La mobilitazione

Chi è “Nicolas che paga”: il nuovo movimento di estrema destra in Francia che preoccupa Macron come i Gilet Gialli

Parigi alle prese con una manovra finanziaria delicatissima, verso un autunno incandescente. Il marchio "C'est Nicolas qui paie" è già stato depositato

Economia - di Redazione Web

12 Agosto 2025 alle 14:12

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French President Emmanuel Macron arrives at the Guildhall banquet in London, Wednesday, July 9, 2025. (AP Photo/Alastair Grant) Associated Press / LaPresse Only italy and spain
French President Emmanuel Macron arrives at the Guildhall banquet in London, Wednesday, July 9, 2025. (AP Photo/Alastair Grant) Associated Press / LaPresse Only italy and spain

Chi è mai questo Nicolas di cui tanto si parla in Francia. “Nessuno ha mai visto Nicolas – si legge su Le Monde – Ma il 29 aprile, Nicolas è salito sul podio dell’Assemblea Nazionale. ‘Ogni mese, è Nicolas che paga’”, ha detto il deputato Gérault Verny, dell’Unione delle Destre per la Repubblica, rivolgendosi alla ministra del Bilancio Amélie de Montchalin. È diventato al tempo stesso lo slogan e il nome del nuovo movimento, “C’est Nicolas qui paie” – partorito nella galassia dell’estrema destra che agita la Francia già proiettata alla mega-manifestazione che si propone di bloccare il Paese il prossimo 10 settembre.

Nicolas è un uomo comune, un trentenne urbano e istruito, almeno diplomato, ma economicamente sacrificato a vantaggio di stranieri e boomer, “un personaggio di fantasia – si legge su Le Monde – che paga saggiamente le sue tasse, i suoi dazi, i suoi oneri e si lascia ‘derubare’ in silenzio dallo Stato”. È diventato in poco tempo virale in Francia per poi passare a una notorietà anche oltre i confini dove è già paragonato a quello dei Gilet Gialli. Una versione francese, destrorsa e tutta da decifrare dell’ “e io pago” dell’indimenticato Antonio De Curtis in arte Totò nei panni del Barone Peletti in “47 morto che parla”.

Il movimento è esploso sui social media dapprima con un senso più satirico e umoristico, successivamente alimentato dalla classe media che accusa le troppe tasse e troppo alte fino ad assumere la forma di una realtà politica. Sono comparsi poster, adesivi, volanti stampati per essere distribuiti. “Non vogliamo creare un partito, un giorno potremmo proporre azioni concrete nelle strade. Stiamo lavorando con volontari per divulgare e diffondere il nostro messaggio”. Già è chiara la sua matrice di estrema destra nel cui crogiolo è germinato.

Il messaggio nemmeno tanto implicito che al tartassato Nicolas affibbia la responsabilità, l’onere e l’onore di caricarsi sulle sue spalle tutta la spesa pubblica a vantaggio di immigrati e pensionati. Su X la pagina ha superato i 72mila follower, circa mezzo milione i post correlati. Al media Politico, un consigliere europeo ha rivelato che il governo di Emmanuel Macron segue la mobilitazione con apprensione. La Francia si prepara a un autunno molto caldo politicamente mentre il premier François Bayrou si è privato delle ferie agostane per lavorare a una manovra finanziaria da 40 miliardi di euro di tagli.

A sette anni dalle proteste dei Gilet Gialli scatenate dagli aumenti sulle accise sul carburante, la manifestazione del 10 settembre contro la manovra finanziaria ha messo insieme estrema destra ed estrema sinistra e altri movimenti antisistema. Verny intanto ha anche depositato il marchio “C’est Nicolas qui paie” presso l’Istituto Nazionale della Proprietà Industriale tramite una delle società di cui è azionista, Artefakt, il cui presidente Erik Tegner è anche direttore editoriale del quotidiano di estrema destra Frontières, del quale il principale azionista è lo stesso Verny.

12 Agosto 2025

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