Il vertice di Ferragosto
Ucraina, verso l’incontro Trump-Putin in Alaska: il miraggio di una pace fredda
Il tycoon ribadisce: “Non è la mia guerra, ma quella di Biden”. La Russia chiede il ritiro ucraino nel Donetsk, ma Zelensky - la cui presenza al vertice è in dubbio - rifiuta concessioni e denuncia un’escalation di attacchi
Esteri - di Umberto De Giovannangeli
In Alaska per provare a raggiungere una pace “fredda”. Un vertice a due, con il terzo in lista d’attesa. Dopo quello in Alaska, l’incontro successivo sarà tra «Vladimir Putin e Volodymyr Zelensky» o tra «Zelensky, Putin e me». Lo ha detto Donald Trump parlando alla Casa Bianca. “Vedrò Putin venerdì e dopo due minuti saprò esattamente se si può fare un accordo”, anticipa il “cronometrico” tycoon. “Non sta a me fare un accordo fra la Russia e l’Ucraina. Vado a vedere i parametri. Potrei andarmene e dire buona fortuna e quella sarà la fine. Vedremo cosa Putin ha in mente”, ha aggiunto Trump. “Parlerò con Putin, gli dirò di mettere fine alla guerra”, afferma The Donald sottolineando di attendersi un dialogo “costruttivo” con Putin. L’inquilino della Casa Bianca mette le mani avanti. Comunque vada, per lui sarà una vittoria.
Trump ribadisce di “non avere nessun obbligo” verso l’Ucraina e la guerra. “Guardate – dice in conferenza stampa – questa è la guerra di Joe Biden. Non è la mia guerra. Ho fatto un accordo con la Nato un mese fa. In realtà, voi l’avete coperto in modo molto accurato, in cui non paghiamo più nulla. Sapete, non stiamo pagando nulla. Loro stanno comprando cose da noi, e la Nato ci sta pagando”. Quanto all’Europa, non c’è posto al tavolo del negoziato. Né a Ferragosto né dopo. Trump ha messo l’Unione europea in seconda fila riguardo all’incontro con Vladimir Putin e ha fatto pressione al presidente ucraino Volodymyr Zelensky perché abbassi le pretese. “Incontrerò il presidente Putin – ribadisce il presidente USA in conferenza stampa – e vedremo cosa ha in mente. E se sarà un accordo equo, lo rivelerò ai leader dell’Unione Europea e ai leader della Nato, e anche al presidente Zelensky”. “Penso che, per rispetto – ha aggiunto – lo chiamerò per primo, e poi chiamerò loro dopo, e potrei dire: ‘Buona fortuna, continuate a combattere’. Oppure potrei dire: ‘Possiamo trovare un accordo’”.
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“Vi dirò questo – ha continuato – ho visto un sondaggio proveniente dall’Ucraina: l’88% delle persone vorrebbe che si raggiungesse un accordo”. “Ci sarà uno scambio di territori, lo so dalla Russia”, anticipa il tycoon, dicendosi “contrariato” dalle dichiarazioni di Volodymyr Zelensky sul rifiuto di cedere territori.
Quanto a Mosca, le voci filtrate dal Cremlino indicano la possibilità che Putin proponga una tregua aerea. “Un’altra settimana si è conclusa senza alcun tentativo da parte della Russia di accogliere le numerose richieste della comunità internazionale e fermare le uccisioni. Solo nelle ultime 24 ore, sul fronte, si sono registrati 137 scontri armati, e questo accade ogni giorno. L’esercito russo non riduce la propria pressione e non tiene conto delle perdite”. È quanto afferma in un messaggio pubblicato su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che sottolinea come nell’ultima settimana i russi hanno utilizzato più di mille bombe aeree e quasi 1.400 droni d’attacco contro l’Ucraina.
“Continuano anche gli attacchi missilistici. Difendiamo la vita della nostra popolazione e rafforziamo le nostre difese aeree. Questa è la situazione sul fronte, e la diplomazia deve adeguarsi di conseguenza”. “La Russia sta trascinando la guerra e, per questo, merita una pressione globale ancora più forte – afferma Zelensky -. Si rifiuta di fermare le uccisioni e quindi non deve ricevere alcuna ricompensa o beneficio. Questa non è solo una posizione morale, ma anche razionale: le concessioni non convincono un assassino, mentre una protezione realmente forte della vita ferma i killer. Ringrazio tutti coloro, nel mondo, che ci aiutano a rimanere forti e a avvicinare una pace autentica – una pace basata sulla forza. È l’unica pace possibile con la Russia”. La scorsa settimana, il presidente russo ha presentato un piano all’amministrazione americana per il cessate il fuoco che include importanti concessioni territoriali da parte di Kiev.
L’ “offerta” prevede che l’Ucraina si ritiri da tutta la regione del Donetsk. Diversi analisti militari osservano che, sebbene le truppe di Putin siano continuate ad avanzare negli ultimi mesi, nel Donetsk sono ancora impantanate nelle battaglie per Pokrovsk e Chasiv Yar, e che sarà dunque molto difficile conquistare le roccaforti di Slovyansk e Kramatorsk e dichiarare la vittoria nella regione, annessa nel 2022 assieme a quelle di Kherson, Zaporizhzhia e del Lugansk, che è sotto controllo russo. La Crimea era già stata annessa nel 2014 dopo un controverso referendum. Insomma, secondo gli europei se si dovrà arrivare a concessioni territoriali dovranno essere reciproche, e se Kiev si ritira dal Donetsk allora Mosca dovrà cedere il territorio conquistato nella regione del Kherson e in quella di Zaporizhzhia. E il cessate il fuoco deve essere una precondizione, “non una concessione di Putin”.