Apocalisse imminente nella Striscia
Bombe e carestia, a Gaza catastrofe imminente: “450mila bambini rischiano la morte”
L’Unicef esorta i leader mondiali ad intervenire e denuncia: “In meno di 2 anni oltre 50mila bambini sono stati uccisi o mutilati”
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
È molto più di un accorato grido d’allarme. È un’apocalisse imminente che il solo pensarla dovrebbe scuotere la coscienza di chiunque abbia ancora un briciolo di umanità. Oltre 450mila bambini a Gaza City rischiano di morire a causa dell’intensificarsi degli attacchi militari. A Gaza City, solo negli ultimi due mesi, è stato diagnostica un numero impressionante di oltre 10mila bambini affetti da malnutrizione acuta. C’è un alto rischio che alcuni dei 2400 bambini attualmente in trattamento per malnutrizione acuta grave nella zona possano morire di fame.
Di seguito la dichiarazione di Edouard Beigbeder, direttore regionale dell’Unicef per il Medio Oriente e il Nord Africa: “L’escalation dell’offensiva militare a Gaza City sta avendo conseguenze devastanti per oltre 450.000 bambini, già traumatizzati ed esausti da quasi due anni di guerra incessante. Sono sull’orlo della sopravvivenza, mentre si diffondono sia la carestia che la distruzione totale. L’Unicef avverte del rischio di una catastrofe imminente con l’espansione dell’operazione militare. Con rifugi e servizi limitati o inesistenti, l’escalation in corso sta già provocando un numero sproporzionato di vittime civili e sta portando al collasso quasi totale delle ultime risorse di cui i bambini hanno bisogno per sopravvivere”.
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I bambini come Wesam, di tre anni, unica sopravvissuta a un attacco notturno al suo rifugio nel quartiere di Zeitoun a Gaza City, sono particolarmente vulnerabili. Suo fratello, sua madre che aspettava un bambino, suo padre ed entrambi i nonni sono stati uccisi. Lei giace gravemente ferita in un ospedale di Gaza City, dove le è stata quasi amputata una gamba. L’uso di armi esplosive in aree densamente popolate come Gaza City provoca danni devastanti – uccidendo e mutilando civili, compresi bambini, distruggendo case, scuole e sistemi idrici vitali – con il rischio di rendere la città effettivamente inabitabile. È stata confermata la carestia a Gaza City, dove solo negli ultimi due mesi è stato diagnosticato un numero impressionante di oltre 10.000 bambini affetti da malnutrizione acuta. Se privati delle cure, c’è un alto rischio che alcuni dei 2.400 bambini attualmente in trattamento per malnutrizione acuta grave nella zona possano morire di fame.
L’urgenza di agire e salvare vite umane non è mai stata così grande. Siamo inoltre profondamente preoccupati per i rischi che corrono i neonati prematuri nelle incubatrici, i bambini feriti nelle unità di terapia intensiva e i bambini con disabilità, che devono essere evacuati in sicurezza mentre la violenza continua. I medici sono disperati per le loro limitate possibilità di proteggere i loro pazienti. Non c’è nessun posto sicuro dove andare. Il diritto internazionale è chiaro: i bambini devono sempre essere protetti, insieme ai servizi da cui dipendono. L’Unicef ribadisce il suo appello a Israele affinché rispetti i propri obblighi legali ed esorta i leader mondiali ad agire immediatamente per impedire che si verifichi una catastrofe ancora più grave”.
Sottolineando la particolare vulnerabilità dei bambini, l’Unicef chiede inoltre: “Un cessate il fuoco immediato e duraturo, per porre fine alle uccisioni e alle mutilazioni e alle gravi violazioni contro tutti i bambini, e ad Hamas e agli altri gruppi armati di rilasciare immediatamente tutti gli ostaggi e garantire il loro benessere. Un accesso umanitario sicuro e senza ostacoli, per consentire l’afflusso massiccio di aiuti attraverso tutti i valichi disponibili e per fornire cibo, generi alimentari, acqua, carburante e assistenza medica alle famiglie bisognose in tutta la Striscia di Gaza. La protezione dei civili, compresi i bambini, e delle infrastrutture che sostengono i loro bisogni primari, come ospedali e rifugi, dagli attacchi. Protezione continua dei bambini e delle loro famiglie se non sono in grado o non sono disposti a spostarsi a seguito di un ordine di evacuazione; alle persone dovrebbe essere consentito di spostarsi liberamente verso zone più sicure, ma non dovrebbero mai essere costrette a farlo. Accesso sicuro e costante per le organizzazioni e il personale umanitario per raggiungere i bambini e le loro famiglie con aiuti salvavita, ovunque si trovino nella Striscia di Gaza”.
Avverte il responsabile dell’Unicef: “Qualsiasi ulteriore intensificazione dell’offensiva militare a Gaza City moltiplicherebbe esponenzialmente le sofferenze dei bambini, strappando loro anche l’ultima residua protezione. Secondo le notizie, in meno di due anni oltre 50.000 bambini sono stati uccisi o mutilati. Quanti altri ne occorreranno prima che il mondo agisca? Non possiamo continuare a deluderli”. Una domanda che reclama risposta. Da chi avrebbe gli strumenti per agire e non lo fa.