la «fine di queste condizioni disumane». «L’incursione militare e gli ordini di evacuazione nel nord di Gaza stanno provocando nuove ondate di sfollamenti, costringendo le famiglie traumatizzate a trasferirsi in un’area sempre più piccola e inadatta alla dignità umana», ha affermato Tedros Adhanom Ghebreyesus su X, avvertendo che «gli ospedali, già sovraffollati, sono sull’orlo del collasso, mentre l’escalation della violenza blocca l’accesso e impedisce all’Oms di consegnare forniture salvavita».

L’Onu, nell’inchiesta che ha condotto a dichiarare le azioni di Israele a Gaza un genocidio, ha anche evidenziato la distruzione da parte di Israele del centro di fecondazione in vitro di Al Basma, che ha distrutto 4.000 embrioni e 1.000 campioni di sperma e ovuli, definendola «una misura volta a impedire le nascite tra i palestinesi di Gaza», e uno degli atti definiti di genocidio dalla Convenzione del 1948. Le Nazioni Unite affermano che queste azioni si inscrivono in una campagna sistematica per smantellare il settore sanitario di Gaza, che descrivono come «medicidio»: l’uccisione di operatori sanitari e la distruzione di ospedali per eliminare l’assistenza medica nell’enclave. Mercoledì è stato ucciso, tra gli altri, un operatore di Medici senza Frontiere, il tredicesimo dall’inizio della guerra. Gli ospedali della Striscia di Gaza hanno registrato nelle ultime 24 ore altri quattro decessi dovuti a malnutrizione, tra cui quello di un bambino. Lo riporta oggi il ministro della Sanità dell’enclave palestinese, precisando che sale così a 435 il numero complessivo dei decessi per fame, tra cui quelli di 147 bambini.

L’Integrated Food Security Phase Classification (IPC) ha dichiarato lo scorso 22 agosto lo stato di carestia nella zona settentrionale della Striscia di Gaza. Nei giorni scorsi, l’Unicef ha reso noto che un bambino su cinque è colpito da malnutrizione acuta a Gaza City: «La percentuale di bambini identificati come colpiti da malnutrizione acuta durante i monitoraggi in tutta Gaza è salita al 13,5% ad agosto, dall’8,3% di luglio. A Gaza City, dove la carestia è stata confermata il mese scorso, la percentuale di bambini ricoverati con malnutrizione è stata ancora più alta, pari al 19%, rispetto al 16% di luglio».

Annientati da Israele, isolati dal mondo

Secondo giorno di blackout di internet e comunicazioni a Gaza City, per i danni causati dall’offensiva israeliana a una delle principali linee in fibra ottica. Lo riportano i media palestinesi. L’altro ieri l’osservatorio di controllo della connettività, Netblocks, ha riferito di “una significativa interruzione della connettività nella Striscia di Gaza, con un grande impatto a nord”. Secondo l’organizzazione Euro-Mediterranean Human Rights Monitor, sono circa 800.000 i palestinesi rimasti isolati dal resto del mondo, dopo che Israele ha lanciato le operazioni di terra a Gaza City. È salito a 65.141 morti e 165.925 feriti il bilancio degli attacchi israeliani in corso nella Striscia di Gaza dal 7 ottobre 2023. Lo riferisce l’agenzia di stampa palestinese «Wafa», secondo cui nelle ultime 24 ore si sono registrati 79 morti e 282 feriti. La mattanza continua. E a gioirne è il ministro-colono, Bezalel Smotrich, quello di Gaza come un “eldorado immobiliare”. Un giorno gli chiesero che cos’avrebbe fatto a un bambino palestinese che lancia pietre: «O gli sparo, o lo espello, o lo metto in prigione». Un suggerimento ai militari: «Chi non evacua, non lasciate che se ne vada: senz’acqua e senza elettricità, può morire di fame o arrendersi».
Ecco chi governa oggi Israele.

19 Settembre 2025

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