L'arresto
Jair Bolsonaro arrestato, domiciliari per l’ex presidente brasiliano a processo per il tentato golpe contro Lula
Jair Bolsonaro, l’ex presidente del Brasile e leader dell’estrema destra, è stato messo agli arresti domiciliari. L’ha stabilito il giudice della Corte Suprema Alexandre de Moraes, che guida tutti i casi più importanti nel Paese, in particolare quelli legati al tentativo di golpe orchestrato dallo stesso Bolsonaro dopo la sconfitta alle presidenziali del 2022 contro Luiz Inacio Lula da Silva.
Alla base della decisione del giudice de Moraes c’è la violazione delle misure restrittive imposte contro l’ex presidente nell’ambito del processo in corso contro di lui per il tentato colpo di Stato: al leader dell’estrema destra brasiliana era stato vietato l’uso dei social network, imposto il braccialetto elettronico e vietato di ricevere visite al di fuori di quelle dei suoi avvocati o di persone autorizzate dal tribunale.
Secondo quanto accertato dalle indagini di de Moraes, Bolsonaro avrebbe invece partecipato virtualmente ad una protesta contro la Corte Suprema a Rio de Janiero mantenendo i contatti con gli altri indagati nell’inchiesta, tra cui il figlio Eduardo.
Nell’ordine di arresto il giudice scrive che “agendo illecitamente, l’imputato Jair Bolsonaro si è rivolto ai manifestanti riuniti a Copacabana, a Rio, producendo dolosamente e consapevolmente materiale prefabbricato affinché i suoi sostenitori continuassero a tentar di fare pressione sulla Corte suprema ed ostacolare la Giustizia, tanto che la telefonata con suo figlio, Flávio, è stata pubblicata sulla piattaforma Instagram”.
Il dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha condannato l’ordinanza della Corte Suprema, accusando de Moraes di “soffocare l’opposizione politica” e di violare i diritti fondamentali. L’interferenza della Casa Bianca non è una novità: l’amministrazione Trump ha recentemente sanzionato il giudice de Moraes come ritorsione politica per il processo a Bolsonaro, ha minacciato di dazi al 50% contro il Brasile per le indagini sull’ex presidente che Trump, suo stretto amico, ha definito “una caccia alle streghe”.
Il giudice della Corte Suprema, che ha minacciato di far incarcerare Bolsonaro in caso di altre violazioni delle sue disposizioni, contesta all’ex presidente brasiliano di aver ideato un golpe, di aver incoraggiato i suoi sostenitori ad assaltare i palazzi del potere nella capitale Brasilia l’8 gennaio del 2023 e di aver progettato l’omicidio di tre suoi avversari politici, tra cui il presidente Lula, il vicepresidente Geraldo Alckmin e lo stesso giudice de Moraes.
Già ineleggibile fino al 2030 per i suoi attacchi all’affidabilità delle urne elettroniche, l’ex presidente ora attende l’esito del suo destino legale, che sarà deciso in poche settimane.