La guerra
Israele, la verità del ministro di ultradestra di Netanyahu: “Tutta Gaza sarà ebraica, la stiamo cancellando”
Le parole di Amihai Ben-Eliyahu condannate dall'opposizione. "È esattamente ciò che dicevano in Germania”. Il premier richiama la squadra negoziale dal Qatar, caos nelle trattative su cessate il fuoco e liberazione degli ostaggi
Esteri - di Redazione Web
Anche in Israele stanno facendo discutere le dichiarazioni di un ministro di ultradestra del governo di Benjamin Netanyahu. “Tutta Gaza sarà ebraica – ha detto il ministro ultranazionalista di estrema destra, Amihai Ben-Eliyahu, citato su X dal giornalista di Axios Barak Ravid – il governo sta spingendo affinché Gaza venga cancellata. Grazie a Dio, stiamo estirpando questo male. Stiamo spingendo la popolazione che si è istruita sul Mein Kampf”. L’ultimo bollettino diffuso ieri dal ministero della Salute controllato da Hamas riportava un bilancio di 59.219 morti nelle operazioni israeliane dopo i massacri del 7 ottobre 2023, secondo la rivista Lancet un dato molto sottostimato già lo scorso gennaio.
Le dichiarazioni di Eliyahu hanno provocato critiche in Israele. Yair Lapid, leader dell’opposizione, ha condannato le affermazioni definendole “un attacco ai valori e un disastro per le pubbliche relazioni”. Lapid ha aggiunto che “Israele non convincerà mai il mondo della giustezza della nostra guerra contro il terrorismo finché saremo guidati da un governo di minoranza estremista con ministri che santificano il sangue e la morte” e che i soldati israeliani non “combattono, muoiono e vengono feriti per sterminare una popolazione civile”. Il parlamentare Ayman Odeh, a capo dell’alleanza politica israeliana di sinistra Hadash-Ta’al, ha postato sul social X che quanto affermato da Eliyahu “è esattamente ciò che dicevano in Germania”.
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Per Oxfam Gaza è sull’orlo della catastrofe sanitaria, mentre aiuti salva vita per milioni di dollari sono fermi nei magazzini a causa del blocco imposto da Israele che impedisce l’ingresso e la distribuzione. “Fa sempre più caldo, non c’è più acqua pulita, cibo, si vive in spazi sovraffollati e insalubri. Un terreno fertile per la diffusione di malattie che seppur prevenibili, possono diventare letali. Serve una risposta umanitaria immediata e su vasta scala per evitare il peggio, serve un cessate il fuoco totale e permanente, serve riaprire ora tutti i valichi alla frontiera per consentire l’ingresso di aiuti”, ha dichiarato Bushra Khalidi, responsabile policy di Oxfam nei Territori Palestinesi Occupati e a Gaza.
Il commissario generale dell’agenzia ONU per i rifugiati palestinesi Unrwa, Philippe Lazzarini, ha dichiarato che gli operatori stanno svenendo per la fame sul lavoro. “Le persone a Gaza non sono né morte né vive, sono cadaveri ambulanti”. Secondo il Guardian, che cita i dati degli ospedali della Striscia, oltre un terzo dei 113 decessi per fame finora registrati a Gaza si sono verificati nell’arco di quattro giorni questa settimana.
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha intanto richiamato la squadra negoziale dal Qatar per “continuare le consultazioni in Israele” dopo l’ultima risposta di Hamas su cessate e liberazione degli ostaggi. “Apprezziamo gli sforzi dei mediatori Qatar ed Egitto e gli sforzi di Witkoff per raggiungere una svolta nei colloqui”, si legge in una nota dell’Ufficio del Presidente. Al momento anche sui media israeliani regna grande incertezza e confusione sulle informazioni riguardanti lo stato dei colloqui dopo gli ultimi sviluppi.