La decisione di Parigi
La Francia riconoscerà la Palestina, primo Paese del G7 a compiere un passo storico: contro Macron la rabbia di Israele e Usa
Esteri - di Carmine Di Niro
Mentre i negoziati tra Hamas, Israele e Stati Uniti sono nuovamente in stallo dopo il “no” di Tel Aviv e Washington alle richieste del gruppo radicale palestinese, e la Striscia di Gaza continua quotidianamente a soffrire gli orrori dell’offensiva militare israeliana, che colpisce soprattutto la popolazione civile, è da Parigi che arriva una novità importante sul piano diplomatico.
La Francia, come annunciato dal presidente Emmanuel Macron, riconoscerà ufficialmente lo Stato di Palestina. L’Eliseo lo ha annunciato con i profili social del presidente francese: “Ho deciso che la Francia, fedele al suo impegno storico per una pace giusta e duratura in Medio Oriente, riconoscerà lo Stato di Palestina”.
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La comunicazione ufficiale sarà fatta invece nel prossimo mese di settembre, durante l’Assemblea generale delle Nazioni Unite. Ma intanto Parigi si è portata avanti notificando la sua decisione con una lettera ufficiale indirizzata al presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Mahmoud Abbas. La Francia si unisce così agli oltre 140 Paesi che hanno già riconosciuto la Palestina, ma è la prima nazione del G7 a compiere questo passo storico.
Una decisione immediatamente condannata dal primo ministro Benjamin Netanyahu, i cui rapporti con l’Eliseo sono da tempo ai minimi termini: Parigi da mesi ormai condanna quotidianamente l’offensiva militare israeliana a Gaza e i suoi effetti sulla popolazione civile.
“Uno Stato palestinese in queste condizioni sarebbe un trampolino di lancio per annientare Israele, non per vivere in pace al suo fianco”, è stato il commento di Netanyahu. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha rincarato poi la dose: “Non permetteremo la creazione di un’entità palestinese che danneggerebbe la nostra sicurezza e metterebbe in pericolo la nostra esistenza”.
Al fianco di Israele, non è una sorpresa, si schierano gli Stati Uniti che respingono fermamente il piano” del presidente francese “Emmanuel Macron di riconoscere uno Stato palestinese all’Assemblea generale delle Nazioni Unite”, spiega Marco Rubio, segretario di Stato dell’amministrazione Trump. “Questa decisione sconsiderata non fa che alimentare la propaganda di Hamas e ostacola la pace. È uno schiaffo in faccia alle vittime del 7 ottobre”, le parole di Rubio su X.
Quasi di derisione invece le dichiarazioni di Donald Trump sulla scelta francese di riconoscere lo Stato di Palestina: “Quello che dice non importa, non ha alcun peso“, è stato il commento del presidente Usa, che ha ‘riconosciuto’ al leader francese di essere “un bravo ragazzo”.
Accelerazione francese che arriva non solo nella gravissima crisi umanitaria di Gaza, come denunciato da oltre 100 Ong, ma col voto di una mozione non vincolante da parte della Knesset, il Parlamento monocamerale israeliano, che chiede l’annessione della Cisgiordania.
E l’Italia? Le parole del ministro degli Esteri Antonio Tajani sono ben diverse da quelle del presidente francese Macron. Il leader di Forza Italia, in apertura del Consiglio nazionale del partito, ha chiarito che per il governo Meloni “il riconoscimento del nuovo Stato palestinese deve avvenire in contemporanea con il riconoscimento da parte loro dello Stato di Israele”.
Parole “incomprensibili” per la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che ha sottolineato un dato ovvio al titolare della Farnesina: “Oggi uno Stato esiste mentre l’altro è illegalmente occupato. Il riconoscimento della Palestina è il passo necessario per la pace“. Sempre dai Dem è l’ex presidente della Camera Laura Boldrini a ricordare al ministro Tajani che “l’Autorità nazionale palestinese riconosce già Israele, da tempo”.