L'assalto all'Ocean Viking

Assassini libici mitragliano migranti e soccorritori con armi italiane: il governo Meloni tace e incoraggia

La guardia costiera di Tripoli, con le motovedette donate da Roma, ha cercato di fare una strage. Da Palazzo Chigi neanche un fiato. E ieri un nuovo sequestro contro una barca che aveva salvato 22 persone

Politica - di Piero Sansonetti

27 Agosto 2025 alle 07:00

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Photo credits: Sos Mediterranee/X
Photo credits: Sos Mediterranee/X

Le autorità europee stanno indagando sull’assalto armato dei militari libici contro la Ocean Viking, una delle navi Ong più attive nei soccorsi nel Mediterraneo. L’assalto è avvenuto domenica pomeriggio. I libici hanno sparato sulla Ocean Viking per mezz’ora, mirando anche al ponte di pilotaggio. Volevano uccidere. Anche la Guardia Costiera italiana sta esaminando i filmati e raccogliendo materiale di indagine a bordo della nave che nel frattempo è attraccata. Non risulta al momento che sia stata aperta un’inchiesta della magistratura. Vedremo.

Quello che sicuramente non è successo è che ci sia stato un passo ufficiale del governo italiano. Neanche una dichiarazione, un tweet, una riga sui social. Quelle delle quali Salvini, Meloni e Crosetto sono sempre prodighi. Silenzio. Forse non solo perché il governo italiano è ormai arroccato dietro la cosiddetta “linea della deterrenza” (cioè: meno gente salvi in mare meno gente sbarca in Italia) che è diventata ormai parte della teoria politica del centrodestra in tema di immigrazione; ma anche per un’altra ragione: la motovedetta della Guardia Costiera libica che ha dato l’assalto alla Ocean Viking, tentando di uccidere i soccorritori e i naufraghi, e mancando la strage solo per imperizia, era una motovedetta regalata alla marina libica dall’Italia. Probabilmente il governo italiano sa di essere complice.

Questa circostanza può essere importante per gli investigatori. Faccio un ragionamento molto semplice. Se si fosse scoperto che io avevo regalato alle Brigate Rosse la Renault rossa nella quale fu ucciso Aldo Moro, voi credete che sarei rimasto a piede libero? Ci sarebbe stata comunque un’indagine per sapere se avevo regalato quella automobile per ragioni diverse dal favoreggiamento, e perché non sapevo che le Brigate Rosse avevano rapito Moro. Qui la situazione è la stessa. Il governo potrebbe sostenere una tesi altrettanto ardita. Cioè che non sapeva che le milizie libiche e anche la guardia costiera non effettuano mai azioni di soccorso ai naufraghi, ma si limitano a intercettarli, catturarli, metterli in campi di concentramento e poi venderli come schiavi, o ucciderli, oppure chiedere loro dei soldi per liberarli e fargli di nuovo tentare la fuga in mare.

I responsabili del dono ai libici dovrebbero dire: “No, non avevamo mai letto i giornali indipendenti, noi, siccome siamo di destra, leggiamo solo i giornali di destra e i giornali di destra queste cose non le scrivono”. Però sarebbe difficile sostenere questa tesi dopo il caso Almasri. I due scandali (che sono cento volte più gravi di tutte le tangentopoli del mondo, comprese le ultime) sono strettamente legati. E raccontano di un nodo potente che unisce il governo italiano alle bande libiche. Sul piano politico questo è un fatto indiscutibile. E infame. Sul piano giudiziario la magistratura dovrà lavorare, in parte lo ha già fatto chiedendo al Parlamento di poter processare i ministri Piantedosi e Nordio e il sottosegretario Mantovano. Per il caso Almasri. Vedremo se interverranno anche per l’assalto alla Ocean Viking. La speranza è che il governo all’ultimo momento ci ripensi e compia un passo formale contro la Libia. Tenendo conto del fatto che se non si muove per proteggere l’incolumità delle Ong che salvano i naufraghi, sarà sempre più difficile trovare persone disposte a mettere in gioco ogni giorno la propria vita per una azione umanitaria in contrasto con il governo italiano.

Cosa può fare il governo?

Innanzitutto, lo abbiamo detto cento volte, disdire il protocollo di intesa tra Italia e Libia. Chiunque, anche conoscendo poco i fatti, capisce che un protocollo d’intesa tra un governo democratico occidentale e una banda criminale non è ammissibile. Il governo dice: “ma non siamo stati noi a scrivere quel protocollo”. Vero. Fu inventato da un ministro dell’Interno molto creativo di un governo di centrosinistra. Il governo Gentiloni. E allora? A parte il fatto che poi quel testo fu peggiorato, in sede di rinnovo, dal centrodestra, questo non toglie che oggi è necessario cancellare quell’orrore. Siamo arrivati a un punto limite: forze attrezzate e finanziate dal governo italiano hanno tentato di far strage sulla Ocean Viking. Io non credo che possiamo aspettarci niente dal ministro Piantedosi, che ha una idea di lotta all’immigrazione da far invidia anche a Salvini; ma la presidente del Consiglio, che molti considerano una statista, può disinteressarsi della cosa e lasciare che i suoi ministri continuino ad essere complici dei tagliagole?

Per fortuna in mare i salvataggi vanno avanti. Ieri il veliero Astral della Ong “Open Arms” ha messo in salvo 130 persone che stavano andando alla deriva su un barchino di legno in avaria. Tra i naufraghi ci sono 18 donne e sei bambini, quattro dei quali sono dei neonati. Se l’Astral non fosse intervenuta sarebbero morti tutti. Un’altra barca a vela, la Trotamar III, tedesca, invece ha dovuto cavarsela in un’altra brutta avventura. Anzi, due. Un attacco libico e poi un attacco italiano. Il 23 agosto è stata accostata dalla guardia costiera libica che le ha intimato di allontanarsi e poi l’ha spinta fuori rotta minacciandola ad armi spianate. Il giorno dopo la barca è tornata in zona e ha trovato un barchino con 22 persone alla deriva da diversi giorni. Li ha salvati e li ha portati a Lampedusa. Anche loro sarebbero morti senza la Trotamar. A Lampedusa la barca tedesca è stata bloccata in porto dalle autorità italiane che hanno accusato il comandante di non avere obbedito alle direttive dei tagliagole libici. Pazzesco.

Per ora fermo qui questa cronaca. Sicuramente in vari punti del Mediterraneo stanno avvenendo cose simili. Succedono tutti i giorni. Noi non possiamo fare niente. Solo raccontarle. E restare basiti di fronte al cinismo del governo italiano. Mi viene da ridere quando sento parlare di legalità. Figuratevi, il governo ha detto di avere sgomberato il Leoncavallo per ristabilire la legalità. Da non crederci. Quando si deciderà a sgomberare la Sar libica, o almeno a chiedere all’Organizzazione marittima internazionale di abolire quella zona franca dove avvengono centinaia di omicidi a settimana?

27 Agosto 2025

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