La campagna negazionista

Gaza, chi sono gli influencer mandati da Israele nella Striscia: “Qui pieno di cibo, menzogne su fame e carestia”

La propaganda di Netanyahu mentre l'ingresso nella Striscia resta vietato ai giornalisti

Esteri - di Antonio Lamorte

25 Agosto 2025 alle 11:03

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A Gaza “tutto ciò che vedo è cibo, acqua opportunità”. E non macerie, vittime che secondo il ministero controllato da Hamas sarebbero ormai oltre 62mila – per i dati della rivista medica The Lancet erano più di 70mila già lo scorso gennaio, non la carestia “provocata dall’uomo” denunciata dalle organizzazioni internazionali. A Gaza “tutto ciò che vedo è cibo, acqua opportunità”. Proprio così: parola di influencer, uno dei dieci entrati nella Striscia per volere di Israele in una campagna di informazione – ovvero: propaganda – visibile anche in Italia, su Youtube, e che tenta di ribaltare la narrazione sulla carneficina in corso in Medio Oriente.

Per la direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite, Cindy McCain, la situazione nella Striscia è catastrofica. “C’è una malnutrizione molto grave. Avete visto persone morire di fame lì – ha detto in un’intervista al canale giapponese Nhk – è molto difficile quando ci puntano contro le armi, i carri armati o qualsiasi altra cosa”, ha aggiunto sul Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite e le possibilità di fornire gli approvvigionamenti ostacolate dall’esercito israeliano. Per il ministero della Salute controllato da Hamas, il bilancio complessivo delle vittime per fame e malnutrizione dall’inizio della guerra è salito a 271 morti, tra cui 112 bambini. E invece no.

“Sono qui a Gaza – racconta in un contenuto lanciato sui social l’americano Xavier du Russeau, 1 milione e 300.000 followers – e tutto quello che vedo è cibo, acqua e opportunità, solo che Hamas invece di distribuire gli spaghetti si mangia tutto, ecco perché i suoi leader prendono l’Ozempic”. L’Ozempic è un farmaco usato per dimagrire. Soltanto un po’ di ressa invece, per l’influencer originaria di Miami, in Florida, Brooke Goldstein, oltre 150mila follower, entrata nella Striscia con la Gaza Humanitarian Foundation, l’organizzazione incaricata da Israele di distribuire gli aiuti.

 

 

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Proprio nei punti di distribuzione si sono verificate alcune delle stragi più gravi e feroci degli ultimi mesi. Organizzazioni palestinesi e internazionali hanno accusato l’esercito israeliano di aver aperto il fuoco proprio sulla folla di civili accorsa nei pressi di questi punti di distribuzione mentre aspettavano il cibo. “Sono orgogliosa di voi ragazzi”. Jeremy Abramson, seguito da due milioni di followers, incolpa Hamas e le Nazioni Unite del cibo che non passa e che non viene distribuito.

Xaviaer DuRousseau è un influencer repubblicano conservatore Gen Z con centinaia di migliaia di follower su Instagram, Facebook e TikTok, ha pubblicato anche un video in cui mostrava bancali di cibo e altri aiuti in attesa di consegna: “Potete odiarmi quanto volete per aver voluto vedere la verità, ma non cambierà i fatti. Israele NON è la ragione per cui molti palestinesi muoiono di fame”. Marwan Jaber, 16enne israeliano druso con quasi 250.000 follower, ha pubblicato un video in cui critica i membri delle Nazioni Unite a Gaza. “Vergognatevi per non aver fatto nulla”.

 

 

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La campagna è stata organizzata dal ministero israeliano per gli Affari della Diaspora per dimostrare il “meccanismo di distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza” e per “confutare le menzogne di Hamas diffuse dai media stranieri”, si legge in una nota del ministero. “Il tour si è svolto nell’ambito della lotta contro la campagna di Hamas per screditare Israele – la ‘campagna della fame’ – che mira a danneggiare l’immagine del Paese sulla scena internazionale”. Già all’inizio del mese il quotidiano Haaretz aveva riportato dello stanziamento di decine di migliaia di dollari da parte del ministero degli Esteri israeliano per portare influencer dagli Stati Uniti in Israele tramite l’organizzazione filo-coloni Israel 365.

“Tra i partecipanti – scriveva il quotidiano – al tour figuravano Xaviaer DuRousseau, influencer conservatore repubblicano di Gen Z, oltre 1 milione di follower tra Instagram, Facebook e TikTok; Marwan Jaber, giovane druso israeliano di 16 anni con quasi 250.000 follower su Instagram; Jeremy Abramson, ebreo americano residente in Israele con oltre 450.000 follower su Instagram; Brooke Goldstein, avvocata di Miami legata alla destra, con 150.000 follower complessivi e direttrice del Lawfare Project, che fornisce supporto legale gratuito alla comunità ebraica nel mondo, oltre agli israeliani Shiraz Shukrun e David Mayofis”.

Oltre 100 ong internazionali hanno firmato una lettera aperta in cui contestano le accuse di disinformazione sulla carestia in corso nella Striscia. Il tour degli influencer è stato attivato mentre resta interdetto l’ingresso a Gaza ai giornalisti: a fotografare e filmare la strage in corso sono soprattutto reporter palestinesi, spesso accusati di essere collusi con Hamas, che dall’inizio della risposta militare di Israele ai massacri di Hamas del 7 ottobre 2023 hanno documentato quello che sta accadendo. Proprio questa mattina la notizia di un altro raid sull’ospedale Nasser a Khan Younis, nel sud della Striscia: 14 vittime tra cui altri tre giornalisti.

25 Agosto 2025

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