Due pesi e due misure

Israele non esclusa dalle competizioni di calcio, l’ammissione del presidente Uefa Ceferin: “Per la Russia pressioni politiche”

Esteri - di Redazione

3 Settembre 2025 alle 17:36

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Israele non esclusa dalle competizioni di calcio, l’ammissione del presidente Uefa Ceferin: “Per la Russia pressioni politiche”

Su Ucraina e Gaza ci sono stati due pesi e due misure in ambito sportivo. Lo ha ammesso con una “confessione” chiarissima il presidente della UEFA, l’unione delle federazioni calcistiche europee, lo sloveno Aleksander Ceferin.

In una intervista a Politico il capo della UEFA, che organizza tra le altre cose la Champions League, ha spiegato senza mezzi termini dietro l’esclusione dei club russi e della Nazionale di Mosca dalle competizioni calcistiche vi sono state “pressioni politiche”, mentre per una eventuale mossa analoga contro Israele va segnalata “più una pressione della società civile che dei politici”.

Ceferin, sulla falsariga di quanto detto lunedì in conferenza stampa dal commissario tecnico della Nazionale italiana Gennaro Gattuso, ha detto di essere “ferito personalmente” per quanto sta accadendo da quasi due anni nella Striscia di Gaza. “Mi uccide, ma non sono favorevole all’esclusione. Cosa può fare un atleta al suo governo per fermare la guerra? È molto, molto difficile”, sono state le sue parole nel rispondere a una domanda sulla possibilità di escludere le squadre israeliane dalle coppe europee per il massacro portato avanti nell’enclave palestinese.

Ben diverso era stato il comportamento della UEFA dopo la brutale aggressione russa in Ucraina del febbraio 2022, quando l’organizzazione punì rapidamente atleti e club russi escludendoli dalle competizioni europee. Una decisione che, Ceferin lo dice tra le righe, ovviamente non ha avuto alcun effetto. “La squalifica per le squadre russe dura, credo, da tre anni e mezzo. La guerra è finita? Non è finita. Quindi per ora, non lo so”, ammette il capo della UEFA.

E sempre a proposito della punizione contro i club russi, Ceferin a Politico svela un retroscena che fa ben capire il clima in cui la UEFA ha dovuto prendere certe decisioni. L’organizzazione aveva ragionato infatti sulla possibilità di riammettere le squadre giovanili russe, per costruire un primo ponte di dialogo: “Volevamo riportare i giovani, ragazzi e ragazze sotto i 17 anni, abbiamo persino ottenuto il sostegno del nostro comitato esecutivo. Ma poi c’è stata una tale isteria politica”.

Ceferin racconta di una vera e propria rivolta, con pressioni personali nei confronti di chi era delegato a decidere in ambito UEFA: “Erano così attaccati privatamente, personalmente, che non ne potevano più”.

di: Redazione - 3 Settembre 2025

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