Un'altra inchiesta per l'icona

Omicidio alla Reggia di Capodimonte, ancora un giallo per Matilde Serao: il romanzo “Buio sulla città” di Massimiliano Virgilio

La notte del Grande Oscuramento, il black out, il cadavere di una ragazza bellissima è stato ritrovato nel Parco. È una figlia della Napoli Bene e la scena del delitto ricorda una novella della scrittrice del Mattino. Giornalismo e femminismo

Cultura - di Antonio Lamorte

12 Settembre 2025 alle 18:21

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Il murales di Trisha e la cover del romanzo
Il murales di Trisha e la cover del romanzo

Che razza di screanzato può chiedere a un’eroina femminista, anche se moglie, di scrivere un articolo sulle differenze tra donne brune e donne bionde. E su quali siano le preferite dagli uomini nel momento storico in questione. Quale capa gloriosa quando c’è un Regno appena nato, una città ripetutamente sventrata, un popolo dimenticato all’interno di un popolo incasinato. È il giornalismo bellezza: e chi lo può sapere meglio di Matilde Serao, giornalista più conosciuta dello Stato e inventrice dei mosconi, protagonista nei salotti letterari e flaneur dei bassifondi di nuovo alle prese con un torbido delitto, un omicidio misterioso nel romanzo Buio sulla città di Massimiliano Virgilio, Una nuova inchiesta per Matilde Serao (Feltrinelli).

Arriva nelle librerie dopo il precedente, Luci sulla città, in cui lo scrittore napoletano aveva preso quell’icona, l’aveva fatta protagonista da romanzo giallo, aveva alterato la ricerca storica con l’invenzione della fiction e l’aveva rimessa nel ventre di Napoli, come l’opera che con nove puntate su Il Corriere di Roma, tra bassi e fondaci, resta ancora oggi un punto di riferimento del racconto della città. Questa volta invece che dalle parti del Centro Storico e del Rettifilo, è al Parco della Reggia di Capodimonte che si è consumato l’efferato delitto di quella che non è soltanto una ragazza bellissima ma che è anche la figlia di una famiglia aristocratica – oggi si direbbe della “Napoli Bene”.

Non solo: la scena del delitto ricorda da vicino una sua novella pubblicata anni prima e l’omicidio si è consumato durante il Grande Oscuramento, un black out improvviso in una notte d’autunno. Ma Serao, “a’ signora”, in mezzo al turbinio di proto e tipografi, di vice e cronachisti, di collaboratori e strilloni, è abbattuta, ammappusciata da una relazione compromessa dal fedifrago marito, il direttore del Mattino Eduardo Scarfoglio, e da quella che già si è arenata con il poeta squattrinato Mario Giobbe. Allo stesso tempo la insegue una grottesca Presenza che ha le sue sembianze. E lei pensa di essere impazzita.

 

 

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Nessuno che le chieda mai perché, chi sia mai lei per fare quelle domande, per spingersi così a fondo, oltre la verità ufficiale delle forze dell’ordine: perché tutti conoscono quel nome, tutti rispettano quella figura che ancora crede nel potere della parola scritta, unica arma contro le fake news. “Ci sono sempre quattro versioni di ogni storia: la tua versione, la loro, la verità, e ciò che è davvero successo”. Sembra tutto un pretesto per una narrazione stratificata e scorrevole, sparuti napoletanismi, che appare anche più eclettica nella trama e più libera nell’invenzione rispetto al capitolo precedente.

E che si sofferma e approfondisce, oltre che sullo Stato della città e sui progressi della tecnologia, soprattutto sul giornalismo più di oggi che di ieri (“nessuno leggeva i suoi articoli con l’attenzione di una volta: tutti ormai sembravano indaffarati in altro, a esprimere opinioni invece che a leggerle, e questo accadeva perché la gente non voleva pensare, non voleva sforzarsi di capire, anzi, desiderava che le false notizie fossero vere, perché la vita era difficile, intricata, richiedeva uno sforzo di comprensione smisurato”) e su quello che che per brevità chiameremo femminismo: il patriarcato, le relazioni coniugali, quelle extraconiugali, l’eteropessimismo di cui tanto si parla in questi tempi.

Certi uomini – o tutti gli uomini? – non cambiano: si rivelano impostori, poco più che poser, moderni maschi performativi. “La società, con la sua evoluzione, gli suggerisce di cambiare, di rispettare le donne, di dichiararsi pentiti se sbagliano, ma non ci credono davvero. Fingono di crederci per educazione, per convenienza. Diciamo così: per adeguarsi al progresso”. Serao indaga tra l’umanità del Ventre, dell’oratorio di Santa Maria della Fede e del Real Albergo dei Poveri, dei palazzi e delle colline di Napoli per sgamare e incastrare come il tenente Colombo tra gli alibi ovattati e l’eleganza spietata dei ricconi di Bel Air. E si staglia infine all’orizzonte l’esordio di un cattivone, il primo della saga qualora dovesse avere un altro seguito. Nel 2027 saranno 100 anni dalla morte della scrittrice, che la colse mentre scriveva nella sua casa alla Riviera di Chiaia.

 

 

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12 Settembre 2025

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