L'ennesima strage

Gaza, Israele apre il fuoco sulla folla in attesa di aiuti umanitari a Rafah: almeno 27 morti e 180 feriti

Esteri - di Redazione

12 Luglio 2025 alle 12:49

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Gaza, Israele apre il fuoco sulla folla in attesa di aiuti umanitari a Rafah: almeno 27 morti e 180 feriti

Mentre i negoziati di Doha tra Israele e Hamas su un cessate il fuoco a Gaza e la riconsegna degli ostaggi sarebbero “sull’orlo del fallimento”, come riferito da un funzionario palestinese a conoscenza del dossier alla Bbc, nella Striscia si continua a morire.

È drammatico l’ultimo bilancio di un attacco delle forze israeliane, che avrebbero aperto il fuoco su una folla di civili in attesa di aiuti umanitari vicino al punto di distribuzione degli aiuti di Al-Shakoush, a nord di Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale.

Le vittime sarebbero almeno 27 e oltre 180 i feriti, secondo le fonti locali citate dalla Wafa. Fonti mediche hanno confermato che il bilancio totale delle vittime a Gaza è salito a 60 dalle prime ore di sabato, a causa dei continui bombardamenti e spari israeliani in diverse zone dell’enclave assediata.

Secondo le Nazioni Unite solamente nelle ultime sei settimane sono stati quasi 800 i palestinesi uccisi nell’attesa di ottenere le razioni di cibo nei punti organizzati dalla Gaza Humanitarian Foundation, la Ong finanziata da Stati Uniti ed Israele che ha preso il posto dell’Onu nella distribuzione degli aiuti umanitari a Gaza.

D’altra parte il governo israeliano di Benjamin Netanyahu sa di poter contare sul sostanziale via libera della Casa Bianca di Donald Trump. Secondo la fonte citata dalla Bbc sui colloqui di Doha, Israele avrebbe “guadagnato tempo” durante la visita a Washington del premier israeliano e “ritardato in modo deliberato” la trattativa spedendo a Doha una delegazione “senza reale potere decisionale”.

“I colloqui indiretti tra Hamas e Israele per un cessate il fuoco a Gaza sono bloccati dalla volontà di Israele di mantenere le truppe nel territorio”, spiegano all’Afp due fonti palestinesi a conoscenza del dossier in ballo a Doha. Negoziati in stallo “a causa dell’insistenza di Israele nel presentare una mappa del ritiro che in realtà è una mappa di redistribuzione e riposizionamento dell’esercito israeliano piuttosto che un vero e proprio ritiro”.

di: Redazione - 12 Luglio 2025

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