L'invasione è iniziata

Gaza assediata, Cisgiordania colonizzata: scatta la fase finale di Netanyahu, Stato palestinese cancellato

Israele ordina l’evacuazione forzata di civili verso Sud. E intanto in Cisgiordania il governo israeliano annuncia la “fine della soluzione dei due Stati”. Schlein attacca Meloni: “Perché non dice cosa farà il governo italiano per fermare il piano criminale di Netanyahu?”

Esteri - di Umberto De Giovannangeli

22 Agosto 2025 alle 10:44

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AP Photo/Maya Levin
AP Photo/Maya Levin

Il portavoce delle Forze di difesa israeliane (Idf), il generale di brigata Effie Defrin, conferma che l’esercito dello Stato ebraico ha dato il via alla prima fase dell’invasione terrestre di Gaza City. «Abbiamo avviato le operazioni preliminari e le prime fasi dell’attacco: le nostre forze controllano già la periferia» della città, ha dichiarato Defrin in un comunicato ufficiale citato dai media internazionali.

I “Carri di Gedeone 2” si stanno già muovendo alla periferia della città di Gaza. L’obiettivo è la cattura di quello che una volta era il centro principale della Striscia e che in questi ventidue mesi di conflitto è rimasto il punto dove si sono ammassati oltre un milione di palestinesi, costretti a fuggire dall’offensiva militare. I comandanti vogliono spingerli a forza verso sud, verso la città di Rafah e il confine con l’Egitto. Un’altra deportazione. «Ormai Hamas è ridotto a un gruppo di guerriglia malconcio», proclama il portavoce dell’esercito. «Colpiremo ancora più in profondità nella città di Gaza, una roccaforte del terrore».

La nuova invasione ordinata dal governo di Benjamin Netanyahu richiede la mobilitazione di 130mila riservisti, tra loro 60mila hanno già ricevuto i messaggi di richiamo, e lo Stato Maggiore calcola che gli scontri andranno avanti anche nel 2026. L’esercito israeliano ha dichiarato di aver informato il personale medico e i gruppi umanitari nel nord di Gaza di iniziare a elaborare piani di evacuazione dei civili verso sud, in vista dell’offensiva militare per conquistare l’area. Questa settimana, i funzionari militari israeliani hanno informato «i funzionari medici e le organizzazioni internazionali nella Striscia di Gaza settentrionale…di prepararsi per l’evacuazione della popolazione verso la Striscia di Gaza meridionale», si legge nella dichiarazione rilasciata dall’esercito.

Nella Striscia di Gaza è di almeno 70 morti, fra cui 18 persone che erano in cerca di aiuti, e 356 feriti il bilancio degli attacchi israeliani nelle ultime 24 ore. Lo riferisce il ministero della Sanità di Gaza, precisando che questo porta il bilancio complessivo dall’inizio della guerra a 62.192 palestinesi morti e 157.114 feriti. Sempre secondo il ministero, il numero totale di persone in cerca di aiuto uccise dal 27 maggio, quando Israele ha introdotto il nuovo meccanismo di distribuzione degli aiuti attraverso la Gaza Humanitarian Foundation (Ghf), è salito a 2.036 morti e 15.064 feriti. Prima dell’ottobre 2023, ci vivevano 750mila persone in un’area di 45 chilometri quadrati: circa 9.983 abitanti per chilometro quadrato. Milano ne conta 7.843, Roma 2.200. Durante l’ultimo cessate il fuoco di gennaio, 800mila tra uomini e donne hanno fatto ritorno in ciò che rimane della città, nei suoi palazzi sventrati, nelle strutture umanitarie diroccate, nelle tende.

Da Gaza alla Cisgiordania

La soluzione finale della questione palestinese non ha confini. L’approvazione del progetto di un mega insediamento israeliano in Cisgiordania rappresenta – ha detto il ministro delle Finanze Bezalel Smotrich – «un passo significativo che cancella praticamente l’illusione dei due Stati e consolida la presa del popolo ebraico sul cuore della Terra d’Israele». E aggiunge: «Lo Stato palestinese viene cancellato dal tavolo non con slogan, ma con i fatti. Ogni insediamento, ogni quartiere, ogni unità abitativa è un altro chiodo nella bara di questa pericolosa idea».

«Meloni oggi ha rotto tardivamente il suo silenzio sull’occupazione di Gaza con parole che sembrano quelle di una opinionista. Che la situazione sia drammatica a Gaza non serviva lei per dirlo. Quello che non dice invece è quello che ci si aspetta dalla Presidente del Consiglio: quali azioni immediate e concrete intende intraprendere il governo italiano per fermare Netanyahu e il suo piano criminale, che sta procedendo alla piena occupazione di Gaza dopo aver già massacrato 60mila palestinesi». Così la segretaria del Pd, Elly Schlein, in una nota. «L’Italia interromperà gli accordi di cooperazione con il governo israeliano che viola il diritto internazionale? È arrivata o no l’ora delle sanzioni per Netanyahu e i suoi ministri che festeggiano l’occupazione come la fine della prospettiva di due popoli e due Stati? E l’Italia, come hanno fatto tanti altri Paesi europei, riconoscerà subito lo Stato di Palestina? Meloni ci dica questo invece che fare l’analista, ha il potere e la responsabilità di farlo: mandi un segnale chiaro rispetto al posizionamento del nostro Paese negli equilibri geopolitici mondiali e nella storia, metta l’Italia dalla parte della giustizia e della legalità internazionale, senza doppi standard e doppi pesi dovuti alla sua subalternità ideologica a Netanyahu e Trump», conclude la segretaria dem.

22 Agosto 2025

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